di Massimo Lagomarsino
La politica dovrebbe essere l’arte dell’ascolto, soprattutto nei confronti della gente, ma anche delle altre opinioni: solo ascoltando, infatti, si può arrivare ad un confronto costruttivo. La semplificazione della politica però preferisce sconfinare nel gossip sortendo effetti diversi. Così la presenza del consigliere regionale Giovanni Boitano (Noi Moderati) alla Leopolda ha destato curiosità ed una miriade di commenti. Resta il fatto che ascoltare Matteo Renzi è sempre interessante, non a caso è salito sul palco persino Pierferdinando Casini. In sostanza si è trattato di un incontro tra esponenti d’ antan della Democrazia Cristiana.
Ha fatto scalpore la presenza del consigliere regionale alla convention di Matteo Renzi alla Leopolda
Intendiamoci, per motivi anagrafici Renzi non ha fatto in tempo a militare nel partito fondato da don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi. Quando ha iniziato ad occuparsi di politica la Balena Bianca, così come buona parte degli altri partiti della cosiddetta Prima Repubblica, era stata travolta da Tangentopoli. Ha mosso i primi passi nel Partito Popolare Italiano che della Dc è stato l’erede. Boitano la storia dello Scudo Crociato la conosce benissimo. Nel suo primo impegno politico, in Comune a Favale di Malvaro, aveva già la tessera della DC in tasca. Uomo di centro è nato ed uomo di centro continua ad esserlo. Lontano dagli estremismi e dalla politica gridata che oggi va tanto di moda. Boitano ascolta, ragiona e decide. Continua ad essere al centro, in un centro che cambia e cerca una sua collocazione, possibilmente stabile, nell’agone politico.
Politico esperto da sindaco di Favale, Boitano è stato prima assessore con Claudio Burlando e poi consigliere regionale
La presenza alla Leopolda rappresenta un atto d’amore non verso Renzi, ma nei confronti della Polis, la partecipazione alla vita politica del Paese. Ecco lo spirito della presenza di Boitano alla Leopolda, ma questo sfugge a quanti non conoscono l’essenza della Polis e preferiscono confonderla e derubricarla con “un cambio di casacca”.