Antonio Bertani, Segretario del Partito Democratico del Tigullio e Consigliere comunale di Chiavari, insieme a Tommaso Benso, Segretario dei Giovani Democratici del Tigullio, e a Camilla Zenezini, Segretaria del Circolo PD di Chiavari, intervengono pubblicamente in merito alla concessione dell’Auditorium San Francesco per l’incontro con il generale Roberto Vannacci:
“La concessione dell’Auditorium San Francesco di Chiavari per l’incontro con il generale Roberto Vannacci non è un fatto neutro né puramente tecnico, ma una scelta che ha un evidente significato politico e istituzionale. Per questo riteniamo doveroso che l’Amministrazione comunale e il sindaco Messuti forniscano spiegazioni chiare e trasparenti.
Nessuno mette in discussione il diritto di esprimere le proprie opinioni. Tuttavia, quando si parla di spazi pubblici – che appartengono a tutta la comunità – è fondamentale che valgano regole uguali per tutti. Per l’utilizzo dell’auditorium, infatti, è prevista una richiesta con congruo anticipo, che deve essere non inferiore ai 30 giorni.
Ci chiediamo se questa procedura sia stata rispettata anche in questo caso oppure, ancora una volta, l’Amministrazione e il Sindaco Messuti scelgono di usare discrezionalità quando si tratta di iniziative riconducibili all’area politica più radicale della destra.Il regolamento dell’Auditorium, all’articolo 4 comma 2, prevede che solo in casi eccezionali e in presenza di un comprovato rilevante interesse pubblico sia possibile derogare alle tempistiche previste dal comma 1. Sappiamo quindi che una deroga è teoricamente possibile, ma proprio per questo chiediamo: dove sarebbe, in questo caso, il comprovato interesse pubblico a giustificare un’eventuale corsia preferenziale per un’iniziativa di carattere politico-partitico e fortemente divisiva? Anche su questo l’Amministrazione ha il dovere di rispondere alla città.
La figura del generale Vannacci, del resto, è tutt’altro che neutra nel dibattito pubblico. Il suo libro “Il mondo al contrario” ha suscitato polemiche a livello nazionale per contenuti e posizioni divisive, fortemente discriminatorie e in contrasto con i nostri valori costituzionali di inclusione, rispetto delle differenze e coesione sociale. Valori su cui ha giurato anche il Sindaco Messuti, nel caso non se lo ricordasse.
Proprio per questo crediamo che l’utilizzo di uno spazio comunale non possa essere considerato un passaggio meramente amministrativo e burocratico.Su questo chiediamo chiarezza, perché le istituzioni appartengono a tutti ma non ci possono essere ambiguità quando si tratta di certi personaggi e di certe posizioni politiche estremiste, razziste e omofobe.
Per queste ragioni, il consigliere comunale Antonio Bertani presenterà un’interpellanza in Consiglio comunale per discutere pubblicamente e chiarire tutti gli aspetti amministrativi e politici di questa vicenda.”