Politica

Il Comune di Chiavari revoca l’autorizzazione al Comitato Remigrazione e Riconquista

Il Comitato Remigrazione e Reconquista, formato da quattro sigle dell’estrema destra, tra le quali CasaPound, non ha sottoscritto una dichiarazione di antifascismo

Il Comune di Chiavari revoca l’autorizzazione al Comitato Remigrazione e Riconquista

“Come sindaco intendo far rispettare la Costituzione: non verrà concesso nessuno spazio pubblico a chi non sottoscrive formalmente il rispetto e il riconoscimento dei valori democratici e antifascisti”. Lo ha annunciato il sindaco di Chiavari, Federico Messuti.

Comitato Remigrazione e Riconquista aveva ricevuto il via libera da parte del Comune, Settore V – Servizio Occupazione Suolo Pubblico, e domani, sabato 18 aprile, sarebbe stato in piazza Mazzini, dalle 15.30 alle 19.30, per raccogliere firme a sostegno della proposta di legge per la remigrazione. Ma oggi, venerdì 17 aprile, Palazzo Bianco ha negato la concessione dello spazio pubblico.

Il Comitato Remigrazione e Reconquista, formato da quattro sigle dell’estrema destra, tra le quali CasaPound, non ha sottoscritto una dichiarazione di antifascismo

Al Comitato Remigrazione e Reconquista, formato da quattro sigle dell’estrema destra, tra le quali CasaPound, era stato chiesto la firma di una dichiarazione di antifascismo, relativa a un’autorizzazione già concessa.

“Il Comitato Remigrazione e Riconquista ad oggi non ha sottoscritto l’impegno. Su questo non ci possono essere ambiguità – ha aggiunto il primo cittadino – l’autorizzazione è revocata. Chiavari è una città antifascista e non farà alcun passo indietro su questo. I valori della Costituzione non sono negoziabili: rappresentano un presidio fondamentale contro razzismo, xenofobia, violenza di genere, intolleranza religiosa e contro ogni forma di fascismo”.

Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Anpi, Cgil, Uil, Europa Verde, Sinistra Italiana, Rifondazione comunista e Azione avevano invitano il Comune di Chiavari, nei giorni scorsi, a fare chiarezza:

“Il Comitato Remigrazione e Riconquista – animato tra le altre sigle da Casapound, organizzazione apertamente neofascista, e Veneto Fronte Skinhead, organizzazione neonazista – ha ribadito anche a mezzo stampa che sabato 18 aprile sarà comunque a Chiavari per svolgere una sua iniziativa su uno spazio pubblico. Lo farà forte di un’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico rilasciata dagli uffici comunali il 9 aprile scorso, senza che fosse stata verificata la condizione posta dalla deliberazione del consiglio comunale di Chiavari del 2018, cioè il riconoscimento e il pieno rispetto dei valori costituzionali e dell’antifascismo da parte delle organizzazioni richiedenti. Solo il 15 aprile – dopo le prese di posizione di Anpi e Cgil Tigullio – il Comune ha richiesto al Comitato la firma di una dichiarazione di adesione a quei principi. Il Comitato ha risposto con un comunicato in cui di fatto ne disconosce il valore, rivendicando di avere titolo sulla base dell’autorizzazione già ottenuta e annunciando che il presidio quindi si terrà comunque. La situazione è assai grave. Un’organizzazione di ispirazione neofascista ha ricevuto un’autorizzazione che non avrebbe mai dovuto ottenere senza il preventivo rispetto delle condizioni poste dal consiglio Comunale di Chiavari. Ora che quella mancanza è emersa, e ora che il Comitato non riconosce valore a quel documento di adesione ai principi costituzionali e antifascisti, pensiamo che non esista margine di ambiguità: l’autorizzazione va immediatamente revocata. Il sindaco Federico Messuti ha dichiarato che l’antifascismo è per Chiavari un valore imprescindibile. Siamo d’accordo. Ma i valori imprescindibili richiedono atti coerenti, non solo dichiarazioni. La delibera del 2018, approvata all’unanimità dall’intero consiglio comunale, esiste proprio per situazioni come questa ed è uno strumento di garanzia democratica che l’amministrazione comunale ha il dovere di applicare e far rispettare. Chiediamo pertanto al sindaco Messuti di revocare senza indugio l’autorizzazione al presidio del Comitato Remigrazione e Riconquista di domani. Farlo è un atto di coerenza istituzionale. È il rispetto e la tutela della storia democratica di Chiavari, città che della Resistenza e della lotta partigiana porta il segno profondo. Ed è, a una settimana esatta dalle celebrazioni del 25 aprile, il minimo che ci si possa aspettare dalle istituzioni. Consentire che formazioni apertamente fasciste occupino gli spazi pubblici di Chiavari, tanto più nelle settimane che precedono la Festa della Liberazione, non è una questione di ordine pubblico o di procedura amministrativa, ma è una questione di identità civile e istituzionale e di rispetto dei valori democratici. Noi, da parte nostra, comunque, non resteremo in silenzio. Sabato 18 aprile, dalle ore 15 alle ore 18, saremo in piazza Matteotti per un presidio civico e democratico, a difesa dei valori dell’antifascismo e della Costituzione e per raccogliere firme per chiedere lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste. Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini che condividono questi valori a essere presenti”.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’onorevole ed ex sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio:

“Non è accettabile che uno spazio pubblico venga concesso a realtà che si richiamano apertamente a ideologie neofasciste e neonaziste. A Chiavari è accaduto esattamente questo, e non basta rifugiarsi dietro un iter amministrativo per giustificare una scelta che è prima di tutto politica e istituzionale. Esiste una delibera chiara del consiglio comunale che vincola l’utilizzo degli spazi pubblici al pieno riconoscimento dei valori costituzionali e antifascisti. Quel passaggio non può essere considerato formale o secondario: è la condizione che legittima l’autorizzazione. Chiavari è una città con una forte tradizione democratica e antifascista. Non si può consentire che, proprio nei giorni che precedono il 25 aprile, vengano occupati spazi pubblici da organizzazioni che negano quei valori. Per questo il sindaco deve intervenire per revocare la concessione. Difendere i principi costituzionali significa applicarli, non limitarli a dichiarazioni di principio”. Lo ha detto il vice presidente del gruppo Pd alla Camera dei deputati.