Computer da 2mila euro e rinnovo strutture informatiche: l’opposizione all’assalto

Presentata una mozione delle minoranze: «Deliranti esternazioni della maggioranza»

Computer da 2mila euro e rinnovo strutture informatiche: l’opposizione all’assalto
03 Novembre 2017 ore 16:22

Mozione dei gruppi consiliari “Noi di Chiavari” e “Chiavari sempre al Centro” sul rinnovo delle strutture informatiche comunali, attaccando duramente il comunicato di ieri dell’Amministrazione.

La mozione delle minoranze

I gruppi consiliari Noi di Chiavari e Chiavari sempre al Centro comunicano di aver presentato, presso il Comune di Chiavari, una mozione affinché, durante la Commissione Consiliare I e il prossimo Consiglio Comunale, si possa parlare di «necessità e priorità nel rinnovo delle strutture informatiche del Comune hardware e software e nella gestione più o meno informatizzata delle procedure e della comunicazione interna ed esterna».

La mozione, a firma di Roberto Levaggi, Daniela Colombo, Silvia e Sandro Garibaldi scaturisce a seguito «delle ultime deliranti esternazioni della maggioranza che, a proposito del computer da oltre duemila euro destinato all’addetta portavoce del sindaco, non ha prodotto nessun documento ufficiale scritto ma si è limitata a un surreale comunicato stampa pieno di ogni sorta di cialtroneria».

I consiglieri affermano: «Non permetteremo che questi amministratori, arroganti e vuoti di contenuti, offendano la nostra intelligenza e quella dei chiavaresi tutti. Non hanno risposto a nessuna delle nostre domande e si sono limitati a provocare e offendere, come nelle loro abitudini. Dopo la riedizione di “Una poltrona per due”, i due sindaci Di Capua e Segalerba – uno ufficiale e l’altro effettivo – mettono in scena “Amici Miei”, ma le loro “supercazzole” non fanno ridere nessuno».

Levaggi, Colombo, Silvia e Sandro Garibaldi smontano punto per punto la replica dell’amministrazione.

  1. L’amministrazione dice di voler introdurre un sistema software per efficientare la gestione delle segnalazioni provenienti dai cittadini. Chiediamo dove sia questo software, chi lo progetta, quanto costa, come verrà utilizzato, come ci si regolerà con la legge sulla privacy e sul conseguente trattamento dei dati personali.
  2. L’amministrazione dice che il pc portatile sarà a disposizione della giunta e non solo della portavoce. Ma allora come mai nella determina si legge “fornitura notebook per addetta all’attività di portavoce” e non c’è alcun riferimento alla giunta? Come mai nella determina non c’è alcun riferimento a questo progetto informatico paventato dall’amministrazione? Come mai si è optato per la scelta di un Apple, quando in tutto Palazzo Bianco ci sono pc con il sistema operativo Windows?
  3. L’amministrazione dice di voler introdurre un sistema di ticketing per tracciare l’operato dei dirigenti. Chiediamo che questo sistema venga spiegato per filo e per segno. A partire dai dirigenti interessati, dai dipendenti comunali e dai sindacati. I sindaci Segalerba e Di Capua sanno che per introdurre simili novità in ambienti lavorativi conviene darne preventiva informazione a tutte le parti interessate?
  4.  L’amministrazione dice di voler istituire un sistema integrato delle segnalazioni dei cittadini attraverso una chat di Whatsapp. Allora perché dotare il portatile da oltre duemila euro di un software video ultraprofessionale da 400 euro? A cosa serve, visto che non è stato citato da nessuna parte nella loro farneticante risposta? Lo sanno che la app di Whatsapp è gratuita? Chi pensano di prendere in giro?
  5. Ci auguriamo che questi strumenti siano utili, senza guardare sempre puerilmente alla precedente amministrazione, anche per far funzionare i pannelli della Protezione Civile durante la corsa podistica di domenica scorsa (in modo che le decine di auto in coda siano informate delle chiusure al traffico), per limitare l’irrogazione delle aiuole visto che in tutta Italia c’è lo stato di calamità per siccità, per far passare con regolarità la spazzatrice nei quartieri collinari, per eseguire le manutenzioni necessarie nei tempi prestabiliti.
  6. I sindaci Di Capua e Segalerba, che pure dovrebbero essere professionisti iscritti all’albo, non hanno alcun rispetto verso i lavoratori. Si dovrebbero vergognare, a vantarsi di sottopagare una collaboratrice esterna. Il lavoro qualificato – e così dovrebbe essere ovunque – si paga. Ci sono tabelle ben precise con onorari ben precisi. Il lavoro specializzato, il lavoro dei giovani, la professionalità si tutela pagandolo il giusto, non vantandosi di pagarlo di meno. L’amministrazione Levaggi assunse due giornalisti, pagandoli in base alle tabelle professionali. Non un euro di più né un euro di meno. L’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa da anni lottano perché i giornalisti precari siano retribuiti in maniera decorosa. L’amministrazione Di Capua – Segalerba ha ovviato il problema sopprimendo l’ufficio stampa e incaricando un’addetta portavoce che svolge impropriamente e senza qualifica una mansione da ufficio stampa. Oggi scopriamo che la manovra è stata fatta, oltre che per logiche clientelari, anche per risparmiare su una prestazione lavorativa, laddove invece si parla di “comunicazioni efficienti e attuali”. E’ stato speso più per un computer che per la portavoce stessa.
  7. Il consigliere Giardini avrebbe fatto atto di coerenza se avesse proseguito nelle sue segnalazioni agli ordini professionali anche durante questo ciclo amministrativo. Mentre ci pare che lui e Canepa, “miracolati” dalle ultime elezioni, abbiano improvvisamente spento il loro spirito d’osservazione.

I consiglieri concludono: «Non accetteremo mai che venga offeso il lavoro altrui con simili dichiarazioni. In tempi di oscurantismo e pensiero omologato galoppante, facciamo appello a tutti i cittadini perché, diversamente da Renzo dei Promessi Sposi, non si facciano “intortare” dal primo azzeccagarbugli che racconta ogni tipo di frottola».

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