I COSTI DELLA POLITICA

L’affondo del Pd Garibaldi: Mezzo milione di euro in più per stipendi consiglieri Regione Liguria

"Imponendo le dimissioni a cinque suoi assessori Toti ha consentito l'ingresso in consiglio regionale di altrettanti candidati esclusi"

L’affondo del Pd Garibaldi: Mezzo milione di euro in più per stipendi consiglieri Regione Liguria
Chiavari - Lavagna, 02 Novembre 2020 ore 13:16

“Costi della politica moltiplicati in Regione: la scelta di far dimettere gli assessori dal consiglio, con l’ingresso di cinque nuovi consiglieri fa lievitare di oltre mezzo milione di euro all’anno i costi della macchina regionale”. E’ quanto sostiene in una nota il consigliere regionale del Pd Luca Garibaldi.

I consiglieri regionali della Liguria costeranno mezzo milione di euro all’anno in più

Luca Garibaldi contesta l’imposizione di Toti ai suoi assessori, che dimettendosi hanno consentito l’ingresso nel consiglio regionale dei primi cinque tra i non eletti delle rispettive liste.

In particolare  Giovanni Boitano (“Cambiamo!”) al posto di Ilaria Cavo, e le tre donne imperiesi: Mabel Riolfo (Lega) già vice sindaco di Ventimiglia,  al posto di Alessandro Piana, Chiara Cerri (Cambiamo) di Taggia, al posto di Marco Scajola, e Veronica Russo (FdI) di Vallecrosia al posto di Gianni Berrino.

“Questa settimana il presidente Toti presenterà la nuova Giunta Regionale e saranno illustrate le linee politiche programmatiche del mandato – prosegue Garibaldi – Sulla Giunta dico questo: obbligando i consiglieri regionali appena nominati assessori a dimettersi dall’aula di via Fieschi, Toti e il centrodestra moltiplicano i costi della politica. Al posto dei neo assessori, infatti, entreranno in aula altri 5 consiglieri (i primi dei non eletti), facendo lievitare di oltre mezzo milione di euro l’anno i costi della macchina regionale. A pagare questa redistribuzione di poltrone tutta interna alla maggioranza saranno ancora la collettività”.

Garibaldi: “Quei soldi potevano essere spesi diversamente”

Le risorse spese per coloro che non erano riusciti a entrare in Consiglio attraverso il voto dei cittadini si potrebbero essere impiegate diversamente. In questo momento la priorità è la lotta al Coronavirus e quindi, a nostro avviso, le risorse vanno spese sul fronte sanitario, vista anche la carenza di personale e l’impennata dei contagi.  Formazione, DPI, contributi alle pubbliche assistenze. Si scelga come impiegarli”.

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