Cavalli selvaggi in Val d’Aveto, scontro in consiglio regionale

Pastorino critico sulle confusioni promozionali turistiche e sulla effettiva tutela sia degli animali che delle popolazioni

Cavalli selvaggi in Val d’Aveto, scontro in consiglio regionale
06 Ottobre 2017 ore 17:29

Oggi in consiglio regionale la questione cavalli selvaggi in Val d’Aveto: risorsa da tutelare o problema da eradicare?

L’interrogazione di Gianni Pastorino

Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMente-Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Francesco Battistini, in cui ha chiesto alla giunta linee guida efficaci per proteggere i cavalli selvaggi della Val d’Aveto, ma anche il territorio circostante, «non creando con notizie inesatte confusione tra operatori turistici e turisti stessi».

Il consigliere ha rilevato, infatti, che sono emersi problemi in seguito di una condivisione da parte dell’Agenzia InLiguria di un post di blogger del giugno scorso che indicava cavalli selvaggi a monte Caprile: «La possibile diffusione di informazioni incontrollate sulla presenza di animali liberi sul territorio può produrre l’errata convinzione di poter abbandonare equini in natura. In realtà – ha detto – questo produce conseguenze negative sul benessere degli animali, sul mantenimento dell’habitat e la sicurezza stradale e dei terreni privati. E’ quindi opportuno – ha aggiunto – precisare la differenza tra cavalli tenuti al pascolo brado, quindi con un proprietario, o, peggio, abbandonati».

Pastorino ha rilevato, infatti, che la popolazione equina della Valle Sturla (Parco dell’Aveto) è unica nel suo genere in quanto, da più di 20 anni completamente rinselvatichita, non ha alcun contatto con l’uomo e ha sviluppato dinamiche di branco etologiche ed ecologiche tipiche dei cavalli che vivono in natura e che ormai si ritenevano estinti in tale ambiente.

Proprio su Il Nuovo Levante di stamane, Pastorino era tornato a caldeggiare il progetto dell’istituzione di un “santuario” per questi animali, sia per valorizzare quella che potrebbe essere una risorsa turistica che tutelare le cittadinanze della valle monitorando la popolazione di cavalli selvaggi e prevenendo possibili danni che possa causare.

Cavalli selvaggi nel parco dell’Aveto

La replica di Mai: un piano c’è

In risposta, l’assessore ai parchi e all’entroterra Stefano Mai ha chiarito che le immagini alle quali si riferisce Pastorino, e con le quali probabilmente si volevano trasmettere emozioni e fare marketing territoriale, sono state scattate a Torriglia, dove c’è un allevamento e con ogni probabilità è da lì che sono scappati gli animali. L’assessore ha, quindi, affrontato la questione relativa ai cavalli inselvatichiti dell’Aveto che – ha detto – possono rappresentare una risorsa, ma che comportano risvolti negativi.

Mai ha spiegato che è stato varato un piano che tenga conto di entrambi gli aspetti: «I cavalli inselvatichiti sono, infatti, animali da allevamento abbandonati da tempo – ha aggiunto – che non temono la presenza dell’uomo, ma si avvicinano ai centri abitati in cerca di cibo e questo  può, tra l’altro,  provocare problemi alla pubblica incolumità». Al piano hanno lavorato la Regione insieme all’Istituto Zooprofilattico, il Parco dell’Aveto  e l’Università: è un progetto pilota che, se finanziato, secondo l’assessore potrebbe fornire una gestione ecologicamente e socialmente sostenibile del fenomeno. Mai ha dichiarato che è stato chiesto un finanziamento di circa duecentomila euro alla fondazione Compagnia di San Paolo di Torino, che dovrebbe esprimersi entro la fine dell’anno, e ha sottolineato che l’assessorato alla sanità ha già investito fondi a Borzonasca e Leivi per affrontare il problema.

Cavalli selvaggi nel parco dell’Aveto

La controreplica di Pastorino

In un comunicato immediatamente successivo alla seduta, tuttavia, Pastorino dimostra tutta la sua insoddisfazione per le risposte avute: «L’assessore Mai ci ricasca: non ha mai letto il progetto presentato alla fondazione San Paolo in favore dei cavalli selvaggi dell’Aveto. Lo dimostrano le sue repliche all’interrogazione che abbiamo presentato stamane in consiglio regionale. Perché quel progetto non ha finalità di eradicazione dei cavalli mediante il loro contenimento, bensì consiste in un piano di gestione faunistica, peraltro appoggiato da un’altra parte della giunta regionale. Tutto ciò conferma le scarse conoscenze sul tema da parte dell’attuale assessore all’agricoltura. Per la verità l’assessore non ha neppure risposto alla nostra interrogazione, considerato che gli chiedevamo tutt’altro: noi parlavamo di un problema di marketing turistico, legato a un’inesattezza pubblicata sul sito dell’agenzia InLinguria a proposito dei cavalli inselvatichiti. In conclusione, ci saremmo aspettati un po’ più presenza di spirito, da parte di un assessore che invece non perde occasione per dimostrarsi disattento e distante. A prescindere dagli scivoloni di Mai, il nostro impegno su questa vicenda continua».

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