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Chiavari

Vittorio Chiesa, l’imprenditore benefattore

Affari, calcio, politica, ma soprattutto una vita legata alla generosità e ai suoi amati Frati Cappuccini di Chiavari

Vittorio Chiesa, l’imprenditore benefattore
Cronaca Chiavari - Lavagna, 13 Dicembre 2020 ore 11:02

“Mi sono impegnata per far sì che avvenisse ciò che mio padre aveva desiderato”.

Maria Caterina Chiesa, è la figlia dell’imprenditore, ed ex presidente dell’Entella, Vittorio. Scomparso il 6 gennaio 2016, nel suo lascito testamentario ha lasciato ai Frati Cappuccini di viale Tappani, un appartamento situato a Lavagna. Dalle sue volontà, con la somma ricavata dalla vendita dell’edificio, i frati stanno ricostruendo il parco giochi, presente nei decenni precedenti nell’area verde dell’oratorio.

Il gesto dell’imprenditore Vittorio Chiesa

A seguire l’iter burocratico delle sue volontà, l’unica figlia di Vittorio, Maria Caterina:

“Mio padre è sempre stata una persona che ha aiutato tantissimo i bisognosi, e in vita, l’ha sempre fatto in silenzio – racconta -. Se una persona mi porgeva la mano come segno di carità, ho imparato da lui che dovevo aiutare quella persona. E la stessa cosa ha fatto con i miei figli, dicendo di non avere mai un pregiudizio in chi chiede l’elemosina, e aiutandolo a prescindere perché sicuramente, quell’uomo, aveva molto meno”.

Imprenditore navale, armatore. E poi in Brasile imprenditore del caffè. Di nuovo in Italia, divenne anche imprenditore edile; tra le costruzioni della sua società l’Ipercoop e diversi capannoni industriali di Carasco.

Ogni attività professionale un successo: “l’imprenditore dei due mondi”

“Da Genova, per amore di mia madre Maria Grazia Roffo, si trasferì a Chiavari, dove ha vissuto per quarant’anni. Nel lavoro aveva un’etica, amava i colori chiari, con un carattere molto forte e molto buono. In Brasile acquistò una fazenda, reinventandosi come imprenditore del caffè; un’azienda che divenne una delle più grandi del Brasile, venduta poco prima di morire”.

Col tempo divenne molto più di un chiavarese d’adozione. Abitò con la moglie e la figlia in corso Genova, a poche centinaia di metri dalla chiesa dei Frati Capuccini.

L’amore per Chiavari e per l’Entella

L’amore per Chiavari, lo portò ad amare anche i colori biancocelesti dell’Entella, diventandone apprezzatissimo presidente negli anni Settanta-Ottanta, in più occasioni:

“Soprattutto quando la squadra si trovava in acque economicamente agitate – continua Maria Caterina -. Prima era stato presidente del Pontedecimo. Ma un giorno l’avvocato Giancarlo Ghio gli chiese di diventare presidente. Un’avventura che ricoprì con passione per ben tre volte”.

Nel dicembre 1993, corse anche alla carica di sindaco con una lista civica appoggiata dalla Democrazia Cristiana; in quell’elezione vinse per la prima volta Vittorio Agostino, nel periodo dopo la caduta della giunta guidata dall’ex sindaco Renzo Repetto.

Con i Frati di viale Tappani una generosità reciproca

Un altro aneddoto del benefattore chiavarese, che dimostra la sua generosità con i Frati Cappuccini, risale attorno alla fine degli anni Novanta.

“A Genova conosceva il papà di Beppe Grillo, che gestiva un’officina, ed il fratello di Beppe che lavorava per mio padre come fornitore dei cantieri. Un’Estate di fine anni Novanta, nel giardino dell’oratorio dei frati, organizzò la “Festa dei bambini e degli anziani” e invitò proprio Beppe Grillo a fare uno spettacolo gratuito. Adorava il Grillo della satira politica, lo divertiva moltissimo”.

Il rapporto straordinario con i frati si può sintetizzare nel rapporto tra Vittorio e padre Anacleto:

“A lui non piaceva che la sua beneficenza fosse nota, voleva fare del bene in modo anonimo. Siamo venuti a sapere quanto aveva lasciato ai poveri dopo la sua scomparsa. Lui era sempre stato molto vicino ai Frati; li aiutava e loro avevano aiutato lui, essendo molto credente, con un importante rapporto spirituale oltre che di vera amicizia”.

Proseguono i lavori per far rinascere il parco giochi

In settimana, abbattuto il muro di mattoni rossi che circondava il campetto da calcio in asfalto, sovrastante il vecchio parco giochi. Un campo e un parco dove hanno giocato generazioni di bambini del quartiere:

“Ringrazio i Frati Cappuccini, dal padre provinciale ai frati di Chiavari, per aver accolto in maniera positiva e con grande impegno questa proposta. Rinascerà un bellissimo giardino e, in questi giorni è stato completamente abbattuto il muro di viale Tappani. Abbattere un muro è vedere lontano; come mio padre che ha sempre abbattuto i muri e ha guardato molto lontano”.

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