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La polemica

Lettera aperta dell’Anpi di Lavagna al Sindaco Mangiante

Grande rammarico per la mancata approvazione in Consiglio Comunale della mozione sull'adozione di misure di contrasto ai nuovi Fascismi

Lettera aperta dell’Anpi di Lavagna al Sindaco Mangiante
Politica Chiavari - Lavagna, 04 Marzo 2021 ore 16:41

“Il Consiglio Comunale di Lavagna del 2 Marzo 2021 ha discusso, e purtroppo non ha approvato per volontà della maggioranza, una mozione che riguardava “L’Adozione di misure per contrastare le nuove forme di fascismo”.

I recenti gravissimi rigurgiti neofascisti

“Essa traeva spunto da quanto avvenuto dai recenti fatti di cronaca su pericolosi rigurgiti neofascisti
che con le loro attività minacciano la tenuta democratica della nazione, come per esempio quanto
avvenuto a Savona, in cui un ventiduenne di ultradestra è stato arrestato per i suoi propositi di stragi anche nelle scuole, così come successo a Ceparana (La Spezia) dove un ragazzo 18enne è stato aggredito e schiaffeggiato da 4 coetanei perché dichiaratamente Antifascista“.

Il saluto romano a Cogoleto

“Per ultimo, ma non meno importante, i fatti del 27 gennaio 2021 in Comune a Cogoleto, dove
alcuni consiglieri di minoranza hanno espresso il loro voto sul bilancio utilizzando il saluto fascista,
offesa intollerabile alla Memoria di questo Paese, alle vittime della lotta di Resistenza e dello
sterminio nazista nei campi di concentramento, che proprio il 27 Gennaio l’Italia ricorda nel Giorno
della Memoria. Con la presente vorremmo ricordare ai riceventi i fatti che determinarono la storia democratica della Nazione e della Città di Lavagna, medaglia d’Argento al valor militare per la lotta di Liberazione partigiana. A poco più di un mese dalla caduta del regime fascista, nell’autunno del 1943 in via Natale Paggi al civico n.5, dove risiedeva uno dei tanti figli di emigranti il geometra Giovanni Missale, si riunirono Franco Antolini “Furlini” , Giovanni Serbandini “Bini” (Comunista), Umberto Lazagna “Canevari” e Aldo Gastaldi “Bisagno”(Cattolico)”.

Lavagna, città della Divisione Garibaldina Cichero

“In questa riunione si fece il punto della situazione e si valuteranno le condizioni per individuare la
località più opportuna per instaurare la base partigiana di quella che diventerà poi una delle più
famose formazioni partigiane d’Italia: la Divisione Garibaldina Cichero. La Divisione Cichero fu un esempio di integrità morale e di collaborazione tra i diversi componenti di differenti estrazioni sociali, credo religioso e ideali politici, uno su tutti il rapporto fra i fondatori della formazione come i comunisti “Bini” e “Marzo” ed il cattolico “Bisagno”. Un’unità d’intenti diffusa in tutta la penisola che permise in prima battuta agli italiani sbandati,che aderirono incautamente alla repubblica fascista di Salò, di comprendere l’errore commesso e di passare tra le fila partigiane”.

Il sacrificio di Don Bobbio

“A tal proposito si ricorda – sottolinea l’Anpi – l’encomiabile attività resistenziale di Don Bobbio (fucilato a Chiavari il 3 Gennaio 1945). Fece da intermediario per portare reparti della Divisione alpina “Monterosa”, che presidiavano il passo di Velva e il litorale, ad accordarsi con i partigiani e a passare nelle file della Resistenza, così come il 4 novembre 1944 poté avvenire, a Torriglia, per il battaglione “Vestone”. Per questi e altri numerosissimi eventi storici, riteniamo che il compito che spetta alle associazioni come la nostra ed alle Istituzioni come quella di un Comune, sia quello di non abbassare mai la guardia e restare vigili e rigorosi contro i continui rigurgiti fascisti che prendono campo nel nostro
Paese”.

Antifascismo valore fondante della nostra Costituzione

“Non va mai dimenticato che la nostra Repubblica e le sue istituzioni democratiche hanno come
fondamenta i valori dell’Antifascismo e della Resistenza. Alla luce di tutto ciò, Esprimiamo il nostro profondo rammarico per la bocciatura della mozione che proponeva un impegno specifico dell’Amministrazione comunale su questi temi. Auspichiamo che tale posizione possa essere rivista al più presto e che all’errore commesso si possa porre rimedio, magari prima del 24 aprile, giorno in cui la nostra città celebrerà l’anniversario della Liberazione dall’oppressione Nazi-fascista”.

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