Diga Perfigli, Giù le mani dal fiume Entella deluso dalla Regione

Il progetto della diga Perfigli è fermo perché la Città Metropolitana non trasferisce i fondi alla Regione

Diga Perfigli, Giù le mani dal fiume Entella deluso dalla Regione
26 Ottobre 2017 ore 08:53

La cosiddetta “diga Perfigli”, progetto contestato per la messa in sicurezza della sponda sinistra dell’Entella, è ferma perché la Città Metropolitana di Genova non trasferisce alla Regione Liguria i fondi previsti. Ad affermarlo due giorni fa in consiglio regionale l’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone in risposta ad un’interrogazione di Luca Garibaldi del Partito Democratico. Il ricorso pendente al Tribunale Superiore delle Acque, non c’entra nulla se il progetto è ancora fermo: “Non vi è alcun provvedimento sospensivo da parte del Tribunale”, ha detto Giampedrone. La Città Metropolitana non ha ancora trasferito gli 8 milioni di euro ricevuti dal ministero dell’Ambiente, neppure il primo stralcio di 3 milioni già concordato. “I 3 milioni – ha concluso Giampedrone – sono indispensabili per far partire almeno la procedura di gara e poi tutto l’iter dell’opera”.

Il progetto della diga Perfigli è fermo perché la Città Metropolitana non trasferisce i fondi alla Regione

Inevitabili le reazioni da parte del comitato “Giù le mani dal fiume Entella. “Spiace rilevare che solo un impedimento burocratico, legato al perfezionamento del trasferimento di fondi dalla Città Metropolitana alla Regione, sia il solo impedimento, secondo quanto sostenuto dall’assessore regionale Giampedrone, in risposta all’interrogazione del consigliere regionale Garibaldi, alla realizzazione delle opere” ha affermato Giovanni Melandri, presidente del comitato, che parla di “sordità” delle istituzioni di fronte agli argomenti di chi si oppone “ad un’opera così devastante. La sordità non è venuta meno nonostante l’avvicendarsi dei colori delle amministrazioni ed il fatto che in sede elettorale la gente abbia sempre punito le parti politiche che le hanno sostenute. In compenso – conclude Melandri – non si sente più parlare della rimozione dell’insabbiamento della foce del fiume”.

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