La storia

Un record per festeggiare il ritorno alla vita

Paolo e Luca Pantaleo, padre e figlio fianco a fianco, a un anno di distanza dal trapianto di midollo osseo per sconfiggere la leucemia

Un record per festeggiare il ritorno alla vita
Rapallo - Santa Margherita, 10 Settembre 2020 ore 14:53

Un colpo a testa per 72 buche, alternandosi l’un l’altro come un unico giocatore, un’unica persona, un’unica vita.

La storia

Ecco, se vogliamo è proprio racchiusa in quest’immagine di totale comunione la vera essenza dell’impresa di Paolo e Luca Pantaleo. Da un lato la grande sfida sportiva compiuta ieri sui prati del Circolo Golf e Tennis Rapallo, che ha visto padre e figlio portare a termine ben 4 giri completi di campo e ottenere una certificazione valida per la conquista del record. Dall’altro lato, ben più importante, la gioia per il lungo ma positivo percorso di rinascita dopo una strenue lotta contro la malattia. E allora eccoli lì, sul green, padre e figlio, fianco a fianco nello sport e nella vita. Nei momenti più difficili, come quel giorno di otto anni fa, quando al professor Paolo Pantaleo – stimato medico cardiologo di Iclas – venne diagnosticata la leucemia, e nei momenti di svolta come il 27 agosto del 2019, quando il figlio Luca donò al padre il proprio midollo osseo necessario per un trapianto a basso rischio di rigetto. L’intervento andò alla perfezione, ma il decorso post operatorio non mancò di riservare difficoltà momenti di scoramento. E fu proprio in uno di quei momenti che Luca Pantaleo avanzò al padre la propostadi questa goliardica impresa sportiva.

“Una formula crudele che si combina nell’idea di aiuto reciproco – affermano, dando reale concretezza all’adagio – l’unione fa la forza”.

“Ci sono giorni nella vita di un uomo che non si possono dimenticare; momenti che rappresentano improvvisi stop e emozionanti ripartenze – commenta il direttore del Circolo, Fabrizio Pagliettini – Momenti che ci svelano in pochissimo tempo cio’ che inseguiamo da sempre: il senso della vita”.

Quella forza vitale ritrovata, che ha permesso loro di completare i primi due giri di campo al mattino e proseguire poi nel pomeriggio, fino al tramonto.

“72 buche per un abbraccio perchè il golf è lo sport che più di ogni altro sa unire diverse generazioni e perché a tutti noi rimanga sempre nel cuore l’esempio che una storia come questa ci insegna: credere all’amore, alla famiglia e guardare sempre futuro aggredendo l’ostacolo e sorridendo – prosegue Pagliettini – Ecco, quanto hanno saputo realizzare credo rappresenti un importante spot dei valori della famiglia, valori di cui oggi giorno abbiamo sempre più bisogno. Credo che resterà per sempre nel mio bagaglio personale, come uno dei momenti e dei messaggi più belli e significativi”.

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