la polemica

Locandina diffusa e polemiche sul patrocinio comunale: la replica del consigliere Pistacchi a Sestri Città Aperta

Dopo le polemiche sulla locandina dell’evento e sul patrocinio comunale, il consigliere Diego Pistacchi interviene per chiarire la propria posizione e rispondere alle osservazioni dell’associazione

Locandina diffusa e polemiche sul patrocinio comunale: la replica del consigliere Pistacchi a Sestri Città Aperta

Nel dibattito pubblico nato a Sestri Levante attorno all’iniziativa promossa dall’associazione “Sestri Città Aperta” e alla diffusione di una locandina dell’evento, si è aperto un confronto politico che ha coinvolto anche il tema del patrocinio comunale e le relative polemiche. In questo contesto, il consigliere comunale Diego Pistacchi interviene per chiarire la propria posizione e rispondere alle osservazioni rivoltegli dell’associazione:

“Stupisce sinceramente leggere la reazione dell’Associazione Città Aperta, sulla cui corretta e legittima attività politica e sociale non ho mai sollevato alcuna obiezione. Ho sempre chiesto piuttosto conto al Comune di Sestri Levante le motivazioni della concessione di un patrocinio a un’iniziativa che, in periodo di par condicio, espone l’amministrazione a pesanti contestazioni e sanzioni.

Stupisce che tale reazione dell’Associazione, anziché essere rivolta al Comune di Sestri Levante che pubblicamente ha preso le distanze da questo patrocinio, sia rivolta a me, con tanto di arringa accusatoria nella quale si ventila l’ipotesi della violazione, da parte mia, di un atto segreto quale la locandina dell’evento organizzato.

Mi permetto di completare il ragionamento giuridico dell’Associazione che richiama l’articolo 621 del codice penale. Sono certo che qualche esponente di Sestri Città Aperta abbia in materia competenze tali da garantire la consapevolezza che tale articolo tutela la segretezza e l’inviolabilità di documenti segreti che non rientrino nella nozione di corrispondenza. La locandina dell’evento che rappresenterebbe tale segreto violato, mi è pervenuta tramite un social network e mi è stata altresì inviata per corrispondenza, cioè attraverso quella che viene considerata qualsivoglia comunicazione personale che un soggetto determinato faccia ad un altro, al fine di fargli conoscere il proprio pensiero, qualunque sia il mezzo usato a tale scopo. La diffusione del documento presunto segreto non è stata pertanto da me avviata ma, senza ombra di dubbio, da chi, esponente dell’Associazione, ne aveva la disponibilità e ha deciso in piena libertà di iniziare a diffonderlo.

Altro elemento costitutivo del reato di cui all’articolo 621è il fatto che il colpevole sia venuto “abusivamente” a conoscenza del contenuto, destinato a rimanere segreto. A tale avverbio -abusivamente – fa esplicito riferimento il comunicato di Sestri Città Aperta, ma non avendo compiuto alcun atto illecito per ricevere spontaneamente tramite social network e corrispondenza la locandina dell’evento, ritengo sarebbe quantomeno fantasioso da parte dell’associazione attribuirmi una responsabilità. Anche perché la cosa, citazione per citazione, configurerebbe violazione dell’articolo 595 del codice penale (aggravato se commesso con il mezzo della stampa), o dell’art. 368 del codice penale qualora portato all’attenzione dell’autorità giudiziaria.

Probabilmente Sestri Città Aperta pensava di chiedere conto a un proprio aderente che aveva la disponibilità del documento ritenuto (senza alcuna qualifica in tal senso) segreto e che ne ha iniziato la diffusione. Per questo stupisce si sia rivolta a me che non sono socio”.