Infiltrazioni mafiose? La risposta del sindaco Ghio

Dopo le accuse della minoranza, risponde l'amministrazione di Sestri Levante

Infiltrazioni mafiose? La risposta del sindaco  Ghio
10 Ottobre 2017 ore 09:26

L’altra settimana i consiglieri di minoranza Albino Armanino, Marco Conti, Gianfranco Scartabelli e Giancarlo Stagnaro hanno sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione su possibili infiltrazioni mafiose anche all’interno del comune di Sestri Levante, visti i recenti avvenimenti nel comune di Lavagna.

Infiltrazioni mafiose, le parole del sindaco Valentina Ghio

Nei giorni scorsi il sindaco Valentina Ghio ha replicato sostenendo che l’amministrazione già da tempo sta lavorando per impedire infiltrazioni di questo tipo nel tessuto socioeconomico della città: «Sono lieta che dopo circa quattro anni di silenzio anche la minoranza abbia espresso un’opinione sul tema. Se negli anni scorsi avessero esercitato un po’ dell’attenzione che richiedono adesso agli altri, saprebbero che il comune di Sestri Levante da tempo ha messo in campo misure di contrasto alle infiltrazioni nella pubblica amministrazione, con nuove misure di controllo, piani anticorruzione e, unico comune del Tigullio, una rotazione sugli appalti anche per lavori al di sotto dei 40mila euro».
L’amministrazione comunale fa sapere che ha da tempo messo in atto tutte le procedure possibili per contrastare infiltrazioni malavitose. Ne è un esempio il “Piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza” che all’interno ha tutti gli strumenti che servono al comune per poter gestire la cosa pubblica con trasparenza, valore considerato fondamentale per il contrasto dei fenomeni corruttivi.
Inoltre nella “Carta della legalità e della trasparenza degli enti locali”, sottoscritta anche dal comune di Sestri, l’amministrazione si impegna a garantire imparzialità e trasparenza della propria gestione. Il comune ha poi la possibilità di usufruire di una postazione informatica accreditata che gli permette l’accesso diretto alla B.D.N.A., banca dati nazionale antimafia, che ha il compito di semplificare e accelerare il rilascio delle comunicazioni e informazioni antimafia.
«Spesso in questi anni mi sono trovata a partecipare a diverse manifestazioni con pochissimi amministratori a sostegno della legalità – conclude il primo cittadino – Spero che le ultime vicende diano un cambio di rotta».

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