Rapallo

Si conclude l’odissea del Piccolo Coro: nuova casa dopo l’addio agli Emiliani?

La scuola di canto fondata nel 2014 ha dovuto abbandonare la sede natia che sarà alienata dai Padri Somaschi

Si conclude l’odissea del Piccolo Coro: nuova casa dopo l’addio agli Emiliani?
Rapallo - Santa Margherita, 07 Agosto 2020 ore 14:36

“Qui nel 2014 è nata una realtà speciale, un luogo di incontro ed amicizia, un luogo dove ogni bambino è valorizzato, un luogo dove la musica si trasforma in solidarietà. Qui sono passati oltre 500 bambini. Questi non sono solo freddi muri gialli, fino ad oggi sono stati la nostra culla e la nostra casa. Oggi muore questo luogo, tu che leggi abbine cura proprio come ne abbiamo avuta noi in questi anni”.

È il messaggio scritto nero su bianco – o meglio, su giallo – che il direttore Andrea Maucci, il suo staff e tutti i bambini del Piccolo Coro Emiliani, hanno lasciato sulle pareti dell’ex istituto scolastico dei padri Somaschi dove per anni ha avuto sede la scuola di canto. Il motivo? La decisione, da parte della proprietà, di alienare l’edificio in cui sono cresciute e si sono formate nei decenni intere generazioni di rapallesi. Ex sede di scuola media e liceo scientifico, di una tipografia e di associazioni sportive. Nel più recente passato, quei muri e quelle aule hanno visto anche la nascita del Piccolo Coro Emiliani, una realtà ormai affermata nel territorio, che fa parte della Galassia dell’Antoniano di Bologna ed accoglie sin dal 2014 circa 100 bambini e ragazzi provenienti dal levante ligure con l’obiettivo di avvicinarli alla musica attraverso al canto corale.

Ormai privi di sede, Maucci ha lanciato ripetuti appelli sul web alla ricerca di un luogo, a Rapallo, composto da almeno due stanze ad uso esclusivo e di servizi igienici da eleggere come nuova sede della scuola corale.

“Purtroppo negli ultimi tempi vi erano voci insistenti su una possibile vendita, mai comunicate in via ufficiale alla nostra realtà, come crediamo nemmeno alle altre che contribuiscono alla vita del complesso, le voci avevano trovato un riscontro a medio termine (2/3 anni al massimo), il che ci avrebbe permesso di portare avanti il nostro progetto in serenità preparandoci ad un trasferimento morbido e graduale della attività – ricostruisce il direttore anche attraverso la sua pagina facebook – Purtroppo, dopo aver sollecitato risposte circa l’opportunità di far partire alcuni nuovi progetti, ci siamo visti comunicare di lasciare la struttura il prima possibile. Ci rammarica molto la scelta di concludere quello che è stato un pezzo di storia di Rapallo”.

“Negli anni abbiamo fatto numerosi investimenti e ci sentiamo davvero orgogliosi di quanto siamo riusciti a portare avanti fra quei corridoi e quelle stanze, abbiamo avuto il privilegio grande di far rivivere in altro modo gli spazi delle Scuole Medie Emiliani». «Certamente non ci fermiamo qui, non lasciamo che con le Emiliani muoia anche quanto di bello è nato in questi anni, cercheremo una nuova casa che possa permetterci di guardare avanti e, chissà, di ingrandirci ancora – conclude Maucci – Sarà occasione per migliorare la nostra organizzazione e gettare le basi per il futuro, ripartiremo a settembre con nuova energia e tante novità da presentarvi”.

Buoni propositi, un pizzico di malinconia, ma anche tanta positività: «Si chiude una porta…. si alza una saracinesca», che sia la tanto attesa buona notizia?

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