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Amministrative a Sestri, «Presto il nome del candidato di centrodestra che sfiderà Valentina Ghio»

A poco più di due mesi dal voto ancora deve essere ufficializzato chi correrà alla poltrona di sindaco per il centrodestra: ma l'ago della bilancia (se non qualcosa di più) potrebbe essere il Movimento Cinque Stelle

Amministrative a Sestri, «Presto il nome del candidato di centrodestra che sfiderà Valentina Ghio»
Politica Sestri - Val Petronio, 01 Aprile 2018 ore 09:36

I gruppi di minoranza rappresentati da Marco Conti, Albino Armanino, Giancarlo Stagnaro, Gianfranco Scartabelli e Francesco Muzio fanno sapere che il nome del candidato che sfiderà Valentina Ghio alle prossime amministrative c'è e presto sarà reso pubblico.

La coalizione critica la scelta della Ghio di rinunciare al simbolo del Pd

Intanto la coalizione fa sapere che in questi mesi si è lavorato per definire un programma unitario che proponga una ricetta alternativa per la città. «Abbiamo definito il programma che è il collante che ci tiene uniti e presto sarà presentato dal candidato o dalla candidata» spiega Scartabelli. I consiglieri di minoranza criticano la scelta del sindaco uscente di presentarsi alle prossime elezioni politiche senza alcun simbolo di partito: «Nessuno di noi si vergogna delle proprie identità politiche» commenta Armanino.

A breve dunque i consiglieri promettono di annunciare il nome del candidato che, come spiegano, rappresenterà una voglia di cambiamento che va al di là degli schieramenti classici destra-sinistra. La colazione infatti non vuole raccogliere solamente le forze di centrodestra ma si pone l'obiettivo di incarnare un cambiamento trasversale e una valida alternativa a Valentina Ghio.

La data delle elezioni è stata finalmente fissata per il 10 giugno mentre il 24 giugno si terrà l'eventuale ballottaggio. Eventuale ma probabile: ed è forse proprio in tale ottica che Valentina Ghio ha deciso di escludere simboli di partito sulla scheda elettorale. In un possibile ballottaggio fra lei e il candidato di centrodestra, sarebbero i voti del Movimento 5 Stelle - che il 4 marzo a Sestri è risultato primo partito con il 27,5%, davanti al 26% del centrosinistra e dietro al 36% della coalizione di centrodestra- a fare la differenza. I voti grillini, per propria natura politicamente assai eterogenei, in un tale scenario potrebbero dividersi fra le due opposte coalizioni: ma si sa che a quell'elettorato, dopo anni di violentissima propaganda anti Pd, il simbolo dei dem proprio non andrebbe giù. Sempre che anche a livello locale non si concretizzi il clamoroso sorpasso al primo turno da parte del Movimento: di questi tempi nulla si può escludere.