I 5Stelle all’attacco del Red Carpet rapallese: «Rimuoverlo è costato 8.500 euro»

Secondo i portavoce del Movimento ai costi sostenuti per il tappeto rosso non sarebbe corrisposto alcun risultato turistico

I 5Stelle all’attacco del Red Carpet rapallese: «Rimuoverlo è costato 8.500 euro»
28 Settembre 2017 ore 16:30

Fabio Tosi e Federico Solari, portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria, attaccano in un comunicato il Red Carpet di Rapallo, giudicato una spesa eccessiva e, per giunta, «inutile».

Red Carpet: «8.500 euro per rimuoverlo, ma nessun risultato turistico»

«Quello che abbiamo sempre detto e sostenuto ora lo dicono anche i numeri – chiosano i rappresentanti del Movimento – Il Red carpet del Tigullio si è rivelato un autentico flop per il comune di Rapallo, che si ritrova a pagare di tasca propria (coi soldi di tutti i cittadini) lo scontrino finale di un tappeto rosso di cui si è parlato più per i buchi letterali e di bilancio che per le ricadute turistiche. L’ultima beffa per i rapallesi è la fresca delibera da 8.500 euro per la rimozione del tappeto rosso, che è stato arrotolato tristemente dopo quattro mesi fatti di molte luci (esclusivamente mediatiche) e altrettante ombre: secondo i dati dell’Osservatorio turistico regionale, da maggio, quando è stato inaugurato il Red carpet, ad oggi, Rapallo ha fatto registrare una deludente media mensile di -0,39% presenze nelle strutture ricettive cittadine. Un risultato decisamente al di sotto delle aspettative, molto lontano dal +5,59% della vicina Santa Margherita Ligure. Insomma, l’effetto Red carpet a Rapallo proprio non si è visto».

«Rapallo vera sconfitta dell’intera operazione Red Carpet»

«Il sindaco Bagnasco lo aveva detto: i conti si fanno alla fine – prosegue, implacabile, il comunicato – Oggi che è arrivato il triplice fischio, dell’iniziativa resteranno solo le dichiarazioni propagandistiche di Toti & C., i resti di un tappeto ridotto a brandelli (e non adatto all’uso esterno, come riportava chiaramente la scheda tecnica del prodotto firmata dall’azienda) e un conto finale salatissimo, che con l’ultima delibera è salito a quota 70mila euro, senza contare le spese di rimozione di Santa Margherita Ligure e Portofino, che perlomeno qualche risultato l’hanno visto».

«La vera sconfitta dell’intera operazione Red carpet è senza dubbio Rapallo – concludono i due grillini – i cui dati fotografano un turismo giornaliero mordi e fuggi che si vede ma non si sente. E, soprattutto, restituisce poco a un settore ricettivo che fa già i conti con la crisi e non merita di essere preso in giro. Una città dalle potenzialità di Rapallo non si può accontentare di un turismo da caffè, focaccia e bottiglietta d’acqua; può e deve puntare su un turismo di qualità e duraturo. Per farlo non bastano gli slogan, serve una seria politica turistica di lungo respiro che magari non attirerà le telecamere, ma potrà tornare a fare di Rapallo una delle mete turistiche più attrattive della Liguria».

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