Camogli

«Vi racconto la mia odissea per fare un tampone»

Valentina Palomba, 29 anni, nei giorni scorsi ha scoperto che il parrucchiere dove lavora a Rapallo è positivo al Covid. Quindi, il caos: una testimonianza di come il sistema di testing e tracciamento fosse in sofferenza già nella prima metà di ottobre

«Vi racconto la mia odissea per fare un tampone»
Golfo Paradiso, 25 Ottobre 2020 ore 14:53

L’odissea per un tampone. Ne è protagonista Valentina Palomba, 29 anni, che solo dopo aver postato su Facebook la situazione in cui si è trovata, ha ricevuto attenzioni.

«Vi racconto la mia odissea per fare un tampone»

Martedì 6 ottobre ha scoperto che il parrucchiere dove lavora a Rapallo è positivo al Covid. «Sono residente a Camogli – spiega – e quindi sotto Asl3. Rapallo è sotto Asl4». Qui nasce l’odissea ed emerge come il sistema faccia acqua da tutte le parti. Asl 4, dove è avvenuto il contagio ha contattato subito Palomba illustrando l’isolamento di 15 giorni e obbligo di tampone. Il medico di base inoltra la segnalazione ad Asl3 con richiesta di tampone e, sebbene asintomatica, consiglia il tampone domiciliare. In teoria si riceve una mail con i comportamenti da adottare, un questionario e chiamate di controllo e sms con informazioni, sino all’esito del tampone. «Nulla di tutto ciò è accaduto – testimonia Valentina – nessuna comunicazione, né telefonata. Così cerco consigli da un medico di Asl4 e chiamo il numero Covid: oltre 30 telefonate. Poi la risposta: è tardi, avrebbe dovuto avvisare prima, deve recarsi qui per il tampone».

Valentina, che è anche scrittrice, non ci sta. Racconta tutto su FB, con insistenza, un racconto dell’orrore con aggiornamenti. Venerdì 9, alle 15,30, ecco il tampone a domicilio. «Ma sono certa che se non avessi postato su tutte le loro pagine il mio dramma, – chiosa – sarai ancora in attesa di tampone. A sette mesi dall’emergenza è inaccettabile». Assurdo pure che Asl3 abbia segnalato il caso con ritardo in Comune. Ma anche lo stesso Comune appare impreparato: solo dopo una settimana e non pochi post sulla pagina istituzionale, l’assessore Italo Mannucci ha contattato Valentina. «Ci siamo trovati in accordo sulle criticità e i problemi da me riscontrati. – riferisce – È stato disponibile dandomi consigli al posto di Asl3. Nel pomeriggio mi ha contattata l’ufficio tecnico e l’domani ho finalmente ricevuto il bidone per rifiuti speciali Covid». Mercoledì 14 ottobre, il responso: negativo. Ma nessun sms ha avvisato del risultato: solo su Internet si trova il referto. Palomba, sollevata consiglia: «Usate la mascherina, mettetela bene e tenetela su. Suppongo che proprio quella mi abbia salvato». Resta l’indignazione per un sistema inadeguato: «Sono testarda, ma penso a chi non aspetta un tampone chiuso in casa come me, chi non è pratico di PC, agli anziani soli: così si rischia l’aumento dei contagi».

Una testimonianza, questa, della sofferenza in cui il sistema di testing e tracciamento era già agli inizi di ottobre. Da allora i numeri hanno continuato a schizzare all’insù, rendendo il tutto ancor più difficile.

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