Al centro del mirino del segretario di Federazione del Tigullio del Partito Democratico, Antonio Bertani, e della segretaria del circolo chiavaerese, Camilla Zenezini, ci sono il disagio giovanile e l’ordine pubblico in città.
Scontro politico su disagio giovanile e ordine pubblico
“Era marzo 2025 quando, tramite un comunicato stampa, sollevammo le nostre perplessità sul modo in cui l’amministrazione Messuti gestiva – e purtroppo continua a gestire – le situazioni legate ai fenomeni di disagio giovanile e ad alcuni conseguenti problemi di ordine pubblico in città.
In questi giorni ci vengono segnalate nuove criticità nella zona del centro storico, da ultimo nelle settimane scorse, ma le segnalazioni nell’area del centro continuano ormai in modo costante e incessante. Questo scenario va avanti da diverso tempo e la ricetta preferita dal sindaco Messuti e dal regista politico Segalerba sembra esclusivamente essere quella di minacciare chiusure anticipate agli esercenti – che, secondo l’amministrazione, sarebbero i principali responsabili dei problemi di ordine pubblico – e imporre alle attività commerciali del centro storico di dotarsi di vigilantes privati che dovrebbero garantire l’ordine pubblico in aree pubbliche. Ed è qui che emerge la prima grande criticità e la scarsa serietà nell’affrontare il problema.
A noi pare evidente che esista un disagio diffuso che talvolta si traduce in episodi di violenza contro le cose e, in alcuni casi, perfino contro le persone. È un campanello d’allarme che l’opposizione denuncia da tempo e che l’amministrazione ha deliberatamente ignorato per anni, accusando chi evidenziava l’esistenza del problema di “abbaiare alla luna” e di voler dipingere Chiavari come Gotham City.
Il Partito Democratico non ritiene che Chiavari sia Gotham City, ma sottolinea l’esistenza – oggi sotto gli occhi di tutti – di un malessere sociale diffuso tra molti giovani.
Di fronte a tutto questo appare evidente l’incapacità del duo Messuti-Segalerba di gestire la situazione. Ancora più grave, a nostro avviso, è la totale assenza di attenzione sul tema dell’assessora alla Cultura (che ormai potremmo definire assessora con delega esclusiva al Chiavari in Cosplay) e dell’assessora ai Servizi sociali che, davanti a uno scenario come questo, invece di interrogarsi su come rendere più vive le piazze, su come creare aggregazione sociale, inclusione e responsabilizzazione, preferiscono far finta che il problema non esista.
Riteniamo che la sicurezza di una città passi attraverso una migliore e complessiva vivibilità: che aumenti – e non diminuisca – gli orari di apertura di negozi e locali, oggi autentici presìdi sociali di vicinato; una maggiore vitalità di vie e piazze in cui sia possibile organizzare momenti di coesione e vita di quartiere; una pubblica illuminazione potenziata in ogni zona della città; una maggiore cura degli spazi comuni e dei beni pubblici; iniziative culturali diffuse su tutto il territorio, a cominciare dai quartieri più periferici e popolosi.
Crediamo sia necessario dotare la città di spazi di aggregazione socio-culturale aperti anche in orari serali, dove le persone – e in particolare i più giovani – possano incontrarsi, socializzare, ascoltare musica dal vivo e trovare occasioni sane di partecipazione alla vita della comunità. Ma di tutto questo nulla si intravede nelle scelte politiche dell’amministrazione.
Chi amministra una città ha il dovere di affrontare i problemi, non di negarli o scaricarli su altri. Per questo chiediamo all’amministrazione di cambiare approccio e di aprire finalmente una riflessione seria e condivisa sul futuro della città, coinvolgendo istituzioni, associazioni, esercenti e cittadini. Chiavari ha bisogno di più ascolto, più visione e più responsabilità: continuare a voltarsi dall’altra parte non è più un’opzione.”