Chiavari

“Deportati, dimenticare sarebbe una colpa”: un libro per ricordare

Il nuovo lavoro storico di Bartolomeo Berto Solari e Giorgio Getto Viarengo

“Deportati, dimenticare sarebbe una colpa”: un libro per ricordare
Cultura Chiavari - Lavagna, 17 Gennaio 2021 ore 09:00

“Dimenticare sarebbe una colpa. La deportazione politica dal Tigullio-Golfo Paradiso”: questo il nome del nuovo libro scritto da Bartolomeo Berto Solari e Giorgio Getto Viarengo, Internos Edizioni.

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Il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria: fondamentale resta ricordare alle passate e nuove generazioni quanto è accaduto.

“Dopo aver pubblicato uno specifico saggio sulla Deportazione degli Ebrei dalla Provincia di Genova (G. Viarengo – Piemme Editori 2008), ci sembrava utile restituire un preciso riferimento sul dramma della deportazione politica (per i nazisti classificazione – schutz)”, spiegano gli autori.

“La nostra convinzione nasce, dopo 75 anni dagli avvenimenti, dal proporre nuovi metodi d’analisi e ricostruzione storica, in particolare studiare e restituire i profili delle vittime rispetto ai territori d’appartenenza e residenza. Qui un dato che sostiene questa nostra scelta: l’ANED (Associazione Nazionale Deportati) conta in più di 40.000 i deportati e in più di 200 i convogli utilizzati per il loro trasporto. Il nostro lavoro ha utilizzato una nuova classificazione, partendo dal nostro territorio col perimetro del Tigullio-Golfo Paradiso, individuando i nativi e i residenti, i luoghi d’arresto, la reclusione in Italia, i campi di transito e le destinazioni in Germania. Di ogni deportato si propone un profilo biografico e il proprio destino nell’esperienza della deportazione. Completano i dati le documentazioni dei rispettivi campi di concentramento, documenti ricercati presso l’Istituto di Bad Alorsen (Centro Internazionale sulla Persecuzione Nazista). Inoltre, per avere una buona certezza dei dati pubblicati, si sono controllati i profili presso le anagrafi e gli stati civili dei rispettivi Comuni d’appartenenza. Concludono le ricerche i dati statistici, il numero dei deportati rientrati, i deceduti, il numero di matricola e il trasporto utilizzato”.

Di notevole interesse un diario scritto a Chiavari: si tratta del manoscritto di don Luigi Pinamonti, oblato di Maria Vergine, arrestato a Chiavari il 27 maggio 1944, deportato dopo brutali torture, gli uomini di Vito Spiotta lo consegnano ai tedeschi per l’invio nei lager. Per sostenere i risultati della ricerca si sono utilizzati due saggi-memoria pubblicati pochi mesi dopo la Liberazione, scritti da deportati genovesi.

“Le due pubblicazioni sono caratterizzate da una forte amarezza e dolore, – spiegano Solari e Viarengo – segnate da un forte pessimismo verso i responsabili di ciò che hanno vissuto a Mauthausen e Dachau”.

Qualche dato per il Tigullio-Golfo Paradiso: 53 sono i deportati politici nati nel nostro territorio. Il comune con più arresti 9 è Sestri Levante. I deceduti di questo gruppo sono 34; 11 rientreranno ai loro domicili; di 8 l’esito delle verifiche non ci ha messo nelle condizioni di conoscerne con certezza il destino dopo la Liberazione. Arrestati nel Tigullio-Golfo Paradiso: 16 i deportati, di cui gli autori ricostruiscono le vicende relative agli arresti e deportazioni. 69 profili praticamente sconosciuti, cittadini di cui non si sapeva pressoché nulla.

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