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sestri levante

Foibe, l'opposizione accusa la giunta di negazionismo

Conti e Stagnaro: "Invitiamo il sindaco Valentina Ghio a ritirare il patrocinio all'iniziativa e a chiedere scusa alle comunità giuliano-dalmate"

Foibe, l'opposizione accusa la giunta di negazionismo
Politica Sestri - Val Petronio, 20 Aprile 2022 ore 17:10

"Non abbiamo parole. Un incontro pubblico, organizzato dal Comune di Sestri Levante e da Mediaterraneo per presentare un libro dichiaratamente revisionista sul dramma delle foibe, a introduzione del 25 aprile": intervento polemico dei consiglieri di opposizione a Sestri Levante Giancarlo Stagnaro (capogruppo) e Marco Conti di Fratelli d'Italia contro la presentazione del libro "E allora le foibe?" in programma il 23 aprile.

"Sabato 23 - si legge -  sarà ospite di Sestri Levante Eric Gobetti, storico allievo di Luciano Canfora (quello che definisce nazisti gli ucraini e Giorgia Meloni che li difende), che presenterà “E allora le foibe?”, un testo che si propone di riscrivere la storia per eliminare quelle che lui definisce “narrazioni di impronta nazionalista”, o “immaginario collettivo”, riferendosi persino alle posizioni dei presidenti della Repubblica che hanno proposto e difeso la Giorno del Ricordo, da Ciampi fino a Napolitano e Mattarella".

"Scelta gravissima"

“E' gravissima la scelta del Comune di Sestri Levante – attaccano Giancarlo Stagnaro e Marco Conti, capogruppo e consigliere di Fratelli d'Italia -. Eric Gobetti, tra l'altro è noto, per non gradire mai un dibattito a più voci, rifiutando in ogni occasione di sostenere le proprie teorie in contraddittorio. E' giusto e legittimo che ognuno abbia la propria idea, non altrettanto tollerabile che un'istituzione, quale è un Comune, debba organizzare e sostenere incontri in contrasto con la legge italiana che ricorda, celebra e impone di divulgare l'orrore delle stragi e la pulizia etnica contro le popolazioni italiane da parte dei partigiani comunisti di Tito. Invitiamo il sindaco Valentina Ghio a ritirare il patrocinio all'iniziativa e a chiedere scusa alle comunità giuliano-dalmate e della Venezia Giulia, oltre che alla memoria infangata delle vittime delle foibe”

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