Venerdì 3 aprile a Zoagli, nella “Villa Vicini” in via Garibaldi 24, alle ore 18.30 verrà inaugurata, con presentazione della giornalista Isabella Puma e patrocinio concesso dal Comune di Zoagli, la mostra “Un mare di stoffe e colore – Arazzi, costumi di scena e il bestiario fantastico di Danièle Sulewic”. La mostra rientra nei festeggiamenti per i 50 anni del Teatro della Tosse di Genova.
L’inaugurazione sarà accompagnata da un recital “Voci dalla Villa” di Gaia Catullo. La mostra sarà aperta dal 3 al 26 aprile, dal venerdì alla domenica e il Lunedì dell’Angelo 6 aprile dalle 14 alle 19. Sarà inoltre attivato un laboratorio per famiglie con l’artista sabato 18 Aprile dalle 9.30 alle 12.30 (informazioni e prenotazioni: info@zoagliproloco.it).

Danièle Sulewic, apprezzata scenografa di grande abilità e creatività, costumista teatrale, ceramista, scultrice e visual artist parigina
Gaia Catullo, presidente della Pro Loco di Zoagli fa sapere che
“Danièle Sulewic, apprezzata scenografa di grande abilità e creatività, costumista teatrale, ceramista, scultrice e visual artist parigina, collabora con il Teatro della Tosse di Genova dove il prolungato sodalizio umano e artistico con Lele Luzzati ci permettono di vedere nelle sue opere una lettura profonda delle esperienze del grande Maestro. Collage cuciti di ispirazione chiaramente teatrale. Figurini che vestono improbabili attori provenienti dal mondo animale. Le stoffe diventano per lei il supporto per dare libero sfogo alla sua fantasia, riesce sempre a trovare la stoffa giusta per tradurre e creare un’immagine senza usare una matita e un pennello. Quale migliore collocazione per la presentazione di questa mostra se non Zoagli che ha avuto nella lavorazione dei velluti di seta manufatti di altissimo pregio destinati alle corti di tutta Europa”.
“Nella tradizione di un teatro artigianale dove qualunque oggetto o materiale, anche il più improbabile, può divenire elemento di scena o parte di un costume, Danièle si è servita di stoffe e materiale tessile, oltre che libri illustrati e fotografie, raccolti e conservati negli anni”, ricorda invece Amedeo Romeo dal Teatro della Tosse.
“…Sulewic, apprezzata scenografa di grande abilità e creatività, rimane comunque un’artista, anche se riesce a tenere a bada questa sua peculiarità. La stoffa, infatti, diventa per lei il supporto col quale può dare libero sfogo alla sua fantasia. L’immagine che costruisce sembra una vetrata gotica; ai colori si sostituiscono dunque i frammenti delle stoffe (e di tutti i materiali che esistono nel suo universo), le figure prendono forma come se fossero un arazzo – o più ancora come se si trovassero sulle pagine di una pergamena –. La cucitura diventa allora il limite all’interno del quale si definisce la figura…”, ricorda Carlo Pesce.
Mentre ricorda Frieda Klapholz:
“I collages di stoffa di Danièle ti fanno entrare nel mondo della ricchezza, della fantasia, delle storie di Emanuele Luzzati. Riesce sempre a trovare la stoffa giusta per tradurre e creare una immagine, senza usare una matita o un pennello. E’ lo zigzag della macchina da cucire che li sostituisce. “La stoffa” parla al posto del disegno, diventa un mondo a sé stante…”.
