I cento giorni di Di Capua secondo le minoranze

Il punto sui cento giorni di Di Capua giovedì 12 ottobre. Smentito dall'ex sindaco Roberto Levaggi il paventato avviso di garanzia sul caso rifiuti.

I cento giorni di Di Capua secondo le minoranze
12 Ottobre 2017 ore 18:03

Amministrazione comunale sotto esame nei suoi primi cento giorni, da parte dei gruppi Noi di Chiavari e Chiavari Sempre al Centro.

Cento giorni di Di Capua, bilancio insufficiente

«E’ stato fatto pochissimo, di progetti portati avanti ci sono solo quelli della precedente amministrazione». Parola del capogruppo di Noi di Chiavari Roberto Levaggi, che insieme ai consiglieri Daniela Colombo, Silvia Garibaldi e al capogruppo di Chiavari Sempre al Centro Sandro Garibaldi, hanno fatto il “tagliando” all’amministrazione, in carica da 100 giorni. «Messa in sicurezza del Rupinaro e il restauro di Palazzo Rocca sono progetti nostri – ha detto Levaggi -. Ma anzichè andare avanti, qua si va indietro come i gamberi. Vedi ciò che è successo a Rupinaro con la reintroduzione dei parcheggi. Strano, il silenzio del parroco di Rupinaro, da sempre contrario ai parcheggi nell’area».

Secondo Levaggi, sono cento giorni passati nel silenzio

Secondo il capogruppo la guida amministrativa della città procede silenziosamente. «Un esempio è il prolungamento di viale Kasman che non se ne parla più. Si ha intenzione di voler lasciare nel traffico Caperana? Riguardo la viabilità, stesso discorso. Oltre ad alcune rotonde, e dopo aver parlato in campagna elettorale di tante pedonalizzazione da realizzare cosa si sta facendo in piazze come Nostra Signora dell’Orto? Torneremo anche lì alle macchine?».

Minoranza vigile su Puc e depuratore

Le minoranze hanno annunciato di voler vigilare in questi due progetti, inviando eventualmente gli atti a Procura Generale e Corte dei Conti. «Se non portato a compimento, per il Puc si spenderebbero altri 300 mila euro e si vanificherebbe il lavoro degli ultimi anni. Sul depuratore ribadiamo l’alta fattibilità per la sua realizzazione al Lido, con l’ipotesi della conferenza dei servizi prevista per aprile 2018. Molto difficile quindi bloccare il tutto con una progettazione definitiva ormai a conclusione. Fermando il depuratore al Lido, rimarrebbe anche il discorso sulle sanzioni, dove si rischiano 346.000 euro di multa al giorno dopo il pronunciamento degli organi competenti. . Chi governa si prenderà le responsabilità anche sotto questo aspetto».

Per Sandro Garibaldi cento giorni che preoccupano

«Sono perplesso, perchè si spendono soldi dove non c’è estrema necessità». Il capogruppo di Chiavari Sempre al Centro chiede come mai si è deciso di intervenire per la copertura di Palazzo Rocca e non su quella dell’ex tribunale di piazza Mazzini, pieno di infiltrazioni. Discorso analogo anche sul progetto delle vie dell’acqua, per nuove piste ciclabili, che il consigliere Giorgio Canepa intende spostare dal centro al lungomare. Garibaldi preoccupato anche su diversi candidati delle liste di Di Capua che si “aggirerebbero” tra gli uffici di Palazzo Bianco. «Non si sa il perchè ex candidati si aggirano tra gli uffici comunali. E’ un gravissimo comportamento».

Stoccate anche da parte di Colombo e Silvia Garibaldi

L’ex assessore ai rifiuti Daniela Colombo critica il ritorno dei bidoni nel centro storico. «Tutto quello che è stato fatto viene buttato nella rumenta. Dappertutto si cerca di eliminare queste postazioni fisse che attirano i topi e non hanno l’adeguata pavimentazione prevista. Anche se fossero videosorvegliate, a chi spetterebbe, in queste aree elevare sanzioni e contro chi?». Il consigliere Silvia Garibaldi definisce l’amministrazione attuale “Una poltrona per due”, citando il noto film natalizio, riferendosi al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale Antonio Segalerba. «Il dualismo tra loro è una costante. Si passa da toni trionfalistici per celebrare dei “tapulli”, che sono normale amministrazione, con filmati tipo Istituto Luce sul “sindaco vogatore” a provvedimenti di socialismo reale che porta alla regressione della città».

Smentito dall’ex sindaco l’arrivo di un avviso di garanzia

E nelle ultime ore, si è sparsa in città la voce di un arrivo di un avviso di garanzia e un’imminente convocazione in Procura nei confronti dell’ex sindaco Roberto Levaggi, in merito all’inchiesta sui rifiuti. L’ex sindaco ha respinto entrambe le voci. «Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia, nè di comparire in Procura». Nel numero in edicola da domani de Il Nuovo Levante, gli ulteriori aggiornamenti e approfondimenti sulla vicenda, paventata nelle ultime ore.

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