la replica

Depuratore, il comitato: "Insoddisfatti delle risposte, la battaglia continua"

"Se non vogliono questo impianto, come hanno detto più volte, che si oppongano veramente" attacca Andrea Sanguineti

Depuratore, il comitato: "Insoddisfatti delle risposte, la battaglia continua"
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“Ci riteniamo insoddisfatti dall’incontro di oggi” lamenta Andrea Sanguineti, presidente del Comitato ‘No al depuratore in colmata’, al termine dell’incontro tenutosi in Comune a Chiavari fra una rappresentanza tecnica del Comitato, Comune di Chiavari, Città Metropolitana e Iren. Oggetto della riunione, le gravi criticità che l’attuale progetto comporterebbe, a livello ambientale, sociale ed economico.

“All’incontro erano presenti sei tecnici di Iren e il consigliere delegato al Servizio idrico integrato di Città metropolitana, Fabrizio Podestà – prosegue Sanguineti -. Alle nostre puntuali osservazioni tecniche, Iren ha risposto in sostanza che questo è il miglior progetto fattibile per le caratteristiche del sito individuato.”
“Come Comitato abbiamo presenziato e ci stiamo impegnando, per il bene di Chiavari e dei chiavaresi. Le narrazioni fantasiose dell’avvocato Segalerba su presunti poteri occulti, lasciano il tempo che trovano. Non ci sono poteri occulti, se non quelli di chi non spiega ai cittadini i reali motivi del perché vuole fare uno scempio in colmata che danneggerà Chiavari per decenni".

“Quindi, riassumendo, ai chiavaresi toccherà subire: costi elevati di costruzione e di gestione che pagheranno nelle bollette; l’impossibilità di prevedere biodigestori che abbasserebbero i consumi elettrici; il passaggio quotidiano di camion nel porto turistico che porteranno via i maleodoranti fanghi derivanti dal trattamento; un camino di soli sette metri, che per Iren è a norma, con buona pace dei chiavaresi se la puzza arriverà fino al centro città e su tutto il lungomare; nonché assistere allo spreco dell’acqua depurata che sarà gettata in mare, invece di essere riutilizzata proprio ora che soffriamo una forte siccità.”

“L’avvocato Antonio Segalerba, vicesindaco metropolitano, ha detto che ormai l’iter è avviato e non si può tornare indietro, mentre il sindaco Federico Messuti ha affermato che il progetto è firmato da tecnici e quindi se qualcosa non andrà, saranno loro a risponderne. Un lavarsi le mani inaccettabile. Se non vogliono questo depuratore, come hanno detto più volte, che si oppongano veramente".

“Come membri del Comitato – ribadisce Sanguineti - pensiamo che le nostre preoccupazioni dovrebbero essere anche del Sindaco in primis, a partire da quanto costerà ai cittadini, non solo in termini economici, un impianto del genere”.
“Città metropolitana nella persona del consigliere Podestà ha detto che l’impianto va fatto al più presto. Intanto lui abita a Ne, aggiungiamo noi. Per quanto ci riguarda la battaglia continua.”

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