In occasione di Archivissima 2026, il festival nazionale dedicato alla valorizzazione degli archivi, la Società Economica di Chiavari, in collaborazione con il Comune di Chiavari – Assessorato alla Cultura, presenta la mostra “Quello che non c’è. I Papiri della Società Economica”, visitabile dal 5 al 13 giugno presso la Sala Archivi in via Ravaschieri 19.
L’iniziativa si inserisce nel programma della Notte degli Archivi, che quest’anno propone un invito a scoprire e valorizzare quel patrimonio documentario spesso nascosto, poco conosciuto o ancora in attesa di essere pienamente studiato e interpretato.
Le dichiarazioni
«Ospitare questa mostra all’interno de La Notte degli Archivi è un grandissimo orgoglio per la nostra città – dichiara l’assessore alla cultura Silvia Stanig -. Grazie alla Società Economica e al lascito Lumbroso, sveliamo e restituiamo alla comunità tre papiri eccezionali, frammenti millenari di storia universale che escono dall’ombra. Non si tratta solo di ammirare reperti rari, ma di vivere la cultura come un bene vivo e davvero partecipato. Sarà bellissimo poter scoprire insieme questi tesori».
«Come Società Economica di Chiavari, e in particolare come Biblioteca e Archivio, sentiamo la responsabilità di conservare, studiare e valorizzare questo patrimonio, affinché possa essere conosciuto da un pubblico sempre più ampio – così Enrico Rovegno, vicepresidente e responsabile della Biblioteca della Società Economica di Chiavari -. La mostra vuole essere non solo un’esposizione di reperti di grande interesse storico, ma anche un invito alla curiosità e alla scoperta, perché ogni documento custodito nei nostri archivi può ancora raccontare storie inedite e contribuire alla comprensione del nostro passato».
Domani l’inaugurazione
La mostra offre al pubblico l’opportunità di ammirare tre straordinari papiri documentari in lingua greca, provenienti dalla zona di Filadelfia d’Egitto e giunti alla Società Economica attraverso il lascito del barone Albert Emanuele Lumbroso.
I documenti esposti coprono un arco cronologico di oltre cinque secoli e testimoniano aspetti diversi della vita quotidiana, amministrativa e sociale dell’Egitto antico: una dichiarazione relativa a lavori sugli argini del Nilo, databile tra il II e il III secolo d.C.; un’epistola privata, risalente tra il I e il II secolo d.C.; e una lettera di carattere amministrativo, databile intorno al 643 d.C., in epoca bizantina.
L’inaugurazione si terrà venerdì 5 giugno alle 18.30.