Camogli: scontro fra titani dell'idiozia

Ancora un'affissione di estremisti, questa volta anarchici, a Camogli: un manifesto che "minaccia" il leader leghista Matteo Salvini, con chiari richiami alle Brigate Rosse

Camogli: scontro fra titani dell'idiozia
Politica 10 Dicembre 2017 ore 08:30

Dopo lo striscione neofascista del Blocco Studentesco, a Camogli appare un manifesto anarchico contro Salvini: e la tensione politica si riaccende.

Il manifesto che richiama al rapimento ed uccisione di Aldo Moro

Quale miglior modo a Camogli, per replicare allo striscione affisso in prossimità dell'Istituto Nautico (già recentemente finito sotto spiacevoli riflettori per il caso del professore ripreso mentre costretto a fare il saluto romano) da parte di Blocco Studentesco, associazione facente capo a Casa Pound, che l'estremo opposto, un volantino anti Salvini che richiama direttamente le Brigate Rosse? Questo deve aver pensato il geniale buontempone che ieri, non lungi dalla stazione ferroviaria, ha affisso questo fotomontaggio che ritrae il leader leghista Matteo Salvini, in uno scatto di una sua rocambolesca "protesta" televisiva, sullo sfondo di una bandiera nera con stella rossa, colori anarchici, evidente richiamo all'arcinota foto di Aldo Moro prigioniero delle BR. La scritta sulla bandiera, Guacamaya Combat Punk è il nome di una band "anarcopunk" piemontese.

È lo stesso Salvini - o chi per lui ne gestisce la pagina Facebook - a ribattere la foto del manifesto di Camogli, allo slogan «Adesivi e manifesti con minacce? Noi rispondiamo con la rivoluzione del sorriso!». Il "sorriso" che poi si legge negli oltre mille commenti al post è un sorriso fatto spesso di chiamate all'armi, proposte di fucilazione per immigrati e «sinistri antifascisti», ennesima dimostrazione di come il gioco alla polarizzazione che queste manifestazioni producono ha il solo effetto di creare ed incentivare ancor più estremismo, tanto dalla propria parte quanto nelle parti avverse. Ci sono movimenti politici che su questi estremismi campano e fondano le proprie speranze elettorali, dall'una e dall'altra parte, ma l'unico evidente risultato è quello di rendere sempre più "accettabile", di normalizzare, per consuetudine, un linguaggio che è quello sì anticamera dei periodi più neri della nostra storia: perché il totalitarismo in grado di prendere il potere non è quello delle sparute bande di skinhead (neri o rossi che siano), è quello che vede i normali operai, le comuni casalinghe, i propri vicini di casa o compagni di caffè al bar ritenere "normali" gli auspici di violenza e repressione.

Quella di Camogli può essere stata una ennesima individuale "bravata", ma è essa stessa sintomo di un clima sempre più diffuso che nulla di buono promette per chi di storia ha un'infarinatura almeno a livello di quinta elementare.