«Tasse reali di straordinarie proporzioni per lavori ipotetici di ordinaria amministrazione»: dopo il consiglio comunale di ieri a Sestri Levante, parlano i consiglieri comunali di opposizione Marco Conti (Fratelli d’Italia) e Diego Pistacchi (Sestriamo/Forza Italia).
Il punto dei consiglieri Pistacchi e Conti
«Dopo aver annunciato un avanzo libero di tre milioni a seguito di tre bilanci con più tasse per oltre un milione l’anno, la maggioranza Solinas si è resa conto di essersi fatta vanto di un risultato pessimo per un’amministrazione. Perché lo scopo non è quello di accumulare tesori, ma di usare il più possibile le risorse disponibili a favore dei cittadini. Specie se sono stati spremuti di tasse.
Ecco perché ieri sera la giunta ha presentato una pseudo variazione di bilancio, per dire che spenderà circa la metà dei soldi tenuti nel cassetto. Ci sono almeno due problemi enormi. Il primo è che i lavori annunciati riguardano interventi di ordinaria amministrazione. Il secondo, ancora più grave, è che non sono neppure stati ancora progettati. Abbiamo chiesto che ci venisse mostrato almeno uno solo di questi progetti, un pezzo di carta che mostrasse anche solo qualcosa in fase embrionale: non lo hanno fatto perché non esiste nulla.
Leggere di asfaltature, di mobili per le scuole, di restauri, di acquisto giochi, di manutenzioni conferma che questa maggioranza manca di visione, di slancio. Fare queste cose è il suo dovere, nulla di più. E per fare l’ordinaria amministrazione non si spillano tasse straordinarie ai cittadini. Soprattutto preoccupa leggere le cifre destinate: 300mila euro, 100mila, 200mila, 80mila. Tutti numeri tondi. Chiunque abbia un minimo di buon senso sa che neppure un preventivo abbozzato su carta semplice prevede cifre del genere. È la dimostrazione pratica che l’amministrazione Solinas annuncia lavori per i quali non ha neppure fatto una pianificazione preliminare, non ha bandito una gara, men che meno ha un progetto esecutivo. Ha buttato lì dei numeri per dire che farà qualcosa con i soldi prelevati ai cittadini e finora rimasti in quel cassetto dal quale non usciranno ancora per mesi, perché non c’è un solo cantiere pronto a partire.
Non è vero che prima si incassa poi si spende, come fa ripetere ai suoi il sindaco per giustificarsi. Un Comune non è un’azienda, una Spa. Ma persino le aziende che hanno una visione sono abituate a fare investimenti e, se necessario, anche ad anticipare le spese per farli. I tapulli non qualificano né un amministratore delegato, né un sindaco».