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Coronavirus

Toti: “Sì a sistema più duttile di misure anticontagio sul territorio, no ad approccio allarmistico”

"Non vedo in Liguria, ad eccezione forse della sola Ventimiglia e dei suoi immediati contorni, una situazione tale da inasprire ulteriormente le chiusure". Ma intanto l'Italia intera potrebbe andare verso una "zona arancione" generale a marzo, mentre la Liguria c'è già

Toti: “Sì a sistema più duttile di misure anticontagio sul territorio, no ad approccio allarmistico”
Cronaca Chiavari - Lavagna, 20 Febbraio 2021 ore 09:27

Oggi ci sarà la riunione della Conferenza delle Regioni ” e vedremo cosa emergerà”, scrive in una nota stampa il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti in vista della riunione in relazione all’adozione del prossimo Dpcm e alle regole di gestione e di contenimento della pandemia da Covid-19.

Toti: “Sì a sistema più duttile di misure anticontagio sul territorio, no ad approccio allarmistico”

“Personalmente sono favorevole ad un sistema che consenta una maggiore duttilità delle misure sul territorio, con semmai l’istituzione di zone rosse, arancioni, gialle e anche bianche anche di dimensioni diverse da quelle regionali. Se poi si deciderà per misure nazionali sarà un approccio diverso, su cui potremo confrontarci. Ritengo che oggi un approccio particolarmente allarmistico non aiuti nessuno, né il lavoro del nuovo Governo, né le categorie economiche che come si è visto hanno raggiunto un livello di esasperazione particolarmente acuto, né il sistema ospedaliero, che necessita di tutto l’aiuto necessario sulla base delle necessità reali”.

“Di sicuro – ha aggiunto Toti – non vedo in Liguria, ad eccezione forse della sola Ventimiglia e dei suoi immediati contorni, una situazione tale da inasprire ulteriormente le chiusure. Certamente nessuno può dire esattamente come impatteranno le varianti sul territorio nazionale. In Liguria vi sono varianti ma i posti letto occupati nei nostri ospedali calano. Oggi ho sentito telefonicamente il presidente Bonaccini che mi ha confermato un trend in calo dei posti letto occupati anche nella sua regione. Credo che dovremo tenere conto di tutti i dati”, ha concluso.

Il tutto si relaziona a quella che pare essere una linea che sta andando definendosi per marzo, in cui trapela l’intenzione di proporre misure più strette di contenimento di contagio in tutta Italia, forse addirittura interrompendo per un po’ – in parte o del tutto – il sistema di “colorazioni” regionali, che ha contribuito a creare anche una certa confusione nella popolazione. Di contro la situazione particolare della Liguria, tornata in zona arancione malgrado tutte le rassicurazioni proprio dell’Amministrazione regionale: in buona parte proprio per la situazione particolarmente delicata e circoscritta all’estremo ponente, anche se non solo. E le relative polemiche sulle misure altrettanto circoscritte che si sarebbero potute adottare prima, ma su cui forse non si ha avuto il necessario coraggio, vista una variabile impazzita che in molti additano come responsabile; no, non variante virale, ma musicale: il Festival di Sanremo.

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