Camogli

Festival della Comunicazione 2020, il programma

Appuntamento da giovedì 10 fino a domenica 13 settembre con un’edizione (la VII) ancora più ricca e articolata

Festival della Comunicazione 2020, il programma
Golfo Paradiso, 24 Agosto 2020 ore 16:58

Il Festival della Comunicazione prende il via da giovedì 10 fino a domenica 13 settembre con un’edizione (la VII) ancora più ricca e articolata, da vivere di persona, in presenza, con la vivacità, l’entusiasmo e la partecipazione che da sempre contraddistinguono uno dei più amati e attesi appuntamenti italiani.

Il programma

Ideato con Umberto Eco, diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer e organizzato da Frame in collaborazione con il Comune di Camogli, il Festival di quest’anno ha come motivo guida la Socialità, un tema annunciato nel settembre scorso e che ora assume un significato ancora più forte: materia viva e pulsante delle nostre società, alla base di ciò che siamo, la socialità è il nostro modo di vivere, di produrre senso, di maturare esperienza. La socialità è fonte primaria dell’intuizione creativa, del genio, dell’ispirazione; è all’origine del linguaggio e dei molteplici linguaggi attraverso cui l’uomo esprime il proprio sentire. L’arte, lo spettacolo, la comicità, la scrittura, la scienza sono riflesso di un pensiero che recupera il suo senso solo quando si fa condiviso, diventa partecipazione collettiva, appello dell’individuo all’interno di una comunità. La nostra Storia è intessuta di storie, migrazioni, conflitti. Dalle grandi esplorazioni all’apertura di antiche e presenti rotte commerciali, si schiudono in continuazione nuove occasioni di contatto, che sviluppano una circolazione di merci, prodotti lavorati, correnti di pensiero, religioni, invenzioni, azionando un circolo virtuoso che è motore del progresso.

Scriveva Umberto Eco:

“Non c’è crescita collettiva senza che si recuperi il senso vero e autentico della socialità. Quella basata sul modello del dialogo socratico, del confronto aperto, del continuo esercizio dialettico di critica e di autocritica. Bisogna mettersi alla prova, farsi conoscere, intervenire nel dibattito locale, ascoltare le opinioni, cambiare pian piano il proprio modo di vedere, pensare e scrivere, guardandosi dalle forme di pseudo-partecipazione del web, che, al contrario, stanno idolatrando l’ideale della assoluta presa di parola”.

E proprio seguendo questo fil rouge potentissimo, oltre 100 grandi ospiti – protagonisti del mondo scientifico, culturale, tecnologico, artistico, economico, imprenditoriale, dello spettacolo e dell’intrattenimento – dispiegheranno il tema in una tela ricchissima, attraversando i generi e i toni più svariati. Dai talk agli sketch dissacranti, dal commento ironico della Rassegna stampa del mattino alle coinvolgenti lectio dei grandi nomi della cultura, dalle colazioni con gli autori agli incontri lounge degli aperitivi, i quattro giorni di Festival creeranno una vibrante sinestesia di voci, colori, atmosfere, pensieri e punti di vista, capaci di coinvolgere tutti.

Il Festival 2020 si aprirà con la lectio di Gianrico Carofiglio “Della gentilezza e del coraggio. Conversazione sull’arte della politica”. Mentre chiuderanno l’edizione 2020 Claudio Bisio e Gigio Alberti con lo spettacolo “Ma tu sei felice?”, una specie di “Aspettando Godot” ridicolo e dark, con finale a sorpresa.

Nei quattro giorni del Festival si passerà dall’incontro tra gli storici Franco Cardini e Marcello Flores “La Fake History: politica, ideologia, propaganda” alla lectio di Alessandro Barbero, che entrerà nei meandri più oscuri della socialità nella storia, con “L’omicidio e la vendetta. Come si rompeva e si ricostituiva la socialità nel Medioevo dal guidrigildo longobardo alle saghe islandesi fino a Dante e Geri del Bello”. Ancora di storia, questa volta della tv italiana, si parlerà con Aldo Grasso e Pierluigi Pardo, affrontando il tema anzitutto in senso sociale e identitario prima ancora che tecnologico.

“Dalla socialità cellulare alla socialità umana” è la lectio portata a Camogli da Piero Angela, che ci mostrerà quanto la socialità condizioni l’evoluzione degli esseri del pianeta e sia determinante non solo per noi umani, ma influenzi persino i microorganismi, mentre un ironico Piergiorgio Oddifreddi, con “Le relazioni pericolose. Una teoria matematica del comportamento”, ci racconterà alcune chicche di quella “teoria dei giochi” che ci insegna il comportamento razionale da tenere nelle relazioni fra due o più individui. Divulgazione e approfondimento dei temi caldi della scienza, in senso letterale, saranno il cuore dell’incontro con Elisa Palazzi, dedicato a quella febbre del pianeta che è all’origine degli attuali sconvolgimenti climatici e agli sforzi individuali e collettivi che contano davvero per rimettere in salute il nostro ecosistema, mentre Mario Tozzi e Lorenzo Baglioni con il loro inconfondibile brio e un tocco d’ironia, evocando Greta Thunberg e i movimenti ambientalisti internazionali, ci convinceranno che per arrestare i danni dei mutamenti climatici non c’è davvero più tempo. “Cielo, stelle e computer: all’inseguimento di un sogno” sarà invece l’incontro all’insegna dell’inseguimento di una viscerale passione che guarda a un orizzonte sempre più lontano, con Linda Raimondo, Salvatore Aranzulla e David Parenzo, mentre Guido Barbujani e Vincenza Colonna entreranno nel complesso mondo della genetica delle popolazioni Homo sapiens. Duccio Cavalieri e Giorgio Manzi, poi, ci mostreranno alcune delle più strane curiosità della biotecnologia e della biologia ambientale con “Social da sempre, ovvero come siamo diventati umani e come i microrganismi si sono inseriti nella nostra socialità”.

L’economia sarà protagonista di intensi confronti, come “Tenere il punto senza necessariamente avere il consenso politico”, tra Carlo Cottarelli ed Elsa Fornero con la moderazione di Maurizio Molinari, e “Perché tanti uomini incompetenti diventano leader?” tra Lorenza Baroncelli, Serena Bertolucci, Salvatore Bragantini e Severino Salvemini. Di leggi, comportamenti e della nostra costituzione si parlerà con Gherardo Colombo e Giovanni Maria Flick, all’insegna del complesso equilibrio tra “Socialità e giustizia”.

Mitologia classica, stereotipi e antisocialità saranno al centro della lectio di Stefano Massini “Siamo animali sociali”. Rimettere al centro le narrazioni sarà la tesi portata al Festival da Mario Calabresi, che spiegherà “Perché le storie salveranno il giornalismo”, poi Cinzia Leone e David Parenzo andranno alla scoperta delle differenze tra i falsi del Male e le fake news parlando di “Satira dannata”.

Ci saranno le novità letterarie, con i nuovi libri in uscita, nelle presentazioni di Corrado Augias “Tenersi fermi in un mondo che gira”, mentre di supereroi vulnerabili si chiacchiererà con Paolo Crepet “Vulnerabili”, Aldo Cazzullo “A riveder le stelle. Leggere Dante nell’anno dell’epidemia”, Beppe Severgnini “Neoitaliani. 50 motivi per essere italiani. Il primo BookJukeBox!” e Costanza DiQuattro “Donnafugata”. Si parlerà di sondaggi con Nando Pagnoncelli e “L’Italia ai tempi del coronavirus”, di impresa con Oscar Farinetti, di politica con Marco Bucci e Matteo Ricci, di management con Severino Salvemini e Alessandra Perrazzelli, di diritto con Roberto Zaccaria, Gherardo Colombo e Vincenzo Roppo. Monica Guerritore porterà il suo spettacolo di ispirazione dantesca “Dall’inferno all’infinito”. Stefania Auci in dialogo con Pietrangelo Buttafuoco svelerà alcune anticipazioni sul seguito della saga dei Florio, e Francesco Carofiglio con Teresa Ciabatti racconteranno storie di famiglie e di segreti.

Sguardi e riflessioni sul futuro arriveranno con Maurizio Ferraris, alla scoperta della “Documanità, la filosofia del nuovo mondo”, con Federico Fubini per capire se e quanto gli ultimi trent’anni di globalizzazione ci abbiano resi più vulnerabili nei confronti di quello che verrà, e con Niklas Lindahl, Kenneth Harley e Federico Ferrazza alla scoperta dell’evoluzione dell’intrattenimento digitale e del mobile gaming.

Neri Marcorè porterà in scena le “54 sfumature di Neri”, e David Parenzo con Valdo Gamberutti ci sorprenderanno con lo spettacolo “Ebreo”. La forza trainante del “Sud del sud dei Santi” sarà al centro dello spettacolo di teatro canzone di Mario Incudine, Peppe Servillo, Manfredi Tumminello e Antonio Vasta. In “RAPconti illustrati” il professore rapper Murubutu verrà accompagnato dalla corista Dia e dai live paintings di Roby il Pettirosso. E con “Interessa l’articolo?”, di Enrico Bertolino e Luca Bottura, narrazione, attualità, umorismo, storia, costume, cronaca, comicità, politica e satira si incontrano sulle assi di un palcoscenico.

Non mancherà la grande informazione, con i direttori e i vicedirettori delle principali testate giornalistiche – Maurizio Molinari, Luca Ubaldeschi, Marco Travaglio e Federico Ferrazza.

A ricevere il Premio Comunicazione sarà quest’anno Rosario Fiorello, proprio per la sua capacità di farci affrontare il nuovo con una carica di freschezza ed energia, mettendo in scena il varietà della vita (e la vita nella sua varietà), abbattendo le frontiere generazionali e rimescolando, con improvvisazione, burla e spontaneità, il classico e il contemporaneo, il serio e il bizzarro.

Grande novità 2020, trasversale al programma del Festival, è la fascia Mondo Podcast, un appuntamento quotidiano per approfondire il mondo dei contenuti audio-entertainment in cui la parola e la voce sono protagoniste, come i podcast. Il segmento dell’audio on demand negli ultimi anni è notevolmente cresciuto e, in particolare durante i mesi di lockdown, questa nuova abitudine di consumo è entrata sempre più nelle orecchie dei consumatori italiani e nelle conversazioni della rete. RAI Radio 3 e Audible proporranno ospiti e novità legati al mondo del podcasting, che spaziano tra fiction e talk di informazione, dagli audio-documentari ai contenuti per approfondire la storia, la scienza, fino ai contenuti per bambini e ragazzi, portando tutto il fervore del Podcast Festival al Festival della Comunicazione in un’edizione speciale.

Centrale è anche il programma Dentro e intorno al Festival, da sempre uno dei punti forti del Festival, con le rassegne stampa del mattino, le colazioni con l’autore, gli aperitivi del Festival, i laboratori, le escursioni, le mostre e una fitta serie di spettacoli.

Spiega il direttore del Festival della Comunicazione Danco Singer: «Stiamo avanzando verso una società che è sempre più improntata alla condivisione e alla socialità: non solo chat, new media e social network, ma anche sharing economy, cohousing, carsharing, crowdfunding e cloud. I protagonisti del mondo economico e imprenditoriale al festival ci aiuteranno a capire verso quale società ci stiamo avviando».

Presenti a Camogli saranno Antonio Baravalle (amministratore delegato di Lavazza), Massimiliano Bianco (amministratore delegato di Iren), Giovanni D’Alessandro (direttore generale di Basko), Edoardo Fantino (direttore generale di Banca Passadore), Gabriele Galateri di Genola (presidente di Assicurazioni Generali), Furio Garbagnati (CEO di Weber Shandwick) e Francesco Profumo (presidente della Compagnia di San Paolo), che mostreranno in che modo la socialità influisca nei processi produttivi, nelle azioni politiche, nelle economie e nei complessi rapporti internazionali e sia motore dell’incalzante trasformazione che stiamo vivendo.

“Il Festival di quest’anno – aggiunge la direttrice del Festival della Comunicazione Rosangela Bonsignorio – sarà una grande festa, che ci darà l’occasione di ritrovarci insieme a vivere e condividere esperienze, idee e suggestioni, nella spensieratezza estiva e con la sicurezza delle precauzioni anti Covid. E ci offrirà nuovi spunti per affrontare insieme il presente, con le sue sfide sempre più incalzanti”.

“Ormai il Festival della Comunicazione è diventato un punto di riferimento a livello nazionale e rappresenta un importante elemento di promozione per il nostro territorio», ha concluso Il sindaco di Camogli Francesco Olivari. «Pur essendo stato pensato alla fine della scorsa edizione, il tema di quest’anno – la Socialità – a causa della chiusura dovuta al Covid è ancora di più stretta attualità. Dopo questi mesi di chiusura che abbiamo vissuto, ora sentiamo tutti un grande bisogno di rioccupare le piazze e di incontrare le persone, di socializzare”.

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