Anniversario della morte di Primo Levi e eccidio della Benedicta: una proposta didattica per ricordare
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lo ricorda attraverso percorsi tematici per le superiori

Oggi, 34 anni fa, l’11 aprile 1987, moriva suicida Primo Levi. Ma oggi è anche l'anniversario dell'eccidio della Benedicta, sopra Genova.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lo ricorda
L'autore di "Se questo è un uomo" teoricamente può essere inserito tra i grandi autori del Neorealismo, ma in realtà la sua voce, che sembra raccontare un fatto circoscritto, assume una cadenza universale atemporale, esprimendo tutto il Male del mondo, dall’inizio alla fine dei tempi. La bestiale realtà dei lager, che alcuni tendono a negare, viene potentemente rievocata nella sua atroce nudità, senza ricorrere a effetti patetici perché l’orrore dell’abisso umano emerga autonomamente.
L'eccidio della Benedicta(1944)
Parlare della figura di Primo Levi significa ricordare anche oggi l’eccidio del monastero della Benedicta (sopra Genova)avvenuto tra il 6 – 11 aprile del 1944, durante il quale persero la vita 147 persone, 75 fucilate sommariamente dopo essere state prese prigioniere dai nazifascisti.
“Perché la memoria del male non riesce a cambiare l'umanità? A che serve la memoria?”
Levi era perseguitato non solo dai terribili ricordi connessi alla propria esperienza di vita, ma anche dalla consapevolezza che il genere umano tende a dimenticare, banalizzare, sminuire, ignorare gli aspetti più crudi della verità. In definitiva non solo gli uomini sono inclini alla prevaricazione, manon riescono a imparare dai propri errori. “Perché la memoria del male non riesce a cambiare
l'umanità? A che serve la memoria?” chiede Levi a se stesso e a tutti noi.
La proposta didattica
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita i docenti e gli studenti della scuola secondaria di secondo grado a sviluppare percorsi tematici, anche in funzione del colloquio dell’esame di Stato, incentrati sulla lettura e analisi delle opere di Primo Levi. Tali tematiche potrebbero essere attualizzate attraverso il confronto con la realtà odierna, creando una lavagna digitale su cui accostare un evento del passato con un episodio del nostro presente.
"Bisogna insistere indefessamente nel veicolare messaggi di speranza, tolleranza e verità alle nuove generazioni - sottolinea il Coordinamento -. Il semplice fatto che, almeno pubblicamente, molti comportamenti deviati (xenofobia, sessismo, razzismo, omofobia) siano censurati o rigettati conforta; si deve mirare a un obiettivo ancora più ambizioso: convincere profondamente i giovani dell’importanza del rispetto reciproco".