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curiosa iniziativa

Costi alle stelle: cosa si è inventato un pizzaiolo per non aumentare i prezzi

Via dal menù gli ingredienti più cari e meno richiesti. E' questa l'iniziativa messa in campo da Mauro Sisti, titolare della pizzeria d'asporto "Pappa e Pizza" per non aumentare il prezzo del cibo preferito dagli italiani.

Costi alle stelle: cosa si è inventato un pizzaiolo per non aumentare i  prezzi
Glocal news 11 Aprile 2022 ore 09:50

Via gli ingredienti più costosi o meno richiesti, come salmone e mozzarella di bufala, per non dover ancora aumentare il prezzo delle pizze e non perdere così clienti. Con i costi di gestione alle stelle, anche i ristoratori devono fare di necessità virtù. E un esempio calzante arriva dalla Brianza.

Prezzi alle stelle: in Brianza "l'austerity delle pizze"

I costi stellari delle materie prime e delle utenze costringono i ristoratori a  ingegnarsi per non chiedere alla clientela ulteriori sforzi economici e non rinunciare così al piacere di una cena fuori o di un asporto. E’ il caso del 41enne Mauro Sisti, titolare della storica pizzeria d’asporto "Pappa e Pizza" di Villasanta, in Brianza,  che come racconta Prima Monza, nei giorni scorsi ha annunciato quella che è già stata ribattezzata come l’austerity delle pizze: via dal menù delle pizze d’asporto alcuni degli ingredienti più costosi o meno richiesti per non dover aumentare i prezzi.

"A gennaio ho dovuto mettere mano al listino prezzi per far fronte agli aumenti indecenti che stanno subendo le materie prime. Purtroppo i rincari non si fermano e i prodotti continuano ad aumentare di prezzo giorno dopo giorno. Io, in tutta sincerità, non me la sento di fare come i benzinai e di mettere mano al listino prezzi ogni settimana, anche se ahimè c’è qualcuno che continua a farci concorrenza sleale vendendo pizze a 5 euro con prodotti scadenti e di bassa qualità".

Dunque, la decisione:

"Per evitare di dover aumentare ancora i prezzi delle pizze sto valutando di togliere dal menù alcuni ingredienti, chiaramente quelli meno richiesti e più costosi, per aver così meno prodotti da acquistare e da dover gestire".

Costi aumentati

Il pizzaiolo ha fatto alcuni esempi di come gli aumenti delle materie prime e delle utenze stanno impattando sui ricavi.

"Il costo mensile dell’energia elettrica è raddoppiato: sono passato da un costo medio di 900 euro al mese a oltre 1900 euro di corrente . La mozzarella è aumentata di quasi un euro al chilogrammo. L’olio si semi di girasole per friggere le patatine fritte, tre mesi fa, mi costava 1,30 euro al litro. Oggi lo pago oltre 4,35 euro al litro. Siamo impazziti e questo mi sta portando ad eliminare anche le patatine fritte, altrimenti dovrei venderle ad un costo spropositato".

Il ristorante che spegne la luce e i menù "ridotti"

Ma non è il solo titolare di attività che sceglie di prendere decisioni "drastiche". In Veneto  lo storico ristorante "Al Vapore" di Marghera, per far fronte all'aumento delle bollette ha deciso di staccare elettricità e gas, proponendo ai clienti cene al lume di candela.

Ma c'è anche di più. Il locale veneziano, punto di riferimento anche per gli appassionati di musica, che provengono dai quattro angoli del Veneto per "gustare", insieme alle pietanze, anche il talento dei musicisti ospiti, ha scelto di togliere dal locale qualsiasi tipo di amplificatore musicale, proponendo live solo esibizioni acustiche.

In Liguria, invece, già qualche settimana fa alcuni ristoranti avevano eliminato alcuni piatti di pesce perché troppo costosi.

 

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