Politica

Centrosinistra: “Chiamati i Carabinieri perché i genitori volevano che si parlasse delle scuole di Sestri”

Lo dicono i consiglieri comunali di opposizione del gruppo Progresso per Sestri dopo il consiglio comunali che si è svolto nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio

Centrosinistra: “Chiamati i Carabinieri perché i genitori volevano che si parlasse delle scuole di Sestri”

“Quando i genitori fanno così paura da dover chiamare i Carabinieri È successo anche questo, nell’aula consiliare di Sestri Levante. In quasi tre anni pensavamo di averle viste tutte. Evidentemente ci sbagliavamo: il fondo lo abbiamo toccato ieri sera”.

Lo dicono i consiglieri comunali di opposizione del gruppo Progresso per Sestri dopo il consiglio comunali che si è svolto nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio

Lo dicono Marcello Massucco, Elisa Bixio, Gabriele Ovindo e Roberto Montanari, consiglieri comunali di opposizione del centrosinistra dopo il consiglio comunali di Sestri Levante che si è svolto nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio

“Sono stati chiamati i Carabinieri perché, nell’aula attigua intitolata al sindaco della Liberazione, (Oreste Ocule, ndr), un nutrito gruppo di genitori si era presentato con una richiesta tanto semplice quanto legittima: parlare di scuole. Discutere del progetto – o meglio, del disastro – che questa giunta sta portando avanti – prosegue il gruppo consiliare di minoranza Progresso per Sestri – il nostro gruppo consiliare ha chiesto più e più volte di affrontare un tema così strategico per il futuro della città. Lo abbiamo fatto tra scherni, battute fuori microfono e sorrisi di sufficienza da parte della maggioranza. Evidentemente la paura fa 90. Anzi, 112: il numero che un consigliere di maggioranza (Paolo Smeraldi, ndr) – non il presidente del consiglio comunale (Gian Paolo Benedetti, ndr), che ne avrebbe titolo – ha prontamente composto per far intervenire le forze dell’ordine. Per fare cosa? Zittire e allontanare genitori e nonni colpevoli soltanto di interessarsi al futuro dei propri figli e della propria comunità – sostengono ancora Massucco, Bixio, Ovindo e Montanari – una pagina triste. Uno svilimento del consiglio comunale. Un rifiuto del confronto che certifica una volontà precisa: andare avanti senza ascoltare nessuno. E pazienza se di mezzo ci sono le scuole e la vita sociale della città. Tra risatine, regole inventate sul momento, richiami e ammonizioni degne di un’aula scolastica, cartellini rossi e “fuorigioco” regolamentari, con i Carabinieri la serata si è chiusa con la votazione nominale degli emendamenti al nuovo regolamento di Polizia urbana. All’una di notte, dopo sette mesi di gestazione, è nato il capolavoro: 81 articoli di divieti. Un vero e proprio “divietificio” che stabilisce tutto ciò che non si può fare, mentre fuori dall’aula le famiglie chiedono risposte ben più serie. Ora sì, possiamo dormire sonni tranquilli: abbiamo un regolamento più restrittivo. Peccato che, nel frattempo, si stia demolendo un patrimonio ben più importante. Perché, nonostante le difficoltà del nostro tempo, le scuole di Sestri sono sempre state un’eccellenza, un luogo di crescita e di coesione per l’intera comunità. Sono bastati tre anni dell’amministrazione comunale dei “trasparenti” per spazzare via progetti, visione e sogni”.

Massucco: “Io continuerò a parlare”

“Un gruppo di genitori e nonni si è presentato per assistere civilmente alla seduta e chiedere una cosa tanto semplice quanto legittima: parlare di scuole – aggiunge Massucco – la risposta della maggioranza? Chiamare il 112 (nella foto il consigliere Paolo Smeraldi al telefono che sollecita l’intervento in aula). Quando tranquilli cittadini fanno così paura da dover chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, il problema non sono i cittadini. È chi ci governa. E mentre fuori si provava a zittire chi chiedeva risposte sul futuro dei propri figli, dentro l’aula si è consumato un piccolo primato: probabilmente passerò alla storia come il primo consigliere a cui è stata tolta la parola per un’intera seduta. La mia “colpa”? Aver chiesto con forza di discutere di scuole, visto che a settembre si rischia di perdere tante classi e le famiglie vivono settimane di profonde incertezze. E come in ogni grande democrazia che si rispetti, il sindaco ha deciso a favore dell’espulsione dalla discussione della seduta (9 voti contro 8). Ormai è chiaro: questa amministrazione comunale non teme il disordine. Teme le domande e la trasparenza. Tanto che, pur di non rispondere, preferisce trasformare il consiglio comunale in un’aula bunker: cartellini, ammonizioni, regole inventate sul momento… e, se serve, il 112. Fuori, le famiglie chiedono certezze su plessi e servizi. Dentro, si difende il silenzio. Io continuerò a parlare – conclude Massucco – anche quando provano a impedirmelo. Perché le scuole non sono un fastidio: sono il futuro della città”.

Pd di Sestri Levante: “Consiglio comunale della vergogna, cittadini cacciati e dissenso messo a tacere”

“Ad ogni consiglio comunale si pensa che il punto più basso sia stato ormai raggiunto. E invece questa minimaggioranza allo sbando riesce puntualmente a fare peggio, trascinando le istituzioni sempre più in basso – sostengono i tre circoli cittadini del Pd – arrivare a chiamare i Carabinieri per allontanare cittadini pacifici – genitori e nonni – è un fatto gravissimo. Persone che non chiedevano altro se non di ascoltare, nella sede più alta della democrazia cittadina, parole di verità sul futuro del sistema scolastico. La risposta del sindaco è stata la repressione, non il confronto. Una pagina indegna per un Comune che dovrebbe fondarsi sull’ascolto e sul rispetto. In meno di tre anni questa amministrazione ha collezionato una sequenza impressionante di scelte arroganti, chiusure e fughe dalle responsabilità, scrivendo una delle stagioni più buie della storia recente di Sestri. Il sindaco che in campagna elettorale si presentava come paladino della trasparenza si è rivelato per quello che è: un Don Abbondio della politica, incapace di assumersi responsabilità, incapace di dire la verità ai cittadini, incapace persino di reggere un confronto pubblico. Ancora più inquietante quanto accaduto al consigliere Marcello Massucco, di fatto messo a tacere per l’intera seduta. Un atto che nulla ha a che vedere con il regolamento e tutto con una precisa volontà politica: zittire il dissenso, svuotare il consiglio comunale, trasformarlo in un luogo dove la maggioranza decide e gli altri devono solo subire. Un metodo che richiama i peggiori esempi di gestione autoritaria del potere. Questa non è più cattiva amministrazione: è disprezzo per le istituzioni, per il consiglio comunale e per i cittadini. Per questo non possiamo e non vogliamo restare in silenzio. Rivolgiamo un appello a tutte le famiglie, ai genitori, al mondo della scuola, alle associazioni, alle parrocchie e a ogni cittadino che crede nella democrazia: è il momento di mobilitarsi, di far sentire la propria voce in modo civile ma determinato, di pretendere trasparenza, rispetto e verità. Noi sappiamo da che parte staremo – concludono i circoli di Sestri, Santa Vittoria e di Riva del Partito Democratico – dalla parte dei cittadini, contro l’arroganza del potere e contro chi pensa di governare Sestri zittendo, intimidendo e scappando dalle proprie responsabilità”.