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Giovanni Toti si è dimesso

Dalla carica di presidente della Regione Liguria, consegnata la lettera

Giovanni Toti si è dimesso
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Giovanni Toti si è dimesso dalla carica di presidente della Regione Liguria: nella mattina di oggi, venerdì 26 luglio, ha consegnato all'assessore Giacomo Giampedrone la lettera di dimissioni all’Ufficio Protocollo della Regione, indirizzata al presidente ad interim Alessandro Piana e al presidente del consiglio regionale, Gianmarco Medusei.

La lettera:

"Io sottoscritto, Giovanni Toti, con questa mia rassegno dimissioni irrevocabili da presidente della Giunta regionale della Liguria, carica alla quale sono stato proclamato con atto dell’ufficio centrale per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Liguria presso la Corte di appello di Genova in data 8/10/2020.

Inoltro questa mia alle autorità in indirizzo per tutte le competenze di legge relative alla gestione transitoria dell’ente e l’avvio delle procedure per l’indizione di nuove elezioni".

Il percorso in vista delle elezioni

In base all’art. 126 della Costituzione le dimissioni del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti comportano automaticamente le dimissioni della Giunta regionale e lo scioglimento anticipato del Consiglio.
Da quel momento il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il presidente facente funzioni entrano in regime di prorogatio fino all’insediamento del nuovo consiglio regionale e della nuova Giunta, per assicurare la continuità amministrativa dell’Ente e poter compiere quelle attività di ordinaria amministrazione o atti indifferibili e urgenti che si rendessero necessari nel periodo transitorio.
Dal punto di vista istituzionale le elezioni verranno convocate dal presidente facente funzioni della Giunta regionale Alessandro Piana d’intesa con la presidente della Corte d’Appello di Genova e si svolgeranno entro il termine di 90 giorni dalla data delle dimissioni.

"La Giunta ringrazia sentitamente Giovanni per l'importante lavoro svolto in questi anni -dichiara il presidente ad interim Alessandro Piana- e si augura che possa ritrovare quanto prima la giusta libertà personale e familiare. Ora proseguiamo in questo periodo verso le elezioni con tutta quella serie di impegni necessari per la Liguria nell'ambito dell'ordinaria amministrazione".

 

La dichiarazione del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle in Regione:

“Finalmente. Era dall’8 maggio che chiedevamo il doveroso passo indietro di Giovanni Toti. E come abbiamo sempre detto, la Liguria non poteva rimanere appesa alle sue vicende giudiziarie, per le quali si difenderà nelle sedi opportune. Il nostro è sempre stato un giudizio politico. Oggi si sono concretizzate le sue dimissioni: era l’ora. Dispiace che si sia arrivati a questo epilogo dopo aver tenuto la Regione in ostaggio per 2 mesi e mezzo. Ora si restituisca la parola agli elettori, la cui decisione è e sarà per noi sempre sovrana”.

Lo dichiarano il capogruppo regionale del M5S Fabio Tosi con il collega di Gruppo Paolo Ugolini commentando la notizia delle dimissioni di Toti.

 

Maestripieri (Cisl Liguria): “Al centro del dibattito politico sia il futuro della Liguria”
"Apprendiamo la notizia delle dimissioni di Giovanni Toti dalla carica, già sospesa, di presidente della Regione Liguria. Senza entrare nel merito dell'inchiesta giudiziaria in corso, non avendone né titolo né competenza, la Cisl auspica che la Regione possa avere in tempi ragionevoli una guida solida e con la giusta visione di crescita e sviluppo. Ci appelliamo, in questo senso, a tutte le forze politiche affinché si riporti al centro del dibattito pubblico il futuro del territorio. Lavoro, sanità, infrastrutture, benessere delle persone, opportunità di crescita per le nuove generazioni: sono questi i temi che devono animare l'agenda politica ligure in vista del prossimo appuntamento elettorale"

Natale (PD): “Quanto avvenuto oggi la certificazione del fallimento di Toti e della sua politica. Ora si apra una nuova pagina che guardi al futuro e rompa con il sistema personalistico instaurato dal centrodestra”

“Quanto avvenuto oggi è la certificazione del fallimento di Toti e della sua politica. Una politica che ha anteposto gli interessi di pochi a quelli dei liguri pensando a una sorta di impunità che è teorizzata anche da altri esponenti del centrodestra ligure e nazionale. Il giudizio non è della magistratura e della legge ma è figlio del mandato elettorale.

Il disastro del centrodestra ligure è confermato da quanto non è stato fatto in questi anni: la sanità allo sbando retta solo dal sacrificio degli operatori, l'opacità nell’amministrazione, l’assenza di concrete politiche ambientali, la mancanza di un piano industriale capace di rilanciare la presenza di grandi gruppi nella nostra regione e politiche per la casa e per le nuove generazioni del tutto assenti.

Ora si deve aprire una nuova pagina che sappia guardare al futuro e che rompa un sistema che ha relegato la Liguria a un ruolo marginale nello scacchiere nazionale. Si parta dal no secco al trasferimento della nave rigassificatrice e si metta al centro il tema sanitario e quello del lavoro”.

Il commento dell'UDC Liguria:
"L'UDC Liguria pur non entrando nelle questioni legali, ringrazia il Presidente Toti per il suo atto di responsabilità verso i cittadini liguri. Adesso è l'ora di portare avanti i progetti in essere e guardare alle prossime elezioni con la certezza che la coalizione di centro destra saprà proporre un candidato all'altezza che potrà portare avanti quanto intrapreso fino ad ora ma anche correggere il tiro su temi importanti quali, per esempio la sanità pubblica. L'UDC è pronta a scendere in campo con i suoi valori e competenze ,coesa con gli alleati della coalizione, per una Liguria ancora più forte con un ruolo di primo piano nel panorama nazionale."

Gianni Pastorino (Linea Condivisa): “Ora un nuovo capitolo per la Liguria”

“Oggi, con le dimissioni di Giovanni Toti, si chiude una lunga e controversa stagione politica per la nostra regione - lo dichiara il Capogruppo di Linea Condivisa in Consiglio Regionale Gianni Pastorino - Toti non è più presidente della Liguria, questo momento rappresenta una svolta cruciale per il futuro del nostro territorio.

Desidero innanzitutto ribadire il nostro impegno per una cultura garantista. La giustizia deve seguire il suo corso naturale, e noi rispettiamo profondamente questo principio. Tuttavia, sin dal 7 maggio 2024, giorno in cui Toti è stato sottoposto agli arresti domiciliari, ho chiesto con forza ogni giorno le sue dimissioni. È fondamentale che le donne e gli uomini liguri possano nuovamente esprimersi e scegliere un nuovo governo per la regione.

In realtà si sono persi più di due mesi. Toti potrà pure dimostrare alla magistratura la sua innocenza, ma era evidente fin dall’inizio che non si potesse governare una regione, fatta di donne, uomini, povertà, lavoro, ambiente, imprese, disuguaglianza, insomma un corpo vivente, dagli arresti domiciliari. E oggi appaiono ancor più ridicole e incomprensibili le arroganti dimostrazioni di forza dei giorni scorsi delle consigliere e dei consiglieri di centrodestra, primi peraltro ad abbandonate Toti al suo destino.

Ora tocca a noi, al centrosinistra, dimostrare di essere una valida alternativa. Abbiamo l’opportunità e la responsabilità di costruire una Liguria diversa, una Liguria che non sia più nelle mani di un centrodestra che ha governato per nove anni. Vogliamo una regione con maggiore equità sociale, una sanità più accessibile e attenta ai bisogni delle persone, una cura e attenzione più decise per l’ambiente, e uno sviluppo economico che crei posti di lavoro dignitosi e condizioni di vita migliori per tutti.

Questa è la sfida che accettiamo con entusiasmo e determinazione. Toti oggi se n’è andato, non solo termina una stagione politica, ma anche un periodo in cui il nostro presidente si era trasformato in un doge, allontanandosi dal ruolo politico che dovrebbe rappresentare. È il momento di tornare a governare questa regione con responsabilità e trasparenza.

I liguri e le liguri meritano un governo capace, onesto e vicino alle loro esigenze, anche quando le situazioni saranno difficili e complesse. Siamo pronti a raccogliere questa sfida e a lavorare per un futuro migliore, evitando gli errori del passato. Oggi è una giornata importante e positiva per la nostra regione.

Uniti e determinati, possiamo costruire insieme una Liguria più giusta in cui sia possibile avere uno sviluppo economico e sociale condiviso dalle persone”.

 

La nota del coordinatore regionale di FDI, on. Matteo Rosso, del sen. Gianni Berrino, dell'on. Maria Grazia Frijia, degli assessori della giunta regionale ligure Simona Ferro e Augusto Sartori, del capogruppo in Regione Stefano Balleari e della consigliera Veronica Russo:

“Ringraziamo Giovanni Toti per il lavoro svolto in questi nove anni; ha ereditato una Liguria messa in ginocchio dalle giunte di sinistra e l'ha rilanciata con grande forza, investendo su infrastrutture, sviluppo turistico e crescita economica.

A breve i liguri saranno chiamati a scegliere tra continuare ad andare avanti, o restituire la Regione ad una sinistra che ha tenuto in ostaggio la Liguria per decenni e riporterebbe indietro le lancette della storia."

 

Lista Toti: "Grazie presiedete per aver fatto rinascere la Liguria, sempre al tuo fianco"

“Grazie! Grazie di tutto presidente. Oggi che hai scelto di lasciare il tuo incarico l'unica parola da dirti è questa.

Grazie per aver risollevato e dato dignità alla Liguria. Grazie per aver fatto crescere questa regione, per averle restituito la speranza nel futuro, per aver interrotto il declino a cui era stata condannata, per averle regalato una crescita esponenziale in tutti i settori, certificata dai dati incontestabili di tutti gli indicatori, gli enti e gli osservatori economici.

Grazie per aver portato una politica nuova. Per aver riavvicinato i cittadini. Per aver restituito i sorrisi e la voglia di impegnarsi. Per aver portato il nome e le immagini della nostra terra nel mondo che non la conosceva.

Oggi, nel giorno in cui dopo tre mesi di sofferenza, hai scelto di lasciare la presidenza, vogliamo dirti grazie anche per questo. Per aver avuto il coraggio di resistere, di condurre una battaglia di civiltà, di anteporre anche in questa situazione l'interesse dei liguri al tuo personale, che ti avrebbe consigliato dimissioni immediate per ritrovare subito la libertà personale. Grazie per l'esempio che ci hai dato, affrontando e respingendo a testa alta accuse che non ti appartengono, con la determinazione di chi non baratta la propria dignità”.

Così i dirigenti, gli amministratori, gli eletti, tutti gli iscritti della Lista Toti accolgono la notizia delle dimissioni del presidente Giovanni Toti, presentata questa mattina in Regione.

Cristina Lodi, Segretaria Regionale Azione Liguria: 
"Il fallimento politico di Toti già più volte da noi denunciato  è stato su  sanità, ciclo dei rifiuti, agricoltura e pesca,  infrastrutture, ambiente. energia e politiche sociali  con una regione sempre più anziana e sempre meno in crescita demografica , marginale rispetto al nord ovest e alla macroregione. E tutto questo a prescindere dall'indagine che lo ha coinvolto e che lo vedrà innocente fino al terzo grado di giudizio. Azione Liguria da mesi sta  lavorando e continuerà a farlo su proposte  per un Governo alternativo che ridia speranza e valore ad una Regione  strategica con le sue peculiarità economiche e sociali. . Ci aspettano mesi di lavoro spinti però da una grande speranza : consegnare ai liguri un Governo della regione alternativo, forte e innovativo "

Muzio (FI): “Grande tristezza e amarezza. Massimo impegno per non consegnare la Regione a una sinistra giustizialista e priva di equilibrio”.

“Le dimissioni del presidente Toti, che ho accolto con grande tristezza e amarezza, meritano il massimo rispetto da parte di tutti, sia per le circostanze nelle quali sono maturate, sia in ragione del fondamentale contributo che egli ha portato per il cambiamento e la rinascita della Liguria dopo tanti anni di declino e immobilismo. Il fatto che un presidente di Regione democraticamente scelto dai cittadini debba giungere a questo passo non a sèguito di libere elezioni deve in ogni caso fare riflettere chiunque abbia a cuore i principi costituzionali, a partire dall’art. 1, secondo cui la sovranità appartiene al popolo, e dall’art. 27, secondo cui un cittadino è innocente fino a sentenza definitiva”. È quanto dichiara Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Liguria.
“L’impegno a cui anche personalmente mi sento chiamato - prosegue Muzio - è quello di portare avanti con ancora più determinazione il lavoro realizzato con la maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale in questi nove anni, i tanti buoni provvedimenti per la crescita, l’attenzione al territorio e ai nostri Comuni, il sostegno alle persone fragili e in difficoltà. Farò tutto quello che democraticamente mi è consentito per non riconsegnare la Regione ad una coalizione di sinistra che in questa vicenda ha dimostrato, da ultimo nella seduta di Consiglio di ieri, un preoccupante ed inaccettabile giustizialismo, una mancanza di equilibrio e di senso delle istituzioni che meritano di essere tenute ancora lontano dalla guida della Liguria”.
“Se avevo qualche dubbio sulla mia possibile ricandidatura a consigliere regionale – conclude il capogruppo di Forza Italia - quanto accaduto ieri nella seduta di Consiglio mi ha definitivamente chiarito le idee: mi candiderò e ce la metterò tutta, come sempre”.
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