Tunnel Rapallo – Fontanabuona, Castellucci (Autostrade) gela le speranze, ma Trossarello mobilita il Levante

Il lungo percorso per «non arrivare» a un’opera strategica per il futuro del nostro Tigullio. Dal sindaco di Moconesi la chiamata "alle armi" per le amministrazioni locali

Tunnel Rapallo – Fontanabuona, Castellucci (Autostrade) gela le speranze, ma Trossarello mobilita il Levante
Valli ed entroterra, 03 Giugno 2018 ore 12:18

Quella che sembra una pietra tombale sulla realizzazione del traforo Rapallo – Fontanabuona – l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci ha detto a chiare lettere che si tratta di un’opera non prioritaria – è la sconfitta della politica davanti ai tecnici.

Tunnel Rapallo – Fontanabuona, il niet di Autostrade

La posizione della società Autostrade non è nuova. In merito al finanziamento dell’opera ha sempre storto il naso, a fronte dell’analisi costi e benefici. Sino dalle prime riunioni svoltesi a Cicagna con l’allora presidente della giunta regionale Claudio Burlando non si era mai professata entusiasta. Certo la Spea, società del gruppo Autostrade, aveva svolto il suo bravo compitino elaborando un progetto di massima che, tra l’altro, era costato fior di quattrini. Ma non c’era riunione in cui i vertici di Autostrade e Anas ribadissero a chiare lettere che la decisione doveva essere presa dall’alto.

Insomma, solo il Ministro delle Infrastrutture, al contrario dei “bravi” di Don Rodrigo narrati dal Manzoni avrebbe dovuto pronunciare la fatidica frase: «Questo tunnel si deve fare, o oggi, o mai più». Tutti i titolari del dicastero che si sono succeduti dal 2008 ad oggi si sono però ben guardati di assumersi l’impegno. Il compianto Altero Matteoli era persino giunto a Ferrada di Moconesi ed aveva fatto sedere Burlando al suo posto nella prestigiosa sede romana del dicastero, ma senza passare dal faceto al serio.

All’inizio del 2010 il momento decisivo, Burlando chiede a Matteoli di inserire il tunnel nel protocollo relativo alle opere collegate alla realizzazione della Gronda di ponente. Matteoli dice no, Burlando minaccia di non firmare il protocollo, ma alla fine cede. Ecco, la storia del tunnel finisce lì. Burlando insiste, continua a ripetere che si tratta dell’unica opera infrastrutturale prioritaria richiesta al Governo.

Ma i ministri fanno orecchie da mercante, a partire da Corrado Passera, figuriamoci se un tecnico dava l’ok, ma sulla stessa lunghezza d’onda ci sono anche gli ultimi due Maurizio Lupi e Graziano Del Rio. Burlando prima e Giovanni Toti poi continuavano a crederci, o far finta di crederci, pronunciando all’infinito la fatidica frase: «Il tunnel Rapallo – Fontanabuona è un’opera prioritaria».

E il copione potrebbe essere destinato a ripetersi: proprio nelle scorse ore Toti è tornato a pronunciare quello stesso mantra, nell’annunciare l’intenzione di chiedere un incontro col neoministro Toninelli: «Il tunnel della Val Fontanabuona è tra le opere strategiche dell’attuale giunta: chiederemo subito un incontro al neoministro Toninelli per il finanziamento», ha dichiarato il Presidente della Regione, che pur si dice «certo che il nuovo governo dimostrerà maggiore sensibilità verso quest’opera».

Negli uffici di Anas e società Autostrade, stanno zitti, annuiscono e ghignano sornioni, sanno bene come funzionano queste cose,  e sono consci che alla fine la ragione sarà dalla loro parte. Finiti i tempi in cui il potente ministro di turno sbatteva i pugni sul tavolo e alla faccia dei “costi e ricavi” imponeva un’opera pubblica.

Ora è diverso, spiace ammetterlo, i politici contano sempre meno e i tecnici sempre di più.

Sale la protesta, tutto il territorio si mobilita dietro Trossarello

Da canto suo Giovanni Boitano non ha perso tempo, ha subito presentato un’interrogazione al presidente della giunta Giovanni Toti. Gli era bastato sentire l’assessore regionale Andrea Benveduti, venerdì al convegno di Monleone di Cicagna, per capire come sarebbe andata a finire. Claudio Muzio sollecita l’impegno dei parlamentari per trovare una soluzione. I sindaci si indignano e protestano. Ci pensa Gabriele Trossarello (Moconesi) ad affilare le armi. Convoca i sindaci per lunedì 11 giugno con l’intento di muoversi, non intende subire l’ennesima ingiustizia. Sulla sua pelle brucia ancora lo smacco del nuovo tribunale di Chiavari, completato e mai aperto, per il quale tanto si era speso. In questo momento è l’unico, tra i suoi colleghi fontanini, che può farsi ascoltare con autorevolezza.  Ora bisognerà fare i conti con un nuovo Governo, sperando che sia forte, che duri, che recepisca le pressanti istanze del territorio e che soprattutto sappia farsi valere negli uffici di Anas e Società Autostrade dove i muri sono di gomma.

L’11 giugno, dunque, i sindaci della Valle si incontreranno per stilare un testo propositivo, un ordine del giorno che Trossarello ha invitato a presentare nei consigli non solo della Fontanabuona, ma di tutto il Tigullio e del Golfo Paradiso, per impegnare Città Metropolitana, Regione e Governo a fare passi concreti. Ricevendo, sinora, un consenso unanime, multipartizan, da ogni lato e bandiera amministrativa. Sembra che solo questo tunnel riesca a mettere d’accordo rossi, blu, gialli, verdi, tutti i colori politici: quasi incredibile. Come una chimera: che però è anche proverbialmente irrealizzabile. E il nostro territorio non può permettersi che questo progetto resti una chimera.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità