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Nasce l'Albo delle botteghe storiche di Chiavari

Per avere la qualifica serviranno almeno 50 anni di attività

Nasce l'Albo delle botteghe storiche di Chiavari
Economia Chiavari - Lavagna, 06 Aprile 2022 ore 15:01

Firmato, questa mattina all’Auditorium San Francesco, il protocollo d’intesa per la conservazione e la valorizzazione delle botteghe storiche, dei locali di tradizione e degli esercizi di pregio tra Segretariato Regionale per la Liguria del Ministero della Cultura, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria, Comune di Chiavari, Camera di Commercio di Genova e associazioni di categoria di commercio e artigianato del territorio (Ascom Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e associazione artigiani della provincia di Genova).

Potenziare le politiche a sostegno del commercio

“Abbiamo sottoscritto un documento che testimonia l’importanza delle botteghe storiche sul nostro territorio, un patrimonio da preservare perché carico di grande valore storico-artistico, culturale e commerciale” afferma Silvia Stanig, vicesindaco F.F. di sindaco di Chiavari. “La costituzione dell’albo rappresenta un passo significativo per valorizzare e tutelare un patrimonio cittadino unico nel suo genere, un riconoscimento per tutte le attività che continuano a rappresentare un elemento distintivo della tradizione locale. Un’iniziativa che ci permette di potenziare le politiche di sostegno del commercio, delle tradizioni artigianali e produttive locali” aggiunge l’assessore alla promozione della città, Gianluca Ratto.

“Le botteghe storiche e la rigenerazione dei centri urbani sono fattori decisivi per il turismo, motore fondamentale dell’economia dei prossimi anni. La firma di oggi a Chiavari è un passo importante: la Liguria è nei primissimi posti in Italia per le botteghe storiche” spiega Paolo Odone, presidente di Ascom Confcommercio Genova.

Percorso virtuoso

“Il protocollo ha un’importanza strategica a livello territoriale, all’interno del progetto generale di salvaguardia delle botteghe storiche – spiega l’Arch. Manuela Salvitti, segretario generale del Segretariato Regionale per la Liguria del Ministero della Cultura – Proseguiamo così un percorso virtuoso iniziato con Genova che ha coinvolto tutti gli istituti del Ministero, la Soprintendenza Archivistica e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Il risultato di oggi rappresenta un punto di arrivo e di ripartenza, che testimonia quanto sia importante lavorare in sinergia”.

I requisiti

La qualifica di bottega storica è attribuita agli esercizi commerciali o artigianali di rilevanza per la storia sociale d’impresa cittadina, con almeno 50 anni di attività, in possesso dei requisiti richiesti (elementi architettonici, arredi, attrezzature, documenti, contesto storico-ambientale). Il locale di tradizione si distingue per una tradizione legata alla storia locale e all’identità dei luoghi, un’attività caratterizzata dalla continuità di esercizio e dalla trasmissione delle conoscenze. Requisiti fondamentali sono la presenza di una prassi di tradizione, la continuità di esercizio (la data di fondazione deve risalire ad almeno 50 anni prima della presentazione della domanda) e la continuità nella trasmissione delle conoscenze (la permanenza dello stesso gruppo familiare nella gestione dell’attività o l’avvicendamento di persone frutto di prolungati rapporti di apprendistato).

Esercizi di pregio sono attività che presentano un’eccezionale qualità progettuale o decorativa degli arredi. Una commissione apposita, formata da un rappresentante per ogni parte contraente, stabilirà l’elenco degli esercizi con caratteristiche di bottega storica, di locale di tradizione e di esercizi di pregio e vigilerà sul mantenimento degli elementi identificativi. Mentre un tavolo tecnico, composto dai funzionari del MIBACT e della Camera di Commercio di Genova, verificherà la rispondenza degli elementi qualificanti ai fini di tale riconoscimento. Il Comune di Chiavari informerà la Commissione sulle eventuali modifiche o nuove richieste di autorizzazione e terrà l’elenco.

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