Ordinanza immigrazione, Viale: «Ai sindaci liguri per far ordine nella gestione dell’emergenza»

Il testo prevede che i Primi Cittadini siano avvertiti preventivamente di ogni progetto di accoglienza

Ordinanza immigrazione, Viale: «Ai sindaci liguri per far ordine nella gestione dell’emergenza»
14 Settembre 2017 ore 12:38

«Dopo il parere espresso da Anci Liguria ed Anci nazionale, i sindaci liguri adottino il modello di ordinanza messa a loro disposizione da Anci Liguria per fare ordine nella caotica gestione dell’emergenza immigrazione». È l’invito rivolto dalla vicepresidente della Regione Liguria e assessore all’Immigrazione Sonia Viale alla luce del ‘fac-simile’ di ordinanza contingibile e urgente pubblicato sul sito e sul profilo Facebook di Anci Liguria e messo a disposizione dei primi cittadini liguri.

«I sindaci debbono poter sapere preventivamente dell’arrivo di immigrati»

«Sono soddisfatta – afferma la vicepresidente Viale – perché ho raccolto il disagio e i problemi dei sindaci liguri costretti a leggere sui giornali dell’arrivo nel loro comune di immigrati, ai quali devono poi corrispondere servizi di welfare. A questo problema era stata trovata una soluzione nell’ordinanza adottata dal sindaco del Comune di Palazzago. Il fac-simile di ordinanza messa oggi a disposizione da Anci Liguria come modello per i sindaci liguri garantisce ai sindaci di sapere, preventivamente, dell’arrivo di immigrati sul proprio territorio, evitando, come già accaduto in passato, di venirne a conoscenza a posteriori, tramite gli organi di stampa. Un fatto quantomeno inaccettabile, in quanto i sindaci sono responsabili della propria comunità alla quale devono garantire l’erogazione di servizi. L’ordinanza – conclude l’assessore regionale all’Immigrazione – è da oggi a disposizione di tutti i sindaci liguri, che mi auguro l’adottino al più presto».

Profughi, polemiche e scontro politico anche nel Levante

L’accoglienza dei profughi ha in queste settimane creato non poco scompiglio nel Levante genovese: 700 in totale i richiedenti asilo da ospitare sul territorio ligure, ma molti comuni si sono opposti strenuamente – come quello di Portofino. Solo quello di Recco – pur “ideologicamente” contrario alla normativa vigente – non ha esitato a “piegarsi” di fronte all’obbligo istituzionale di adeguarsi alle disposizioni dello Stato.

Cosa stabilisce l’ordinanza

In sostanza, l’ordinanza prevede che il sindaco, in quanto erogatore di servizi alla propria comunità della quale è responsabile, venga informato preventivamente circa l’intenzione da parte di proprietari di beni immobili di attivare contratti di locazione o di comodato con soggetti che abbiano tra le proprie finalità anche l’ospitalità di richiedenti asilo. I proprietari o gestori dovranno pertanto comunicare entro 48 ore la partecipazione ai bandi delle Prefetture, gli esiti degli stessi, la sottoscrizione di accordi con amministrazioni pubbliche deputate alla gestione emergenza profughi. In particolare dovranno produrre il contratto stipulato con indicazione precisa dell’atto di agibilità dei locali e del numero di richiedenti asilo da ospitare con allegata copia di conformità degli impianti. Dovranno inoltre essere comunicate ogni quindici giorni quanti siano i soggetti presenti, la provenienza degli stessi ed ogni informazione riguardante la salute. Particolarmente severe le sanzioni previste fino a 15.000 euro per ogni violazione.

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