Il commento

Azione: "Tre chiese per la città di Rapallo è il numero perfetto"

I segretari: "Una città, come Rapallo, ultima roccaforte della Democrazia Cristiana, non può permettersi di perdere un altro luogo di culto"

Azione: "Tre chiese per la città di Rapallo è il numero perfetto"
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Azione Rapallo, con il segretario cittadino Stefano Chiesa e il segretario provinciale di Genova, Chiara Lastrico, interviene sul numero di chiese presenti in città e sulla possibilità di cambio di destinazione d'uso della chiesa di San Francesco d'Assisi.

 

Le dichiarazioni

"Azione Rapallo ritiene che, come a Chiavari, il numero di chiese in città debba, se ancora possibile, crediamo di si, restare almeno di tre chiese, quindi ci prodigheremo in tutte le formulazioni plausibili e perseguibili per continuare ad avere un luogo significativo come la chiesa di San Francesco d'Assisi, un luogo che è e deve restare uno spazio di culto cattolico, dalla profondità cristiana che esprime appieno non solo nella sua architettura antica e storicamente risalente al 1500."- così Stefano Chiesa e Chiara Lastrico.

La storia della chiesa di San Francesco d'Assisi

La sua costruzione è risalente al 1519 grazie alla donazione del terreno allo scopo di dare vita ed edificazione di un convento. Il 12 novembre del 1798 il convento adiacente alla chiesa, con la vigente normativa napoleonica venne convertito in scuola primaria con l'insegnamento della lingua italiana ed elementi di calcolo basilari. Nel 1812  i due locali ecclesiastici furono ceduti all'amministrazione dell'ospedale di Sant'Antonio (quest'ultimo sede attuale del municipio).

La scuola diventò così di proprietà ospedaliera che, dopo dieci anni di lavori per l'ampliamento, nel 1818 presentò l'edificio con nuove stanze adibite a dormitori per alunni ed insegnanti in una sorta di collegio scolastico. Nel 1850, dopo la cessione da parte dell'ente ospedaliero di Sant'Antonio, la scuola-collegio divenne ufficialmente di proprietà della municipalità di Rapallo, dichiarando a tutti gli effetti l'edificio come scuola e collegio reale. Per garantire l'insegnamento fu scelto l'affidamento della direzione scolastica all' Ordine dei Padri Somaschi, tuttora insediati.

 

"Ebbene, la storia parla chiaro chiarissimo, dobbiamo dibattere finché volete, ma rimanendo nel giusto alveo, cioè trovare le risorse umane, e secondo noi ci sono, per poter portare avanti una Chiesa, un luogo di culto per la cristianità, per il cattolicesimo, fondamentali per la tenuta non solo del nostro territorio, bensì dei valori e culla di cultura dell' Ancien Europe."- così i segretari.

L'interno della splendida Chiesa, costituito da quattro navate (l'unica chiesa del territorio rapallese con tale caratteristica strutturale) divise da pilastri ottagonali bicromi, conserva il dipinto nel primo altare della navata destra ritraente Sant'Antonio risuscita un morto attribuita al pittore G. B. Borzone e nella cappella a sinistra della navata maggiore il gruppo ligneo dello scultore A. M. Maragliano raffigurante il Cristo incoronato di spine, quindi non si presta minimamente a diventare un teatro o un centro culturale, anche perché la teologia supera di gran lunga la filosofia essendo madre della cultura.

 

"In una città, come Rapallo, ultima roccaforte della Democrazia Cristiana us, una città dai profondissimi, radicatissimi, storici valori cristiano - cattolici non può permettersi di perdere un altro luogo di culto a scapito dell'ennesima struttura a chissà quale altra sedicente vocazione ed avendo già ben altre strutture cittadine delle quali occuparsi da tempo immemore." continuano Chiesa e Lastrico.
"Fermo restando che condividiamo appieno che la decisione ultima non spetti di certo alla politica bensì alla Curia, alla Diocesi, ai presbiteri di Rapallo insieme al Vescovo diocesano, certamente Azione si esprime contrariamente alle affermazioni lette di alcuni partiti cittadini che propongono di ripensare il futuro di questo edificio storico e di ridefinirne la destinazione d'uso, noi auspichiamo resti chiesa e si mantengano la cura pastorale dei fedeli, la religiosità, la bellezza mistica financo."- concludono.
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