Chiavari: sul campus in Colmata interviene il circolo territoriale di Fratelli d'Italia
Il presidente Alex Molinari: "Ma c’è un dato che a molti sembra sfuggire e cioè che Chiavari ha già un campus scolastico che ha ospitato in passato fino a 1.500 allievi: la Scuola Telecomunicazioni di Caperana"

Il circolo di Fratelli d'Italia "Terre dell'Entella-Chiavari" interviene, attraverso il presidente Alex Molinari, sul progetto di realizzazione di un campus scolastico in area di Colmata.
Le dichiarazioni
"Da molto tempo l’utilizzo della colmata a mare di Chiavari rappresenta una delle scelte più importanti per lo sviluppo della nostra città.
La decisione di collocarvi il depuratore di vallata è stata certamente da subito un motivo di forte critica non solo da parte delle forze politiche, ma soprattutto da una parte considerevole della cittadinanza.
La strenua difesa di questo scellerato progetto da parte dell’Amministrazione comunale ha sempre impedito la ricerca di altre soluzioni che garantissero una corretta depurazione delle acque e ha affidato ai ricorsi presso il Tribunale Amministrativo Regionale la decisione nel merito.Fortunatamente la sentenza n. 832/2024 del TAR Liguria ha bocciato la realizzazione dell’impianto in colmata riaprendo, di fatto, per i Chiavaresi il dibattito su cosa realizzare in quell’area."
Il progetto del campus scolastico
"Oltre al depuratore l’attuale maggioranza in Comune ha sempre sbandierato la volontà di realizzare un campus scolastico con 70 classi, palestra, laboratori, parcheggi e... chi più ne ha più ne metta.
A novembre 2023 venivano premiati con circa 70.000 euro da Città Metropolitana i progetti vincitori del concorso di idee. Da allora più nulla.""Fino ai giorni nostri nei quali pare si voglia rispolverare il progetto del nuovo polo scolastico. Forse per nascondere la grande delusione scaturita dalla bocciatura del depuratore di vallata?
Come non avere però grandi perplessità circa l’ipotesi di realizzare sulla colmata un campus scolastico da 1.700 studenti e per un costo presunto (oggi!) di 64,5 milioni di euro stimato dallo stesso servizio edilizia e patrimonio della Città Metropolitana.
Senza dimenticare i costi necessari per mettere in sicurezza l’area con le difese a mare: altri 20 milioni di euro? La somma da trovare è molto, molto importante."
I tempi e i finanziamenti necessari al centro della critica
"I tempi poi per dare concretezza a quest’opera, sempre che si trovino i finanziamenti necessari, ci sembrano alquanto lontani: 7 – 8 anni minimo.
Nel frattempo cosa succederà dell’organizzazione degli istituti scolastici, dei loro indirizzi e, soprattutto, della popolazione scolastica sempre più in diminuzione?"
La scuola Telecomunicazioni
"Ma c’è un dato che a molti sembra sfuggire e cioè che Chiavari ha già un campus scolastico che ha ospitato in passato fino a 1.500 allievi: la scuola telecomunicazioni di Caperana!"
"Quale città può permettersi una struttura così importante, ad oggi solo parzialmente utilizzata, e far finta che non esista.
Eppure le sue palazzine a due piani, i suoi campi da tennis o di calcetto e il suo tanto
spazio attorno sembrano fatti apposta per ospitare giovani studenti.""Evidentemente nessuno pensa di “sfrattare” la Scuola Telecomunicazioni, ma è così impossibile pensare a una separazione per dar vita a una giusta convivenza?
Per quanto riguarda l’obiezione che sicuramente qualche amministratore comunale molto illuminato potrebbe fare, vale a dire la distanza della zona e le difficoltà a raggiungerla, si segnala che il P.U.C. vigente prevede il prolungamento di Viale Kasman proprio fino all’inizio delle caserme con la possibilità di collegare la zona con l’uscita dell’autostrada di Lavagna.""Così facendo si renderebbe pedonale lo storico Ponte della Maddalena, ma soprattutto si metterebbe in sicurezza la zona di Ri e Caperana dalle esondazioni dell’Entella.
Nessuno pensa di avere la bacchetta magica per fare tutto ciò, certamente ci vogliono risorse, tempo e il coinvolgimento di diverse istituzioni."
La condivisione dei progetti con la cittadinanza
"L’importante sarebbe incominciare a condividere tali progetti e lavorare tutti insieme. Basta raccontare mezze verità per dare fumo negli occhi ai cittadini.
Si apra un serio dibattito sull’utilizzo della colmata a mare, una delle poche zone rimaste per costruire veramente il futuro di Chiavari."