Giovanni De Paoli si scaglia contro il commissario prefettizio di Lavagna

"Mi tratta con sufficienza". Lettera aperta del consigliere regionale a D'Attilio che è stata inviata per conoscenza al Prefetto Spena e al presidente della Regione Toti

Giovanni De Paoli si scaglia contro il commissario prefettizio di Lavagna
07 Novembre 2017 ore 16:03

Il consigliere regionale della Lega Nord Giovanni De Paoli, oggi ha scritto una lettera aperta al commissario prefettizio del Comune di Lavagna Paolo D’Attilio che è stata inviata per conoscenza al Prefetto di Genova Fiamma Spena e al presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

“Mi tratta con sufficienza”. Lettera aperta del consigliere regionale della Lega Nord a Paolo D’Attilio che è stata inviata per conoscenza al Prefetto di Genova Fiamma Spena e al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

“Egregio commissario – scrive il consigliere originario di Valletti, frazione di Varese Ligure ma residente a Lavagna – il 4 novembre è la Festa delle Forze armate e dell’Unità d’Italia. Forse lei, purtroppo al pari di alcuni italiani, non ne conosce a fondo il vero significato. Il protocollo dei festeggiamenti del 4 novembre, infatti, prevede innanzitutto la commemorazione dei Caduti della Grande Guerra con deposizione di corone d’alloro ai sacrari, la resa degli onori militari, la cerimonia di innalzamento della bandiera italiana con il conseguente inno di Mameli, la partecipazione di Autorità civili, militari e religiose. Tuttavia, a Lavagna ho visto ben poco di tutto questo: non è stato suonato neanche il Canto degli italiani. Inoltre – prosegue nella missiva De Paoli – mi permetto di ricordarle che a Lavagna è stato commissariato il Comune, non la Regione Liguria. Forse a lei questo fatto non è del tutto chiaro, visto e considerato che non perde occasione per limitare al sottoscritto, con metodi discutibili, che secondo me sono pure inurbani, di partecipare a cerimonie pubbliche come quella del 4 novembre scorso, dimostrando così di avere scarsa sensibilità e rispetto verso l’istituzione democratica che, forse suo malgrado, io rappresento, essendo consigliere regionale in carica, perché eletto democraticamente dal popolo, e non qui per gentile concessione di qualcuno. Ogni volta, qui a Lavagna, ho la sensazione di essere trattato con sufficienza e poca educazione – sostiene l’esponente del Carroccio – ho partecipato a molti eventi in rappresentanza di Regione Liguria. Sono sempre stato ben accolto e rispettato per il ruolo che ricopro. Solo nella città in cui risiedo, appunto Lavagna, ho la sensazione di essere trattato in modo inurbano e proprio da lei, egregio commissario, che invece dovrebbe rispettare le istituzioni ed è stato nominato qui per ristabilire la legalità e la democrazia. Pertanto – si domanda De Paoli – questo suo modo di agire nei confronti di un altro rappresentante delle istituzioni, democraticamente eletto, come lo può definire? Rispettoso del ruolo, del cittadino, legale e democratico?”

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