Cultura

Dalla scrittrice di Moneglia ecco “Invisibili”, terzo volume della saga

Disponibile il terzo romanzo firmato Suellen Regys: una affettuosa lettera d’amore ai nonni che non ci sono più

Dalla scrittrice di Moneglia ecco “Invisibili”, terzo volume della saga
Cultura Sestri - Val Petronio, 29 Novembre 2020 ore 14:56

Siamo certi che alla scrittrice monegliese nota col nome d’arte Suellen Regys verrà voglia di sotterrarsi leggendoci definire il suo appena uscito (su Amazon) terzo libro, “Invisibili“, un romanzo generazionale. Un po’ come ad un altro autore, Michele Rech, anch’egli per lo più noto col solo nome d’arte, Zerocalcare, è venuta dopo essersi visto la scorsa settimana definire da L’Espresso “l’ultimo intellettuale”. In qualcosa i due si somigliano, l’una con i suoi racconti (auto)ironici e scanzonati, l’altro coi suoi “disegnetti”: entrambi vanno oltre i soli tempi comici in cui pur eccellono, entrambi prendono a piene mani dalla pop culture contemporanea ed entrambi, per l’appunto, appartenenti a quella generazione di millennials dal presente incasinato e dal futuro incerto, ma su cui non pesano caselle del passato, che garantisce loro il dono di sapersi non prendere mai troppo sul serio.

Dalla scrittrice di Moneglia ecco “Invisibili”, terzo volume della saga

Ma “Invisibili”, che dopo tre anni prosegue la saga iniziata con “Il Ladro Senza Volto” e “Il Miglior Futuro Possibile”, e che ritorna con un’altra copertina realizzata dalla bravissima Caterina Malaspina, è “generazionale” pure perché è una lettera d’amore alla sua “tribù” famigliare di “nonni” che non ci sono più, ma che attraverso i loro alterego narrativi tornano per qualche tenero ed autentico momento a vivere ed a raccontare qualcosa di sé; in particolare nonna Angela, recentemente mancata. «Mi ha dato la forza di arrivare in fondo, dopo altri tentativi infruttuosi, la volontà di dare questo tributo a mia nonna», ci rivela infatti Suellen, «il bisogno di omaggiarla con un libro, sapendo che lei non avrebbe desiderato altro che riflettersi in uno dei miei personaggi. Ho preso in prestito un po’ della sua forza di volontà per non scoraggiarmi».

Naturalmente, in questo romanzo c’è anche tanto altro, a partire dalla consueta irriverenza un po’ cinematografica di Suellen, un’altra divertente avventura new weird di cui i protagonisti sono più giovani, di un’altra generazione, ciascuno “invisibile”, in una diversa accezione, a suo modo. Attorno a loro, però, quella “tribù”: e non a caso, proprio in onore di nonna Angela, storica collaboratrice della Croce Azzurra, l’autrice ha deciso di donare metà degli introiti del libro alla P.A. del borgo. Guarda un po’, a volte gli anziani possono essere “produttivi” persino dopo averci lasciato.

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