Cultura

Cantamaggio, tradizione ritrovata

E' successo a Breccanecca: merito anche del Coro Antoniano di Chiavari

Cantamaggio, tradizione ritrovata
Cultura Chiavari - Lavagna, 21 Maggio 2018 ore 07:35

Riportare il Cantamaggio in vita, dopo 35 anni: è successo a Breccanecca qualche giorno fa, a Casa Canata, cuore pulsante della piccola comunità. E tra gli artefici dell'iniziativa c'era il Coro Antoniano di Chiavari quasi al completo, capitanato da Nadia Solari che con gran passione ha preparatogli antichi canti. Il Cantamaggio è una tradizione che a Breccanecca si perde nella notte dei tempi.

Il Cantamaggio, una tradizione che a Breccanecca si perde nella notte dei tempi

"La tradizione popolare attribuisce le nostre "Cantaele" addirittura al Poliziano - racconta Maria Stella Daneri -. Una famiglia di Breccanecca conserva una "partina" scritta delle attuali "Cantaele" risalente alla metà del 1800. Tuttavia per tanto tempo sono state tramandate a voce e forse "rivedute e corrette" ad uso locale in un misto di Italiano antico e dialetto del posto. Dall'annuncio dell'arrivo di maggio, si passava alla motivazione della venuta, al saluto augurale al mese che faceva sbocciare la primavera, all'esortazione ai padroni della casa visitata ad affacciarsi alle finestre per guardare i fiori. L'inizio della primavera era annunciato dai suoi messaggeri alati: il cuculo, l'usignolo, la rondinella, il garbiere ... Vi erano poi strofe dedicate ai componenti della famiglia: il padrone di casa, le fanciulle ancora da sposare, e infine il saluto e l'arrivederci all'anno prossimo".

Non mancano alcune strofe "apocrife" , senza senso, dovute forse a qualche bicchiere di troppo:
"Sulla rama bella del limone ci canta lo screpione"
"Sulla rama bella della nocciola ci canta la sperissuola"

"È stato un emozionante tuffo nella nostra storia"

 

«È stato un emozionante tuffo nella nostra storia – commenta Maria Stella Daneri -. Siamo orgogliosa di poter dire che abbiamo mostrato uno splendido scorcio di un entroterra ligure fatto di tradizioni e di ospitalità, e di aver vissuto insieme una giornata di festa come si trascorreva un tempo, in gran semplicità, condividendo buon cibo e gioia di stare insieme, ricordando le nostre belle tradizioni che abbiamo il dovere di onorare e portare avanti».