«I controlli li abbiamo sempre chiesti, però devono essere fatti bene, utilizzando strumenti adeguati e dati correttamente interpretati»: a Sestri Levante il gruppo consiliare di minoranza “Progresso per Sestri”, dopo le considerazioni espresse ieri, torna sul tema dell’imposta di soggiorno.
Il punto di Progresso per Sestri
«Il gruppo Progresso per Sestri torna sul tema dell’imposta di soggiorno per ribadire un fatto semplice: i controlli li abbiamo sempre chiesti, più volte e formalmente in Consiglio Comunale, denunciando lo scollamento evidente tra numero di appartamenti turistici e gettito reale. Un tema, come spesso accade, affrontato nel silenzio della maggioranza consiliare. Proprio per questo, però, i controlli devono essere fatti bene, utilizzando strumenti adeguati e dati correttamente interpretati. In caso contrario producono solo atti sbagliati, contenziosi, perdita di tempo e nessun reale beneficio per le casse pubbliche.
Il nostro intervento ha riguardato esclusivamente il metodo utilizzato negli accertamenti sull’annualità 2020, basato su dati aggregati che ignorano un elemento fondamentale: l’imposta di soggiorno era dovuta solo per i primi cinque giorni di permanenza. Applicare lo stesso incrocio dati agli appartamenti ad uso turistico, dove i soggiorni durano spesso 15 o 30 giorni, significa confondere le presenze con l’evasione.
È un po’ come affidare alla Polizia Locale un autovelox non tarato: si possono anche fare molte multe, ma il risultato saranno ricorsi, annullamenti e zero incassi, non certo una gestione efficiente delle entrate. Colpisce, inoltre, leggere dichiarazioni così diverse all’interno della stessa Amministrazione.
Da un lato il sindaco Solinas, che in un video risponde con accuse scomposte, sposta il tema su altri anni e altri bilanci e arriva persino a insinuare che chi solleva un problema tecnico voglia “tutelare gli evasori”. Un modo di argomentare la cui pochezza si commenta da sola. Forse perché ha dato fastidio ricordare un dato semplice: in tre anni questa Amministrazione ha prelevato circa tre milioni di euro di tasse in più dalle tasche dei cittadini.
Dall’altro lato il vicesindaco Muzio, che a mezzo stampa riconosce la possibilità di errori materiali, ammette che non tutti i casi portano automaticamente ad accertamenti e afferma che, se emergono criticità, gli atti vanno corretti. Una posizione più seria e più aderente alla realtà.
Cogliamo con interesse anche la sua apertura sul tema della regolamentazione degli appartamenti turistici e sull’ipotesi di istituire aree con limiti o divieti. Ricordiamo però che questa proposta era già stata avanzata da Progresso per Sestri con un ordine del giorno in Consiglio Comunale a dicembre ed era stata bocciata proprio dalla maggioranza oggi al governo della città. Fa piacere constatare che, col tempo, stiano cambiando idea.
Progresso per Sestri continuerà a sostenere la necessità dei controlli quando sono seri, corretti e utili. Ma non accetterà che errori evidenti vengano mascherati da battaglie ideologiche o slogan ad uso social. Perché quando i controlli sono impostati male, non si colpisce l’evasione: si colpiscono cittadini e operatori in regola, si intasano gli uffici di ricorsi e si dimostra solo una preoccupante confusione amministrativa».