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“L’amore, quello vero, ai tempi della pandemia”, l’ultima fatica dell’artista Ugo Rocca

Questa volta ha deciso di scrivere un racconto

“L’amore, quello vero, ai tempi della pandemia”, l’ultima fatica dell’artista Ugo Rocca
Cultura Sestri - Val Petronio, 17 Gennaio 2021 ore 12:06

L’”immaginario” Ugo Rocca festeggia l’arrivo dell’anno nuovo con una nuova opera. Questa volta non si tratta né di una scultura, né di un disegno ma di un racconto.

Sestri

L’artista di Sestri Levante, attraverso la sua opera, vuole trasmettere un messaggio di speranza e di fiducia nel futuro. Il racconto si intitola “L’amore, quello vero, al tempo della pandemia 2020” e parla della storia di due anziani, marito e moglie, che affrontano insieme le difficoltà legate alla pandemia. Il vero centro del racconto non è però l’emergenza sanitaria ma la forza dell’unione e l’amore maturo e disincantato dei due protagonisti che insieme riescono ad affrontare e superare qualsiasi difficoltà. Il racconto, breve e piacevole nella lettura, è suddiviso in parti: all’inizio di ogni sezione i due coniugi si trovano seduti davanti alla televisione a guardare gli aggiornamenti legati al Coronavirus. Il testo percorre così la storia della pandemia in Italia dallo scorso febbraio, fino allo scoppio del contagio di marzo e aprile per poi finire nel periodo estivo quanto il virus ha regalato per un momento l’illusione di essere stato sconfitto. Rocca ha voluto pubblicare il testo in questi giorni in cui il virus sembra aver ripreso forza per invitare i lettori a non scoraggiarsi. La copertina, realizzata dallo stesso autore, esprime chiaramente il messaggio di unione tra i due protagonisti. Intanto Rocca è già al lavoro, pronto a realizzare nuove opere: si tratta di un trittico di sculture che, probabilmente, sarà esposto ma non ci vuole anticipare molto al momento.

Il racconto:

PARTE PRIMA
Fine febbraio 2020

Il televisore della sala da pranzo è sintonizzato sul canale Rai, tg3 della sera. È, come ogni sera, il terzo commensale di una coppia di mezza età. Dalla finestra dell’anonimo condominio del Righi, sulle alture di Genova, il tramonto rosso cremisi è dovuto alla coltre di umidità (maccaia) e inquinamento atmosferico della città, la somiglianza impressionante ai dipinti del grande pittore inglese Emilde Nolde, fa della finestra un quadro d’arredo, come quelle copie acquistate ai grandi magazzini.

PARTE SECONDA
coronavirus: influenza stagionale in Cina

Zaira e Roberto stavano cenando come ogni sera a quell’ora, sempre la stessa, come stesso era il refrein del conduttore del tg. L’indifferenza con cui le persone ascoltano a bocca piena le tragedie umane, che di umano hanno ben poco, è sconvolgente. Stranamente, all’unisono, i due restano col cucchiaio a mezz’aria. Guardano e si guardano, tra le molte notizia dal mondo, una in particolare non sembra una delle tante. Pare che in Cina l’influenza stagionale stia mietendo molte vittime. “Lì sono così in tanti” è la reazione indifferente di Bertu. Sì, perché tutti lo chiamano così, ma non la moglie Zaira che, da sempre, lo chiama Roby, dolcemente o con ironia, a seconda della situazione, così come lui chiama lei Zaa, d’altronde non potrebbe chiamarla Ira, oltretutto lei è tutt’altro che irosa! Il cucchiaio riprende il suo normale percorso nell’indifferenza dei due.

PARTE TERZA
La storia di un incontro

Bertu era uno degli storici “Camalli”, scaricatori di porto, lavoro duro, molto spesso tramandato da padre in figlio. Era nato e vissuto, almeno fino ai suoi venticinque anni, a Prà, propaggine del ponente Genovese, famosa per la coltivazione del basilico. Una perfetta alchimia di clima, acqua luce e terra, fanno della verde piantina la base del famoso pesto alla genovese, lavorato dalle sapienti mani delle donne locali, segreti tramandati nei secoli, fanno del condimento un trionfo del palato. Zaira era cresciuta nei dintorni di Prà. Migrata con la famiglia dalle alture dell’Appennino sul confine ligure, alle spalle del Ponente Ligure.
Lavorava come dattilografa ai “Rinfusi” in darsena presso il porto Genovese. Zaira e Berto si guardavano di sottecchi sul treno di rientro a casa, lei con le sue amiche, lui con i propri. Il passeggio della domenica assieme non bastava più, ma era sufficiente per trovarsi in sintonia. Saranno stati l’età, il lavoro nello stesso ambiente, l’appartenenza di luogo di residenza, le affinità, forse…i colori! Sì, i colori. Il verde, colore del basilico. Il bianco, della neve che spesso faceva da corona al mare d’inverno o forse ancor più il rosso della loro passione. Sono i colori della Patria bandiera che unisce il popolo e loro due loro in maniera diversa. Fatto sta che in men che non si dica si trovarono prima fidanzati e poi al fatidico -Sì lo voglio – confermato dall’Officiante – nel bene e nel male, uniti finchè morte non vi separi-.

PARTE QUARTA
Una vita insieme

La casa, la vespa, il frigorifero, il miracolo consumistico cresce le aspettative come cresce l’amore tra la coppia. Cresce la voglia di una casa in proprio, come crescono i “condomini alveare” sulle alture della città. Sono gli anni Sessanta, i tuoni della guerra si attutiscono anche nella mente di tutti, c’è voglia di dimenticare. L’euforia del momento fa sembrare tutto possibile: costruire il futuro alla stessa maniera delle case tirate su con poco cemento, la situazione però, cementa il rapporto tra i due.

PARTE QUINTA
Le diversità compensano

Zaira è persona concreta. Come molte donne di ogni tempo. Oggi
si direbbe multitasking, una definizione priva di poesia, ma efficace; donna emancipata sarebbe più appropriato, perché multitasking lo erano pure le loro madri e nonne: esse avevano sulle spalle molto figli e molte mucche, troppo lavoro nei campi, nelle stalle e in casa, ma il calore del focolare, la semplicità quotidiana era il collante di una vita magra, ma serena. Bertu , è uomo semplice, ama il lavoro quanto la compagnia degli amici. Lo contraddistingue un ottimismo che viene spesso scambiato per ingenuità. La sua forza è al pari della testa, ma è un sognatore, la sua mente vaga in tempi a da venire. Questa attitudine lo porterà ad avere intuizioni che, nel futuro, si renderanno fondate.

PARTE SESTA
7 marzo 2020

È sera, una come tante altre, è la vigilia della liturgica festa della donna. Zaa e Roby stanno cenando, sempre alla stessa ora, quella del tg. Sembra che il coronavirus sia sbarcato in Lombardia. L’attenzione e lo sgomento se lo leggono entrambi negli sguardi che si incontrano all’unisono. Il silenzio tra loro sa esprimere più delle parole. La pietanza nelle loro bocche diventa all’improvviso amara.

PARTE SETTINAMA
8 marzo 2020

È sera, una come tante altre, . Zaa e Roby stanno cenando, sempre alla stessa ora. La Festa della Donna mette in movimento i pendolari del mare. Il telegiornale apre con l’enfasi del conduttore. Il virus non si limita ad invadere la sola Milano, ma dilaga nella regione e in quelle limitrofe, chi ha casa sulle riviere si sposta in massa. Il giorno successivo a reti unificate il Presidente del Consiglio in carica annuncia misure drastiche: tutti chiusi in casa, chiuse le attività non fondamentali per la sopravvivenza e sanzioni pesanti per chi non rispetta il dettato. L’attenzione e lo sgomento se lo leggono entrambi negli sguardi che si incontrano
all’unisono, i loro ricordi portano indietro: mai avrebbero immaginato di tornare ai fantasmi della guerra..
Il silenzio tra loro sa esprimere più delle parole. La pietanza nelle loro bocche cambiano sapore.

PARTE OTTAVA
Cambia la società, non cambia l’Amore

L’euforia della ricostruzione, quello che viene definito progresso per tutti, mostra le prime crepe. È l’alba di una rivoluzione pacifica che nasce dal basso. Il mondo degli ultimi, seppur usciti della fame del Dopoguerra, rivendica diritti inalienabili. È il Sessantotto.
I nostri due protagonista, lo affrontano in modi diversi, come diversi sono Zaa e Roby. Roberto sposa immediatamente la causa: il suo essere romantico sognatore, fin da subito intravedeva il possibile obiettivo. Da sempre offre il suo contributo nel sindacato ed è apprezzato tra i colleghi, molto meno dai datori di lavoro. Inutile dire che la sua euforia è contagiosa quando si raggiungono uniti obiettivi impensabili, i quali migliorano le condizioni di lavoro e di vita delle classi più deboli che sono state, e sono da sempre le braccia dello sviluppo del Paese.
Zaira seguiva trepidante gli sviluppi con l’attenzione che hanno le madri verso i figli. Sì, perché da poco era diventata madre della primogenita Silvia. I coniugi convennero che la maniera giusta per tirar su la nuova arrivata fosse quella di ponderare sempre cos’è meglio, proprio com’era consono al modo di pensare della neomamma. . Lei ogni sera però ascoltava il marito parlar d’assemblee, di dibattiti, delle relazioni finali. Spesso erano pesanti per lei che non partecipava attivamente, ma lo ascoltava come le parlasse d’amore, entrambi però sapevano che la condivisione è parte integrante dell’amore.

PARTE NONA
Il paese si ferma 9 marzo 2020

Tutti in casa, involontariamente prigionieri di un nemico invisibile.
È sera, come le precedenti. In casa dei due, come in tutte le altre, le notizie dalla tg hanno la precedenza sulla cena. Ci si mette all’ascolto del televisore con lo stesso timore di quando si sentiva Radio Londra per seguire gli sviluppi della guerra. Un bollettino di una guerra senza l’arma giusta per fermare un nemico invisibile che miete vittime tra gli anziani.
Zaa e Roby si sentono coinvolti, cercano le mani se le stringono, sanno che in due possono farcela.

PARTE DECIMA
Il loro percorso di amore e vita.

Il pianto è il refrain delle notti insonni della coppia. No, non può essere l’incrinatura di un rapporto apparentemente così saldo. No, sono i primi vagiti o quasi, del nuovo arrivato! Marca il terreno, si fa sentire. È il maschio cercato. Da queste parti si usa dire: “una bella famiglia inizia con con la figlia”. Ma a Zaa e Roby allungano il detto popolare con: “..e prosegue col figlio!”. La serenità della famiglia è normalità acquisita nel tempo.
Non altrettanto quella del Paese, il Mondo diviso in due blocchi, trova nel Paese una cerniera che può aprire e chiudere facilmente.
La sera del 12 dicembre 1969 ancora mentre stanno cenando le TV tutte mandano foto in bianco e nero della vigliacca bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano, ancora sgomento tra i due.
Si scoprirà molto tempo dopo che la mano fu neofascista e di parte di servizi segreti dello Stato.
Siamo all’alba di un periodo che si dilaga nel tempo.“ Stragismo nero” viene definito, porterà molte vittime innocenti, destabilizzazione e paura. Ma la vita continua, i figli, tirati su bene in una famiglia solida, crescono. In serenità famigliare il tempo scorre. Ma quella del paese vacilla. È l’ora di pranzo, Bertu e alcuni colleghi stanno andando “dalla Maria”, popolare trattoria a ridosso del Teatro Carlo Felice, stanno salendo dagli stretti vicoli (carruggi) del centro storico genovese. Uno sparo li pietrifica. Sirene entrano nei vicoli.
Scopriranno dopo che è un attentato delle fantomatiche Brigate Rosse che fomentano una rivoluzione fuori dalla storia. Bertu, come tutti i lavoratori di Genova scendono in piazza, seguiti poi dall’Itala intera. Zaira, da buona madre, per molto tempo ancora starà in lagnu . Ma sarà in corteo col resto della famiglia per l’assassinio di Guido Rossa, sindacalista della FIOM/CGIL. Segnerà la fine dei brigatisti pseudo rivoluzionari.

PARTE UNDICESIMA
Primo maggio 2020

Tramonto rosso, quello osservato dalla finestra dal terzo piano da Zaira e Roberto. È il Primo maggio, il virus costringe tutti a non incontrasi, non festeggiare assieme, sta diventando la festa dei non- lavoratori. Entrambi frugano nella memoria comune, trovano un altro triste Primo maggio: la strage al corteo dei braccianti da parte della mafia. Portella della Ginestra, Primo Maggio 1947. Sui volti di entrambi cala un velo di tristezza che però lascia il passo alla speranza nella prossima festa.

PARTE DODICESIMA
Il loro percorso di Amore e Vita

Il miagolio del gatto bianco e nero, in una casa dove le sfumature sono la giusta ricetta del sereno convivere. Zaa e Roby sono soli, i figli studiano fuori regione, come pendolari dell’istruzione tornano ogni fine settimana. La madre, come da manuale, è spesso in pensiero, ma la positività, a volte forzata del padre, mantiene il giusto equilibrio. Non così è il mondo fuori dell’uscio. Una notizia che cambierà il mondo, quello dei popoli, il globo terraqueo non se ne accorge. L’apprendono dalla televisione a reti unificate, Zaa e Roby, ancora assonnati, stanno facendo colazione. È crollato il muro di Berlino, con le sole picconate cambia il mondo! Sgomento e incredulità sono le prime sensazioni dei due. La fine della Guerra Fredda apre scenari di guerre diffuse tra i popoli più deboli. Le regole-non regole aprono un far western globale.

PARTE TREDICESIMA
Pandemia: L’Italia al primo posto

Un’altra sera di “arresti domiciliari”. Essere vecchi come reato perpetrato contro le generazioni attuali. La tv emana elenchi di deceduti costantemente che perdono la sostanza umana per diventare meri numeri.
Le labbra di Zaira e Roberto tremano, vedono la loro generazione, e quello che resta della precedente, scivolare nell’oblio in solitudine.

PARTE QUATTORDICESIMA
Il loro percorso d’Amore e di vita

Il profumo buono della tradizione, satura la cucina come pure il pianerottolo del terzo piano.
È il minestrone alla genovese di Zaira. Bertu è seduto sul sofà damascato, consumato dal tempo, un po’ come il padrone, la copertina confezionata all’uncinetto dalla moglie, sta sulle sue ginocchia come pure il gatto di casa.
Il È il giornale del 18 febbraio 1989 che sta leggendo, riporta, a caratteri cubitali, la notizia dell’arresto di Mario Chiesa, un personaggio secondario della storia. Da lì inizia il lavoro dei Magistrati di Milano che poi passerà alla storia come inchiesta“mani pulite”. Crolleranno le manovre polito/ affaristiche assieme ai governi. La certezza che la democrazia non possa essere più gestita dai politici, trova riscontro alle prossime elezioni. Saranno le cosiddette persone della Società civile a governare il nostro Paese
per un ventennio. Fino ad approdare ai diversi Governi tecnici, costretti a mettere mano ai conti delle casse dello Stato e a quelle dei Cittadini.
La serenità in casa dei nostri è incrinata dai fatti, ma la solidità del loro Amore li farà superare la situazione. Non sarà così per tutti.

PARTE QUINDICESIMA
Il loro percorso d’Amore e di vita

– [ ] I vagiti risuonano nuovamente tra le mura di casa. Solo l’esperienza di nonna Zaira sa distinguere se è fame o sonno quella del nascituro. Si perché la figlia ha regalato l’attributo di “nonni” ai suoi genitori. Affiora la consapevolezza di quanto tempo è trascorso da quando impacciati, tennero lei tra le braccia. La vita si ripete, ma non sempre accade sulla terra. Gli anziani tendono a ricordare più facilmente le tragedie che hanno cambiato la loro esistenza. Restano impresse nella memoria dei nonni Zaa e Roby il disastro ambientale della esplosione della centrale atomica di Černobil in Ucraina. Gli effetti devastanti giunsero fino al nostro Paese. L’Europa poté toccare con mano gli effetti devastanti dell’uso indiscriminato del nucleare e la pericolosità delle scorie radioattive che ammorbano per sempre la terra che ci ospita. Il gatto rosso e il bimbo altrettanto rosso di chioma, gattonano assieme nella casa dei nonni. L’appartamento è nuovamente allietato dall’indecifrabile chiacchiericcio di Olmo. Si, questo è il nome voluto dai genitori lo stesso del protagonista del film -Novecento-di Bernardo Bertolucci. La nuova mamma, è dirigente in una famosa ditta di export, anch’essa come la madre, vive il tra il caos moderno e gli antichi sapori e profumi del porto. Il nonna in particolare è ben felice di tirar su il nuovo venuto. Il tempo scorre sereno anche se in famiglia si sente la lontananza del figlio, emigrato nelle “Americhe”. Come usavano dire dei parenti per indicare il continente oltre oceano che le conteneva entrambe. A differenza degli emigranti per fame dell’Ottocento, l’Ingegnere di casa, è ricercatore industriale nella famosa silicon valley. Ancora una volta i fatti del mondo coinvolgono la famiglia di Bertu. L’apprensione per quel figlio aumenta quando nel settembre del 2011, crollano a New York le torri gemelle. Con esse crolla il mito dell’America invulnerabile. Crolla un mito e si apre la stagione del terrorismo Islamico . Scuote e coinvolge tutto il globo. l’instabilità persiste per decenni, così come la globalizzazione e la rete mondiali di trasmissione dati a portata di tutte le nazioni cambia radicalmente la vita di poveri e ricchi,. Aumenta a dismisura le differenze sociali fino a mettere in viaggio intere popolazioni stremate da guerre e fame. L’ansia per un futuro sereno dei figli coinvolge più le generazioni precedenti che ne hanno vissute di ogni. Ma la solidità della coppia ancora sarà il punto di riferimento, il porto salvifico del mare in tempesta. La certezza o forse l’illusione che forse l’Amore non basta ma da sempre aiuta a tenere la barra del timone saldamente orientata verso l’approdo.

PARTE SEDICESIMA
la pandemia in declino
Il cielo colorato di rosso da più certezza scaramantica del bolentino della televisione. Zaa e Roby, come tutti hanno cambiato i ritmi di vita, anche nei dettagli, loro fanno di più, anticipano la cena per evitare l’antica citrosidina, magica medicina che tutto fa! Compreso il viatico per una digestione agevolata, come speso occorreva al tempo delle tavolate con gli amici.
Ma questa sera è diversa. Il conduttore annuncia che il viscido virus è in affanno, il comportamento dei cittadini forse meno di quello dei Sanitari, sta dando buoni frutti!
Con grande attenzione torniamo alla vita che abbiamo involontariamente sospeso. I due si guadano in modo diverso, La saggezza della loro lunga storia sa che anche con l’amore per la vita può vincere l’invincibile.

PARTE FIALE
l’Amore, che vince

Il nuovo amore lo scoprono dopo decenni di convivenza. Da quando Zaa e Roby son tornati a dormire nello stesso letto, si lo stesso, il primo. I loro corpi sono diventati fragili e flaccidi, ma la passione tra i due si è rimasta là stessa, scoprono entrambi che forse non è soltanto il sesso che li unisce. Non è più indispensabile, può essere lo stesso erotico addormentarsi abbracciati e svegliarsi un’altro giorno sereni, ma ancora indolenziti dal lungo abbraccio. Consci dell’armonia che li ha sostenuti nella lotta per la loro sopravvivenza al covid-19.
Bertu è anche un appassionato lettore di romanzi, trova ulteriore speranza tra le pagine dello scrittore Diego Cugia, egli afferma che il denaro ha il dominio assoluto sui valori fondamentali dell’uomo, nella realtà ha superato persino le più pessimistiche pagine di Orwell. Nel romanzo – La fattoria degli animali. Non è detto però che il fallimento della storia non sia altre che un preludio alla rinascita dell’umanità.