Cultura
Sori

Conto alla rovescia per l'avvio di Soriteatro 2022/2023

La partenza dell'ottava stagione è fissata per giovedì 27 ottobre

Conto alla rovescia per l'avvio di Soriteatro 2022/2023
Cultura Golfo Paradiso, 22 Ottobre 2022 ore 11:59

Si apre Soriteatro 2022/23, l’ottava stagione organizzata da Teatro Pubblico Ligure con la direzione artistica di Sergio Maifredi al Teatro Comunale di Sori. Il primo appuntamento al Teatro Comunale di Sori è per giovedì 27 ottobre con la prima nazionale di “Spostamenti improvvisi” di e con Vittorio Franceschi, spettacolo preceduto dal primo appuntamento con il ciclo di incontri “Far ridere è una cosa seria. Cinque autori d’eccellenza nella narrativa ironica” ideato dalla scrittrice Barbara Fiorio (nella foto, di Sara Lando), che inizia con “Mark Twain. Una cura per la tristezza”. La stagione è sostenuta da Teatro Pubblico Ligure con il contributo del Comune di Sori, in collaborazione con la Pro Loco di Sori.

L’appuntamento di giovedì 27 alle 19:30

Il ciclo di incontri “Far ridere è una cosa seria” prende il via giovedì 27 ottobre alle 19.30 nel foyer con “Una cura per la tristezza” di Mark Twain. Barbara Fiorio, scrittrice affermata, autrice di molti romanzi tra cui “Qualcosa di vero” (Feltrinelli, 2015), “Vittoria” (Feltrinelli, 2018) e “La banda degli dei” (Rizzoli, 2021 – Vincitore del Premio Selezione Bancarellino 2022), lo ha scelto come prima tappa del percorso nella narrativa ironica. Nonostante le difficoltà della sua esistenza, o forse proprio per quello, il modo che ha Mark Twain di raccontare il mondo raggiunge l’eccellenza grazie alla sua capacità di unire fine umorismo, solida narrativa e critica sociale. Era irriverente con le vanità umane, sferzante contro l’ipocrisia, spietato contro la grettezza e l’ottusità. In questo racconto, attraverso un suo divertimento retorico, fa un’analisi molto precisa della struttura narrativa di un romanzo e ne indica tutti i punti di debolezza, evidenziando meccanismi usati più spesso di quanto non si creda. Di fatto è un’analisi letteraria utilissima. E un esempio sublime di narrativa ironica.

La biografia di Barbara Fiorio

Scrittrice italiana, genovese di nascita. È consulente e docente di comunicazione e da anni tiene laboratori di scrittura narrativa. Formazione classica, studi universitari allo IED, un master in Marketing Communication, vanta un percorso lavorativo decisamente eterogeneo. Barbara Fiorio si presenta come una persona fuori dagli schemi, ironica e generosa di sé. La sua prima pubblicazione risale al 2009, “C’era una svolta”, un piccolo saggio scherzoso sulle fiabe classiche, ripubblicato in versione ampliata da Morellini nel 2019 per il decennale. E poi i romanzi “Chanel non fa scarpette di cristallo” (Castelvecchi, 2011), “Buona fortuna” (Mondadori, 2013) e “Qualcosa di vero” (Feltrinelli, 2015), editi anche in lingua spagnola e tedesca, “Vittoria” (Feltrinelli, 2018) e “La banda degli dei” (Rizzoli, 2021 – Vincitore del Premio Selezione Bancarellino 2022). Nonostante non ami particolarmente scrivere in forma di racconto, ha collaborato volentieri con Einaudi (“La gattara” per l’antologia “Gatti – I racconti più belli”, 2015), Morellini (“Noi eravamo quelli che” per l’antologia “Genova d’autore”, 2017, e “Era ora” per l’antologia “Lettere al padre”, 2020), Il Canneto (“Laura e Carlo” per l’antologia “Il ponte”, a sostegno della Valpolcevera dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, 2018) e con Genova Capitale della cultura d’impresa 2019 (“Quaranta chili di insalata”, sull’Acquario di Genova per l’antologia Chiamami impresa realizzata da Contatti in edizione limitata). “Buona fortuna” è stato selezionato, nel 2015, da AdaptlabTorino/Torino Film Festival del Museo Nazionale del cinema di Torino e “La banda degli dei” ha vinto il Premio Selezione Bancarellino 2022.

L’appuntamento di giovedì 27 alle 21

Il primo spettacolo del programma, alle 21, è la prima nazionale di “Spostamenti improvvisi” di e con Vittorio Franceschi, un “Viaggio di teatro e poesia”, una summa dei testi più importanti scritti e selezionati da uno degli artisti dalla carriera più lunga, solida e stimata del panorama teatrale italiano. Lo spettacolo è stato concepito appositamente per Sori ed è una nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure. «Il drammaturgo e il poeta – dichiara Vittorio Franceschi - sono delle strane persone che scrivono dialoghi, o versi, cercando di raccontare quello che han capito del mondo, di solito poco o niente. Tanto per cambiare, solo domande. E allora, perché scrivere? Perché l’acqua va all’ingiù e non c’è verso di farle fare il contrario. C’è chi per sentirsi vivo accumula più denaro che può. Chi va in palestra un giorno sì e un giorno no. Chi studia canto anche se ha poca voce. Chi costruisce velieri dentro a una bottiglia. E c’è chi scrive. E c’è chi ti telefona e ti dice: perché non vieni a leggerci quello che hai scritto? È proprio quel che è successo a me». Ed è per questo che il pubblico lo incontrerà per la prima volta a Sori.

La biografia di Vittorio Franceschi

Interprete importante e pluripremiato della scena italiana e internazionale, regista teatrale e autore di molti testi tradotti e rappresentati in tutta Europa, Vittorio Franceschi è una gloria del nostro teatro. Negli anni ’60 collabora con il Teatro Stabile di Torino, il quale allestisce le sue prime commedie. Nel 1968 è tra i fondatori, con Dario Fo e Franca Rame, di Nuova Scena, un’associazione il cui scopo era dare spazio ad un teatro alternativo e che Franceschi guida fino al 1981, spostandone la sede da Milano a Bologna. È autore di innumerevoli testi teatrali, fra cui La ballata dello spettro (1974), Monologo in briciole – collage di materiali tratti dall'opera narrativa e poetica di Cesare Zavattini (1984), Scacco pazzo (1991), da cui è tratto l'omonimo film di Alessandro Haber (2002); Jack lo sventratore, che ha debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1992) e Il sorriso di Daphne, che ha ricevuto nel 2006 il Premio Ubu (Nuovo testo italiano). In qualità di attore ha lavorato nei principali Teatri Stabili italiani e all'estero con la Comédie de Genève. Ha interpretato diversi ruoli anche in campo cinematografico. È condirettore della Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna, dove insegna recitazione. Nel 2022 viene insignito del premio Le Maschere del Teatro Italiano con “il Domatore” (migliore novità italiana).

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