LA NOVITà

Una nuova metodica per valutare la salute del fegato

Nata dalla collaborazione tra alcuni epatologi e un gruppo di ingegneri. Nello studio coinvolto anche un chiavarese

Una nuova metodica  per valutare la salute del  fegato
Cronaca Chiavari - Lavagna, 08 Febbraio 2021 ore 08:22

Una nuova metodica per valutare la salute del fegato , nata dalla collaborazione tra alcuni epatologi e un gruppo di ingegneri. Nello studio coinvolto anche un chiavarese.

Lo studio

Di recente è stato pubblicato su una rivista internazionale (Journal of Ultrasound in Medicine & Biology), organo ufficiale della WFUMB (World Federation for Ultrasound in Medicine &Biology), un lavoro scientifico che riporta la presentazione di una nuova metodica ecografica per lo studio delle malattie del fegato denominato “Genoa Line Quantification (GLQ)”. La metodica è nata da una collaborazione tra l’epatologo Paolo Borro ed altri epatologi dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova e un gruppo di Ingegneri della Scuola di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Genova diretti dalla prof.ssa Silvana Dellepiane.

Le malattie del fegato tra le più importanti problematiche sanitarie

La necessità di condurre questo progetto nasce della grande rilevanza che l’epatologia ha assunto a livello internazionale. Infatti, le malattie del fegato rappresentano una delle più importanti problematiche sanitarie del nostro tempo e si stima che circa 1.5 miliardi di persone nel mondo soffrano di questo tipo di affezioni. Le epatopatie croniche causano una costante infiammazione del tessuto epatico e possono portare allo sviluppo di severe complicanze, quali la cirrosi epatica e il tumore del fegato (epatocarcinoma), responsabili ogni anno rispettivamente di 1.2 milioni e 790.000 morti nel mondo.

Le cause alla base delle patologie epatiche sono svariate ma le principali sono legate alle epatiti virali B e C, alle forme metaboliche, all’eccessivo consumo di alcool o agli stili di vita alimentari non salutari. In questo contesto, è di fondamentale importanza identificare precocemente le alterazioni patologiche della struttura del fegato e, successivamente, seguirne precisamente l’evoluzione, ovvero stadiare la cosiddetta “epatopatia”.

I metodi attuali

Ad oggi, esistono alcune metodiche non invasive definite elastometriche, adatte a tale scopo, che si basano sulla valutazione dell’elasticità del tessuto epatico che risulta alterata quando presenta fibrosi epatica o cirrosi. Tuttavia, per l’esecuzione dell’elastometria epatica, sono necessarie apparecchiature dedicate che presentano costi particolarmente elevati che si aggirano intorno ad alcune decine di migliaia di euro.

La metodica sviluppata al San Martino

Al contrario, la metodica sviluppata presso l’Ospedale Policlinico San Martino di Genova permette un’accurata stadiazione del grado di fibrosi epatica partendo da una semplice immagine ecografica del fegato che, successivamente, viene elaborata in automatico per estrapolare alcune caratteristiche del margine epatico, detto capsula di Glisson, che si altera notevolmente in seguito alla patologia.

La tecnica sfrutta tecnologie all’avanguardia nella valutazione computerizzata dell’immagine ed una tecnologia nota come “rete neurale” che permette al computer, in base ai dati ricavati, di restituire il corretto valore di fibrosi epatica. In termini di precisione, l’efficacia di GLQ è stata più che soddisfacente, eguagliando le altre tecniche ad oggi più utilizzate, ma con costi fissi e variabili (di esecuzione) estremamente più contenuti.

Infatti, durante il processo di revisione scientifica indipendente a cui è stato sottoposto il lavoro, GLQ è stato definito «una novità ad elevato impatto clinico». Dalla sua pubblicazione online di pochi giorni fa, si sono già raccolte oltre 1.800 visualizzazioni e numerosi riconoscimenti su diverse piattaforme scientifiche e professionali che fanno presupporre un forte interesse pratico nei confronti di questa metodica assolutamente innovativa.

 

L’analisi

Ne consegue che, anche dal punto di vista economico, come osserva il chiavarese Enrico Mazzino, economista sanitario e docente all’Università di Genova, coinvolto nello studio, si registrano notevoli vantaggi in termini di costo e a parità di risultati.

Nell’ambito dei progetti medico-sanitari infatti, settore in cui è stata ampia l’applicazione dell’ “Analisi costo-efficacia”, si è avvertito il bisogno di raffinare questa tipologia di valutazione economica e, da questa esigenza, osserva sempre Mazzino, è nata la cosiddetta “Analisi costo-utilità” (Cost-Utility Analysis), un particolare tipo di analisi costo-efficacia per la valutazione dei progetti sanitari che utilizza, per quantificare gli effetti, il QALY (Quality Adjusted Life Years), una misura di incremento di aspettativa di vita media corretto per la qualità della stessa.
In conclusione, GLQ risulta rapida, economica ed utilizzabile sia come tecnica complementare che come alternativa alla elastometria epatica con il vantaggio di essere facilmente applicabile anche in centri più periferici e con minori risorse e si propone come un omaggio alla Regione Liguria, alla città Genova e all’Ospedale Policlinico San Martino che, con il nuovo direttore generale – il dottor Salvatore Giuffrida – da poco insediato, si appresta ad affrontare le prossime sfide scientifiche e sanitarie.

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