Tutelare il patrimonio linguistico e la nostra bandiera

Ordine del giorno approvato all’unanimità a Leivi

Tutelare il patrimonio linguistico e la nostra bandiera
Valli ed entroterra, 22 Gennaio 2018 ore 07:39

Ordine del giorno approvato all’unanimità a Leivi: si tratta delle due proposte di legge regionale di iniziativa popolare per la tutela del patrimonio linguistico ligure e della bandiera.

Tutelare il patrimonio linguistico e la nostra bandiera

«Ho proposto di portare questa delibera all’attenzione di diversi consigli comunali della zona – afferma il consigliere comunale  e promotrice per il Tigullio dell’iniziativa Andreina Solari –, un progetto supportato dall’associazione Che L’Inse il cui presidente è l’avvocato Andrea Acquarone». L’obiettivo è sia quello di raccogliere firme che di coinvolgere le amministrazioni della Regione, Solari nel Levante ha contattato: Mezzanego, Zoagli, Rapallo, Borzonasca, Coreglia Ligure, Lavagna, Cicagna, Recco, Portofino, Santa Margherita Ligure, Cogorno, Carasco, San Colombano, Favale di Malvaro, Santo Stefano d’Aveto, Ne, Rezzoaglio e Sestri Levante. «Abbiamo tempo fino ad aprile – aggiunge – per avere almeno 10 delibere di consiglio e raccogliere 5mila firme».
E l’iniziativa è importante: «Vogliamo non perdere le tradizioni  e la nostra storia – afferma Solari – Il nostro dialetto è parlato in tutto il mondo ed è importante farne conoscere il valore». E dopo il primo step della legge regionale, si potranno valutare altre azioni per sostenere la lingua ligure.
Raccolta firme e delibere di consiglio anche per la tutela della bandiera.
«Anche questa ha una sua importanza – sottolinea – tutt’oggi lo Scudo di San Giorgio è un vessillo presente in tutto il mondo: dall’Italia (ad esempio a Milano) all’estero (come il Regno Unito)».

È anche presente in tutta Genova, naturalmente. «Vogliamo ripristinare la storica bandiera – conclude Solari – che da sempre ha connotato il territorio ligure e la sua gente». Lo Scudo di San Giorgio veniva anche usato come simbolo di protezione da parte dei genovesi quando si navigava sul mare, così come il dialetto era la lingua che veniva parlata in giro per il mondo nei porti.