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Abolizione aree contigue del Parco regionale di Portofino, discussione in Regione

Interpellanza di Luca Garibaldi del Pd e interrogazione di Paolo Ugolini del M5S

Abolizione aree contigue del Parco regionale di Portofino, discussione in Regione
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Sul Parco di Portifono sono state presentate in consiglio regionale una interpellanza e una interrogazione: la prima da Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) e sottoscritta da tutto il gruppo, la seconda da Paolo Ugolini (Mov5Stelle) e sottoscritta dal collega del gruppo.

Interpellanza di Luca Garibaldi del Pd e interrogazione di Paolo Ugolini del M5S

Garibaldi ha chiesto i motivi della decisione di eliminare le aree contigue del Parco regionale di Portofino. Il consigliere ha ricordato che la delibera del 28 dicembre scorso ha introdotto questa misura per eradicare la peste suina africana nei suini da allevamento e nei cinghiali in quanto l’area continua del Parco di Portofino è soggetta a restrizione e che l’Ente Parco di Portofino, ha espresso parere favorevole alla sospensione, per tutta la durata del Piano regionale di ridimensionamento della peste suina. Ugolini ha chiesto di rivedere la deliberazione e di convocare in tempi brevi un tavolo di confronto in modo da dare ampio riscontro alle istanze emerse da Federparchi nazionale, associazioni ambientaliste ed esperti del settore faunistico. L’ISPRA – ha detto – ha evidenziato che la densità dei cinghiali non ha effetti significativi sulla persistenza in natura della peste suina africana e che la notevole resistenza del virus nell’ambiente fa sì che la malattia continui a circolare anche in popolazioni di cinghiale a densità bassissima. L’assessore ai parchi Alessandro Piana ha ricordato che ha precisato che, attraverso la delibera di Giunta 1348 del 2022, è stata sospesa l'efficacia della classificazione di area contigua del Parco esclusivamente per consentire il prelievo venatorio del cinghiale per raggiungere gli obiettivi di riduzione della popolazione dei cinghiali fissati anche dal Piano regionale contro la Peste suina africana, disponendo che tale sospensione abbia effetto per tutta la durata di cinque anni. Piana ha precisato, rispetto alla richiesta di convocare un tavolo specifico, che il monitoraggio dei risultati delle attività, almeno dopo il primo anno, consentirà di valutarne l’efficacia per quanto riguarda le misure adottate e di predisporre eventuali correttivi non escludendo la possibilità di aprire un tavolo di confronto con i diversi soggetti interessati e competenti qualora questi risultati non dessero il risultato sperato.

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