Dopo gli attacchi sul tema dei fiumi Entella e Rupinaro da parte dell’attuale amministratore di Palazzo Bianco, arriva la replica del consigliere comunale Nicola Orecchia, dell’ex sindaco Roberto Levaggi e del consigliere regionale Sandro Garibaldi.
La replica
“E quasi un onore essere citati da Messuti e Segalerba come gli amministratori che, secondo loro, avrebbero sbagliato le scelte sulla messa in sicurezza del territorio.
Peccato che, nel farlo, dimentichino di raccontare ai cittadini la verità.
Messuti e Segalerba ci accusano oggi di aver approvato, nel 2013, l’Accordo di programma tra Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova (in allora Provincia), Comune di Chiavari, Comune di Lavagna, Comune di Carasco e Comune di Cogorno per la messa in sicurezza del fiume Entella.
Non dicono, però, che quell’accordo consentì di garantire oltre 10 milioni di euro di investimenti per la sicurezza del territorio e che obbligava la Regione ad eseguire, tra gli interventi, anche il rifacimento dell’argine dell’Entella a monte del ponte della Maddalena fino alle Caserme, proprio nella zona dove storicamente si sono verificate le ultime esondazioni.
Se quella decisione era davvero così sbagliata, perché Messuti e Segalerba che hanno governato da oltre dieci anni si svegliano solo ora e non hanno fatto nulla per bloccarla? Eppure Segalerba ha ricoperto ruoli apicali anche in Città Metropolitana ma allora andava tutto bene?
E soprattutto, perché nel 2018 Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova e Comune di Chiavari hanno revocato quell’Accordo di programma, facendo venir meno proprio l’intervento più utile di messa in sicurezza degli argini a monte della Maddalena?
La differenza tra noi e questa amministrazione sta nei fatti.
Noi, dopo le drammatiche alluvioni del 2002 e del 2014, abbiamo avviato un percorso concreto di mitigazione del rischio: in meno di due anni abbiamo ricostruito due ponti sul Rupinaro, in via Castagnola e a Sampierdicanne, senza piloni centrali, abbiamo rifatto argini e abbiamo realizzato interventi di pulizia dell’alveo dell’Entella e iniziato la sistemazione dei rii Rostio e Lamma.
E lo abbiamo fatto in un periodo nel quale i Comuni dovevano operare con vincoli finanziari molto più stringenti di quelli attuali, riuscendo ciononostante a reperire circa 6,5 milioni di euro di finanziamenti e stanziando circa 3 milioni di risorse comunali, destinati alla prosecuzione degli interventi di messa in sicurezza che questa Giunta non ha saputo investire.
Dal 2017 ad oggi, infatti, ci saremmo aspettati che chi ha amministrato Chiavari avesse proseguito il lavoro impostato, completando le opere già individuate: dal rifacimento degli argini all’eliminazione delle pile centrali dei ponti di Corso Italia, Viale Tappani e della Ferrovia, per le quali esistevano già progettazioni e interlocuzioni avviate.
E invece nulla!
Ma non solo.
L’attuale maggioranza non solo non ha saputo intercettare nuovi finanziamenti (perdendo ben due bandi ministeriali per la sistemazione idraulica del Rupinaro e per la progettazione dello scolmatore), ma ha anche stornato circa 1,6 milioni di euro destinati alla sistemazione idraulica del Rupinaro per finanziare altre opere certamente non prioritarie rispetto alla sicurezza del territorio.
La sicurezza del territorio non si realizza con le dichiarazioni, con i post sui social o con i manifesti.
Noi alle polemiche e le auto celebrazioni abbiamo preferito progetti, finanziamenti e opere.
Con questa giunta invece Chiavari continua a dover fare i conti con allagamenti e criticità idrauliche alle prime piogge intense.”