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Bocciato l'emendamento PD alla campagna sulle Culle per Vita

"Dalla maggioranza scelte ideologiche. Una donna che abbandona il figlio non ha trovato chi l'accompagnasse prima, durante e dopo il parto".

Bocciato l'emendamento PD alla campagna sulle Culle per Vita
Politica Sestri - Val Petronio, 24 Novembre 2021 ore 06:51

Bocciato l’emendamento del Partito Democratico ligure in Consiglio Regionaleche chiedeva di modificare l’impegnativa della mozione presentata da Forza Italiasulla realizzazione di una campagna informativa su parto in anonimato e culle per la vita, che chiedeva di potenziare la rete dei consultori, sede centrale nella tutela della maternità così come previsto dalla legge 194.

"Sostegno alle donne per tutto il tempo della gravidanza"

“È riduttivo parlare solo di una campagna informativa su parto in anonimato e presenza delle culle per la vita, - precisano i dem liguri - perché non entra nel merito della presa in carico e della cura della donna in attesa di un bambino. Per questo abbiamo votato 'no’. Quello che serve davvero, invece, è potenziare i consultori per dare alle donne un sostegno concreto, non solo alla fine della gravidanza, ma per tutto il tempo d’attesa."

"Una donna che abbandona non ha trovato nessuno che l'ha accompagnata"

"Perché una donna che abbandona  - spiegano i consiglieri - un bambino vuol dire che non ha trovato nessuno che l’ha accompagnata: prima, durante e dopo il parto. Dalla maggioranza una chiusura figlia di scelte ideologiche che non vogliono entrare nel merito”.

"L'importanza della prevenzione"

“Non servono i manifesti che promuovono le culle per la vita. Il problema dell’informazione - concludono - deve essere legato alla rete della prevenzione che parte proprio dai consultori, che sul territorio possono essere un sostegno concreto, perché i motivi per cui una donna decide di abbandonare il proprio bambino, non sono solo economici, ma si tratta di situazioni molto più complesse, ed è a questo che bisogna dare risposte, prima che la donna arrivi alla decisione di abbandonare il proprio figlio”.