IL TERREMOTO SOCIAL

La portavoce di Toti: “Quelle parole nel tweet sono un’immensa cazzata”

La portavoce di Toti: “Quelle parole nel tweet sono un’immensa cazzata”
Chiavari - Lavagna, 02 Novembre 2020 ore 07:28

In serata, dopo il terremoto scatenato da un tweet (spiegato come un errore dei suoi social manager) dal contenuto imbarazzante nei confronti degli anziani, pensionati, vittime per Covid. , seguite dalla difesa dei suoi più stretti collaboratori, è arrivato anche il post di Jessica Nicolini, “portavoce e responsabile della comunicazione” del Governatore della Liguria. Il caso è stato rilanciato anche dai tg nazionali in prima serata.

Il post di Jessica Nicolini: “Su chi non vede l’ora di far licenziare qualcuno…”

Sono la portavoce e responsabile della comunicazione del presidente Toti – scrive Jessica Nicolini – E quindi parlo io a nome di tutti. Quelle parole nel tweet sono state un’immensa cazzata. A volte si sbaglia, e abbiamo sbagliato. Chiedo scusa a nome di tutto il team social per chi si è sentito offeso. Ma Giovanni Toti non ha mai pensato quel che il tweet esprime. Il pensiero di Toti è tutto nei messaggi che hanno preceduto e seguito quel messaggio. Ed è molto chiaro. Noi abbiamo sbagliato travisando nella sintesi il significato del pensiero. Beato chi non fa errori nel proprio lavoro. Su chi non vede l’ora di far licenziare qualcuno in un momento come questo o gode sugli errori degli altri preferisco invece non esprimermi. Un grazie invece a chi in queste ore ha capito e ci è stato vicino”.

In serata ennesimo chiarimento di Toti

E nella serata di ieri, ennesimo chiarimento di Toti: “Oggi un tweet mal scritto e male interpretato ha suscitato una polemica, quando diceva una cosa abbastanza banale: visto che il 95% dei decessi e degli ospedalizzati con sintomi gravi per Covid è nella fascia di età sopra i 75 anni perché non proteggere questi cittadini più fragili e permettere al resto del mondo di continuare con le loro attività? E’ questo che ho suggerito oggi al governo nel corso della video conferenza tra le regioni e l’esecutivo in vista del nuovo dpcm che deciderà ulteriori misure di contenimento del virus”. Lo ha detto  nel corso del punto stampa sul Covid il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, specificando ulteriormente i contenuti di quanto riferito.

“Prima di assumere iniziative molto dolorose che andranno a intaccare interi settori dell’economia e i lavoratori, per ridurre la diffusione del virus – ha continuato Toti – Mi sono permesso di dire che ritengo opportuno di proteggere le persone più fragili, cioè gli anziani e fare in modo che le attività possano andare avanti e vivere. Credo che questo sia l’approccio più giusto, tanto più quando si discute di chiudere le scuole, le attività produttive, lo sport, luoghi dove normalmente vanno le persone più refrattarie al Covid”.

Non mi pare che tutto questo ragionamento più ampio possa essere archiviato con una frase estrapolata e mal scritta. Sbagliata – ha concluso il presidente di Regione Liguria – Credo che la politica debba interrogarsi, soprattutto alla vigilia di altre scelte dolorose. Perché il tema è anche che tante persone dovranno chiudere la loro attività e qualche ragazzo non andrà più a scuola e molti che hanno perso il lavoro avranno ulteriori danni; mentre non ci si concentra sulla protezione verso coloro che affollano i nostri ospedali. Questo si chiama attenzione verso le categorie più fragili, i malati, gli anziani pluri-patologici. Se qualcuno sceglierà di chiudere i negozi, le aule o le attività imprenditoriali dove si produce benessere per tanti lavoratori e non considerare la vera emergenza dei nostri ospedali si dovrà assumere la responsabilità. Proprio perché nessuno sottovaluta i nonni che suppliscono al welfare mancante in questo paese, sarebbe giusto proteggerli invece di pasticciare con soluzioni che riguardano tutti indistintamente”.

Il presidente Toti si è augurato che nelle prossime ore il confronto con il governo possa entrare nel vivo per poter condividere a fondo i principi delle scelte da assumere.

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