Cultura
al circolo boggiano

Officina Lavagnese, sabato l'incontro su Pasolini

Relatore sarà il professor Daniele Lazzarin e coordineranno Aurora Pittau e Guido Stefani

Officina Lavagnese, sabato l'incontro su Pasolini
Cultura Chiavari - Lavagna, 14 Dicembre 2022 ore 14:14

Riprendono le iniziative rivolte alla cittadinanza a cura di "Officina Lavagnese", che propone, sabato 17 dicembre 2022 alle 17 al Circolo PD “Massimo Boggiano”, Galleria di Via Cavour a Lavagna, l’evento dal titolo “Il sogno di una cosa: Pasolini, intellettuale militante”.

Relatore sarà il professor Daniele Lazzarin e coordineranno Aurora Pittau e Guido Stefani.
La scelta della figura di Pier Paolo Pasolini non è casuale. Si tratta di un autore attualissimo per il suo vissuto e per il suo impegno.

Primo libro di Pasolini

“Il sogno di una cosa” è la prima esperienza narrativa di Pasolini. Scritto tra il 1949 e il 1950, fu in realtà pubblicato nel 1962. E’ quindi un libro scritto negli anni della giovinezza, allorché Pasolini rientrò in Friuli da Bologna per insegnare, ma pubblicato in un periodo particolarmente importante della produzione poetica e cinematografica di Pasolini. Si tratta degli anni di gioventù vissuti da Pasolini a Casarsa, segnati dalle vicende della guerra e del dopoguerra, fondamentali per la sua presa di coscienza della realtà popolare e per il conseguente impegno di rinnovamento reso attuale dal crollo del fascismo.
È l’inizio di un percorso che, dall’empatia per il mondo contadino della “piccola patria” friulana, giungerà ad un’analisi lucida e appassionata delle trasformazioni antropologiche dell’Italia del consumismo, fino a ricercare nel Terzo Mondo una perduta autenticità popolare. La sua libertà di giudizio, estranea a ogni compromesso, porterà Pasolini a una visione radicalmente pessimistica, ancorché profetica del futuro, ma degli anni giovanili rimane vivo in lui, e ancor oggi per noi, quel “sogno di una cosa” che “il mondo ha da lungo tempo”.
Sono parole che introducono e danno il senso e il titolo al suo romanzo che dapprima si era chiamato “La meglio gioventù”, titolo poi passato alla raccolta di poesie in lingua friulana.

Ed è questo che ancor oggi ci coinvolge: la proposta di un impegno costante nella concretezza della quotidianità e nell’empatia con gli altri esseri viventi, evitando ogni mistificazione.

Seguirà a conclusione di serata un brindisi augurale.

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