Elezioni comunali 2024

Incontro sul porto di Lavagna, sala gremita con Lapetina

Si tratta del primo incontro pubblico organizzato dalla lista “Lavagna Insieme”

Incontro sul porto di Lavagna, sala gremita con Lapetina
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Nella mattinata di oggi, sabato 20 aprile, si è svolto presso l'Auditorium Campodonico di Lavagna il primo incontro pubblico organizzato dalla lista “Lavagna Insieme” per la campagna elettorale di Claudio Lapetina.

Grande partecipazione

“Il primo segnale da sottolineare è la grande partecipazione a questo nostro primo incontro - sottolinea il candidato sindaco Claudio Lapetina - sinonimo di quanto la cittadinanza senta la necessità di essere messa al corrente di tutto quello che succede nel nostro comune. L’incontro di oggi non era indirizzato esclusivamente alla critica all’operato della Giunta, ma soprattutto voleva dimostrare che esiste una proposta alternativa concretamente realizzabile che sarebbe nell’interesse dei cittadini e non in quello di un concessionario privato, che avrebbe una concessione di ben 50 anni".

È stato possibile ascolta il contributo dell'avvocato Gianní e avere il saluto del consigliere regionale Lilli Lauro.

“I porti turistici sono di massima importanza, un vero e proprio volano non solo per la parte turistica, ma oggi sono assolutamente strategici anche a livello economico, è quindi fondamentale che un ente pubblico mantenga il cuore delle decisioni. La ragione fondamentale per cui siamo qui è la necessità di aprire un dibattito pubblico sul tema che in questi anni è evidentemente mancato e perchè non sono stati messi a terra dei percorsi per gestire la partita e per fare funzionare adeguatamente questa ricchezza", così l'onorevole Valentina Ghio.

"Quella del porto è una partita che dovrebbe essere gestita su più livelli istituzionali, e anche su questo punto in questi cinque anni l'amministratore è stata totalmente deficitante - continua il gruppo a sostegno di Lapetina - . Il consigliere regionale Luca Garibaldi ha infatti sottolineato quanto in questi anni non sia mai stato trattato il tema del porto di Lavagna in Regione, quindi come il Comune di Lavagna non abbia mai portato all'attenzione dell'ente la partita e come oggi ci si trovi a gestirla in fretta, senza aver fatto un lavoro di coordinamento e di ascolto né con i cittadini, né con gli operatori, né con le singole marine del Tigullio.

Si sta profilando quindi la stessa scelta di 50 anni fa mentre il mondo va avanti in tutt'altra direzione: riconnettere la città al porto facendo anche un investimento perché generi ricchezza per tutti.

Il sindaco Mangiante si limita a dire che non si può fare una scelta diversa, senza dare spiegazioni: deve decidere, se fare il sindaco o se continuare imperterrito a fare il commercialista.

Anche nell'iter decisionale sul futuro del Porto di Lavagna è fondamentale tutto il percorso che si è instaurato sin dall'inizio per questa campagna elettorale: con i cittadini, con le associazioni, per non fare cadere le scelte dall'alto, come ha ben sottolineato l'eurodeputato Salini".

"L'attuale sindaco - continuano - è riuscito a farsi fare una causa dal gestore del Porto di Lavagna sulla scadenza della concessione e una nuova concessione ai privati potrebbe essere motivo di nuove cause con esiti altamente incerti e costi ovviamente a carico della collettività".

Durante l'intervento dell'avvocato Nannei è stato possibile fugare alcuni dubbi:

"Una strada alternativa rispetto a quella della cessione ai privati è concretamente percorribile attraverso la creazione di una società in house, come avviene già per esempio nei comuni di Portofino e Chiavari, che non richiederebbe nello specifico, al Comune di Lavagna, di accendere nuovi mutui e il cui personale non graverebbe sulle casse del Comune, a differenza di quanto sempre sostenuto dal Sindaco Mangiante."

Ha anche evidenziato che lo stato di dissesto termina lo stesso giorno in cui scade la concessione del Porto, e quindi pur nella necessità di avere un parere preventivo della Corte dei Conti, non ci sarebbero ulteriori vincoli alla creazione della società in house nella forma di una società di capitali.

A nome della minoranza è intervenuto il consigliere comunale Daniele Di Martino che ha ripercorso tutto l'iter della discussione sul progetto e le motivazioni per cui la minoranza aveva già abbandonato la Commissione Speciale e successivamente l'ultima seduta del consiglio comunale:

"Di fronte all’ennesimo atto di arroganza da parte del sindaco Mangiante e della sua maggioranza, con la pretesa di proseguire i lavori consiliari senza un vero democratico confronto con le opposizioni, e la possibilità di intervenire realmente nella definizione della procedura, la minoranza ha abbandonato il Consiglio in protesta per il tentativo di svendita del porto."

Un’ altra sottolineatura è che si sia trattato di una pratica preparata in fretta," che riporta palesi errori e a dir poco raffazzonata".

Ha illustrato inoltre il piano economico finanziario del progetto presentato da F2I e approvato con una forzatura di solo una parte della maggioranza, nell'ultimo consiglio comunale, che prevede ricavi stimati di 1 miliardo di euro per la società a confronto di 80 milioni di investimento complessivo in 50 anni di cui solo una esigua percentuale destinata ad opere di interesse pubblico.

"La sala così gremita, con gente in piedi, è sintomo della volontà dei cittadini e degli operatori, di conoscere e di partecipare alle scelte che decideranno il futuro della nostra città. Questo è il nostro metodo di lavoro e continuerà ad esserlo: insieme a Lavagna, insieme a tutta la cittadinanza. Perché insieme si può", conclude il candidato Lapetina.

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